L'immortale (2010)
Con Jean Reno, Kad Merad, Claude Gensac, Venantino Venantini, Richard Berry, Marina Foïs, Gabriella Wright, Jean-Pierre Darroussin, Fani Kolarova, Joséphine Berry
La trama
Charly Matteï ha chiuso il suo conto con la giustizia. Da tre anni conduce una vita regolare, dedicata alla moglie e ai suoi due bambini. Ma i suoi sforzi non sono premiati: una mattina subisce un agguato e viene trovato in fin di vita con 22 proiettili in corpo. Contro ad ogni aspettativa, tuttavia non muore...
Il polar gode di buona salute in Francia. L’immortale non sarà all’altezza dei recenti lavori di Richet o di Audiard ma il prezzo del biglietto lo vale tutto. Vendetta micidiale dai sapori ancestrali al profumo di pastis e salsedine condita da scambi di battute quasi miliusiani, evidenzia il pregevole polso di Berry che mette in scena tradimenti e sangue con una schiettezza mascagniana tracciando, alla stregua di Guédiguian, precisi contorni politici al suo film.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 44/2010
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 12/09/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
A cinquantasette anni suonati, Charly Mattei (Jean Reno), vecchio padrino della mafia ha deciso di mettere la testa a posto: basta con il clan dei marsigliesi, troppo sangue versato; è tempo di appendere la pistola da qualche parte, magari tornare a casa, dove lo aspettano la moglie paziente Christelle (Fani Kolarova) e i due figli.
Ha fatto male i conti Charly, qualcuno lo vuole morto: sta parcheggiando l’auto nel vecchio porto di Marsiglia, quando un gruppo di uomini con il passamontagna gli ficca in corpo 22 proiettili. Il crepitio delle pallottole si mescola all’aria pucciniana E lucevan le stelle che poco prima, steccando di brutto, Charly stava canticchiando al figlioletto in auto, prima di lasciare il ragazzino alla giostra e dirigersi verso il parcheggio.
Charly è nato nella paura, ma a nulla sono servite le raccomandazioni di suo padre, caporione fatto fuori dalla mafia una quarantina di anni prima: “Il mio, è uno strano lavoro, Charly, una volta che ci sei dentro, è finita, non puoi più uscirne. È come una maledizione. Sei condannato a restarci fino alla morte. Il sangue versato non si asciuga mai. Il sangue versato non si asciuga mai, ragazzo. Hai capito? Devi vivere tutta la vita nella paura. Se abbassi la guardia, anche solo per un secondo, sei fottuto.”.
Charlie, per vendicare il padre, si legò in amicizia con Aurelio Rampoli (Richard Berry) e Tony Zacchia (Kar Merad), con loro formò un trio di moschettieri del male – uniti fino alla morte. Ma non è andata così, uno dei due ha tradito (entrambi forse) e deve pagarla.
Trasportato in ospedale, Charly lotta tra la vita e la morte, 22 pallottole sono tante, ma nessuna ha leso centri vitali: un miracolo che restituisce alla vita e alla conseguente vendetta un “immortale”.
La vendetta è un piatto che si serve freddo, Charly la prepara accuratamente: claudicante, sorreggendosi a un bastone, il braccio destro reso insensibile per la recisione dei terminali nervosi, si presenta come l’angelo sterminatore nel covo degli ex amici e, dopo averli disarmati tutti, promette loro che non li ucciderà subito ma, uno ad uno, tra un giorno, tra un mese, tra un anno.
Rispoli e Zacchia dal canto loro gli rinfacciano di essersi tirato fuori perché lui, Charly, non intendeva trafficare in coca e per nulla impauriti (sono in troppi) si preparano alla guerra: otto contro tre, già, perché il mafioso pentito può contare sull’appoggio dell’amico avvocato Martin Beaudinard (Jean-Pierre Daroussin) e della guardia del corpo Karim (Moussa Maaskri).
Il film va avanti piacevolmente (per chi ha lo stomaco forte) tra agguati notturni sotto il cielo di zaffiro marsigliese, inseguimenti e fughe lungo strade cittadine e di campagna, duelli nel cimitero in pieno giorno, colpi di scena a mitraglia, esecuzioni (non si contano i proiettili al centro della fronte) fino alla resa dei conti che, come da ‘Manuale Sergio Leone’, è diventata un calco riconoscibile da Hong Kong alla douce France. ESPANDI +
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15 aprile 2012 Opinione di supadany su "L'immortale"
VOTO : 6,5. “L’immortale” è un film che gioca molto di più sulla quantità piuttosto che sulla qualità, nonostante non manchino di certo passaggi molto ben riusciti. Diciamo che il tutto è costruito in maniera semplice cercando il bersaglio facile, puntando su uno spettacolo d’impatto, lasciando minimi tempi morti, grazie ad un ritmo sempre elevato nel susseguirsi degli eventi. Charly Mattei (Jean Reno) è un gangster che viene crivellato da 22 pallottole, ma miracolosamente...
