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L'uomo nell'ombra (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo nell'ombra: forte
Ritmo ritmo in L'uomo nell'ombra: forte
Impegno impegno in L'uomo nell'ombra: molto forte
Tensione tensione in L'uomo nell'ombra: molto forte
Erotismo erotismo in L'uomo nell'ombra: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a L'uomo nell'ombra

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a L'uomo nell'ombra (voti: 206 media: 3,71) 206

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locandina di L'uomo nell'ombra

Trailer Italiano

L'uomo nell'ombra Trailer Italianoplay

26/02/2011

César 2011: trionfo di Polanski e ennesimo riconoscimento per "The Social Network"

Miglior regista e miglior sceneggiatura per il suo "L'uomo nell'ombra". Sono due le statuette del César, l'Oscar del cinema francese, che il regista Roman Polanski si è visto...

di Spaggy

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La trama

Un giornalista viene assunto come ghost writer – come si chiamano in gergo gli scrittori che vengono assunti per dar voce ai pensieri altrui – con la consegna di rielaborare le memorie dell'ex-primo ministro britannico Adam Lang. Il lavoro si scopre essere pericoloso: l'uomo che precedentemente ricopriva il ruolo è stato infatti assassinato. E nulla pare essere quello che appare. 

L’architettura hard boiled e la flagranza politica consacrano _L’uomo nell’ombra _un classico della modernità, ineffabile istantanea dello stato del mondo. Polanski guarda a Hitchcock, mentre la sua vena surrealista innerva ogni inquadratura, esplodendo in un finale sarcastico e disperato, che fotografa l'immanenza del Potere, oltre la nostra capacità di sguardo.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 14/2010

Lo spazio astratto verde-azzurro, quasi onirico, l’impercettibile evoluzione del tempo, lo sguardo obliquo con vista sull’Atlantico di un’isoletta invernale a largo della East Coast... Suite misteriosa di orrori, L’uomo nell’ombra (The Ghost Writer) di Roman Polanski è il sussurro gridato di un testimone del nostro tempo, poemetto dall’incipit pasoliniano: «Io so...». L’effetto da brivido nella platea della Berlinale 2010, che gli ha conferito l’Orso d’argento alla regia, proveniva dallo chalet elvetico dove il regista di Rosemary’s Baby è ancora tenuto prigioniero. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 11/01/2011 - utile per 23 utenti