voto al film: 
23 marzo 2012 Opinione di tobanis su "L'immortale"
Jean Reno si presta a questo film sulla malavita di Marsiglia. Lui è uno dei padrini, ma in ritiro; vecchi principi, con la droga non si traffica, la famiglia è sacra, bla bla bla. I nuovi arrivati, invece….non si fanno scrupoli? Ma va? Ebbene sì, è proprio così, e la sceneggiatura prevede personaggi al limite della macchietta, stereotipati, ingenui. Insomma, il film ha premesse banali e scontate, ma qua e là qualcosa di buono c’è, tra tradimenti, sparatorie, e un buon Jean Reno....
voto al film: 
1 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "L'immortale"
Il cinema Francese di questo inizio secolo XXI è sicuramente messo meglio di quello Italiano, cosa per altro non difficile, ma è anche vero che se continua a sfornare prodotti come questo “L'immortale” fra non molto il concetto di americanata verrà rimpiazzato da quello analogo di francesata.
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30 gennaio 2012 Opinione di spicerLOVEJOY su "L'immortale"
Divertente thriller tutt'azione dall'inizio esemplare e un crescendo irresistibile. L'idea di partenza è ottima e lo svolgimento perfetto, e la regia sfodera parecchia grinta condendo le scene d'azione di una perfezione unica nel suo genere. Diversi i momenti da ricordare e un Jean Reno in grandissimo spolvero. Ottimo anche il resto del cast
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19 gennaio 2012 Opinione di emil su "L'immortale"
Film moscetto, nonostante un Jean Reno molto intenso ed in parte. Comprimari che sembrano macchiette, un Boss inverosimilmente troppo cattivo ed una poliziotta anonima, attorno ai quali ruota una storia di vendetta. Il problema non è la scontatezza della vicenda, ma , da un lato la mancanza di pathos, dall'altro la retorica al galoppo. E quel ritornello pavarottiano che più fastidioso non si può. La solennità forzata stona; gli eroi immortali sono dalle parti di un signore che si...
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15 dicembre 2011 Opinione di KICKASS su "L'immortale"
Un buonissimo film. Un poliziesco o meglio un film di mafia (marsigliese) con tanta azione. Ma quello che fa la differenza è il pathos di vari attori e varie scene. Parte lento e chiude lento ma nel mezzo resta un film da vedere. Consigliato a chi ama il genere.
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2 dicembre 2011 Opinione di barabbovich su "L'immortale"
Marsiglia come Napoli e Palermo. Mafia, droga, sporchi giri d'affari, corruzione. Charly Matteï (Reno) non ne vuole sapere più di questo ciarpame e vorrebbe starsene in pace con la sua famiglia. Ma il passato ritorna e nel chiuso di un grande parcheggio gli sgherri di Tony Zacchia (Merad) lo crivellano di colpi. Non bastano una ventina di proiettili a finirlo: l'uomo si ristabilisce e pianifica la sua vendetta contro quello che era l'amico di un tempo. Richard Berry frulla il...
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29 novembre 2011 Opinione di hupp2000 su "L'immortale"
Credo che ormai si possa dire : nel primo decennio del nostro secolo, il « polar » francese ha superato il « gangster movie », il poliziesco americano. Anzi, lo surclassa proprio. Come sottolineato sia dalla scheda della redazione (che incredibilmente gli assegna solo due stelle con una recensione quasi tutta positiva) e da chi ha scritto prima di me, la trama ha poco di originale : guerra tra clan, ex-delinquente che si era illuso di ricostruirsi una nuova vita, amicizia virile e...
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27 novembre 2011 Opinione di Tex Murphy su "L'immortale"
Film bruttino con attori e scene che sembrano macchiette mal assemblate, oltretutto scontato e quindi noioso.
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20 novembre 2011 Opinione di Tarabas su "L'immortale"
Ex malavitoso lascia il giro, ma il giro non lascia lui. Seguono vendette incrociate con gli amici della sua infanzia criminale. Baracconata inverosimile, girata con abuso di camera a mano traballina e montaggio videoclipparo. L'idea pare essere un rinnovamento del polar francese, ibridato con il poliziesco pulp americano. Di entrambi i filoni si prendono le banalità, il risultato non può che essere mediocre. Peccato per Reno e Darroussin, bravi, mentre la banda di gangsters...
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