Voto al film: voto buono

Un gosthwriter (Ewan AcGregor) viene ingaggiato per scrivere l'autobiografia di Alan Lang (Pierce Brosnan), l'ex primo ministro inglese. Arriva sull'isola (Martha'sVineyard, al largo del Massachussets) dove l'ax premier vive insieme alla moglie Ruth (Olivia Williams), Amelia, la fedele segretaria (Kim Cattral) e gli agenti della sicurezza, e mentre sta iniziando il lavoro si trova ad assistere al dramma politico che lo vede coinvolto. Alan Lang è accusato di crimini di guerra e deve rispondere delle sue azioni davanti alla Corte Penale Internazionale. Ma oltre la politica contingente, quasi accidentalmente, "l'uomo ombra" scopre delle cose del passato di Alan Lang che mettono sotto diversa luce, non solo i suoi esordi nella politica attiva e i rapporti privilegiati con gli Usa, ma anche la morte del biografo che lo aveva preceduto nell'incarico. Tratto dal romanzo "Il ghostwriter" di Robert Harris, "L'uomo nell'ombra" (Orso d'argento per la regia a Berlino) di Roman Polanski è un thriller politico che sin dal suo incedere iniziale mostra evidente l'eleganza formale che ne connota l'ambientazione "piovosa" e la presenza di quella "normale eccezionalità" che sempre qualifica le vicende della geopolitica mondiale. Un film che ha come sfondo la politica di potenza, retto com'è dalle trame ordite dai suoi esecutori occulti. Polanski è stato bravo ad inscenare una guerra a bassissima intensità tra i protagonisti di questa storia, dove le vicende umane non hanno meno incidenza di quelle legate all'attivismo politico nel descrivere il quadro d'insieme e dove il sipario svela poco alla volta l'intimo rapporto che esiste tra i segreti privati dei gestori del vapore e le pubbliche paure disseminate per il mondo. Parte del merito va alla buona caratterizzazione data da Ewan McGregor e Pierce Brosnan ai loro personaggi : l'uomo qualunque che incarna la sensanzione di smarrimento e la voglia di capire i pericoli che incombono sull'umanità il primo, il potente vacuo e superficiale che non si rassegna al ruolo di manichino in giochi che vengono decisi anche sopra la sua testa "dorata", il secondo. L'ambientazione innanzitutto, sembra volerci dire l'autore polacco, invernale ed acquitrinosa, circoscritta ad un isola che concede un pò di respiro allo sguardo solo attraverso l'estensione del suo mare, ma poi ti obbliga a dei percorsi già stabiliti, a restringere lo spazio d'azione e a dilatare oltre il dovuto il tempo dell'attesa. Su un isola non c'è scampo, per quanto grande possa essere ti riporta sempre al punto di partenza, a ripercorrere sempre le stesse strade e a ripensare a cose già accadute. I passaggi sono obbligati, come certi meccanismi mentali che quasi senza accorgertene ti portano a voler capire dove conduce quel particolare di cui si è venuto a conoscenza. Questo succede al ghostwriter, di dover deviare dalle sue ordinarie incombenze perchè costretto a seguire il percorso di un passato gravido di informazioni. L'uomo ombra c'è ma non si vede, deve registrare ma non deve mai comparire, la sua presenza discreta passa inosservata in quella casa dove gli umori cambiano al ritmo di una notizia d'agenzia e le pareti "trasparenti" contrastano con l'alone di mistero che sembra abitarvi. Lui non si occuperà di politica ("Tutti hanno votato per lui. Non è stato un politico è stata una moda", dice all'agente quando gli chiede se ha votato o meno per il partito Laburista) ma si interesserà dell'uomo, e quando le due cose andranno a braccetto lui farà risaltare la bontà delle finalità politiche a scapito dei mezzi che si sono usati per applicarle. Ma le circostanze lo portano a dover intraprendere dei passaggi obbligati e a sbattere necessariamente contro verità troppo scomode. Il ghostwriter si imbatte in numeri e parole che insinuano in lui la necessità di andare oltre la mera prammaticità del ruolo di scritturale e così si insinua in un gioco a incastri dove mettere ogni pezzo al posto giusto significa dare un volto ai veri reggitori della politica di potenza, quelli che fanno degli Alan Lang dei fantocci lanciati in pasto alla politica mediatica. Verità pericolose, che se non rimangono nell'ombra dove sono sempre state rischiano di essere spazzate vie come foglie al vento.
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SI

Opinioni su L'uomo nell'ombra


24 aprile 2012 Opinione di jonas su "L'uomo nell'ombra"
jonas

Pensandoci a posteriori, il ghost writer è il personaggio più caratteristico della filmografia polanskiana: l’uomo che non c’è, o meglio che finge di non esserci, che cerca di mimetizzarsi per sopravvivere in un mondo di mostri. Il grand’uomo con cui entra in contatto per motivi di lavoro si rivela dapprima un prevedibile abisso di inanità, poi un criminale di guerra; poi le carte si sparigliano come i pezzi di un puzzle, mentre incombe un senso di minaccia costante e fra i...

voto al film: jonas assegna il voto ottimo a L'uomo nell'ombra (2010)

4 commenti
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24 aprile 2012 Opinione di wang yu su "L'uomo nell'ombra"
wang yu

Storia ridicola e film leeento.

voto al film: wang yu assegna il voto pessimo a L'uomo nell'ombra (2010)



24 aprile 2012 Opinione di marco l su "L'uomo nell'ombra"
marco l

La pellicola non cattura come ci si aspetterebbe, perché gli ingredienti ci sono tutti. E' come se rimanesse sospesa nell'indecisione di scegliere la strada da percorrere, che potrebbe essere il rapporto inter-personale tra storie di vita e ruoli diversi, le logiche del potere svelate nel rapporto allievo/scrittore versus maestro/politico (simile a "Il Portaborse" di Moretti), oppure la spy-story. Nell'intento, o magari nella presunzione, di portarle avanti tutte, la storia si rarefà ed è...

voto al film: marco l  assegna il voto sufficiente a L'uomo nell'ombra (2010)


24 aprile 2012 Opinione di iPl4y su "L'uomo nell'ombra"
iPl4y

Thriller fantapolitico tratto da un romanzo. La narrazione risulta abbastanza coinvolgente, con dialoghi e battute accattivanti. Purtroppo la storia di fondo altalenante, le svariate situazioni improbabili (talvolta complicate dalla volontà di fare un certo tributo a tutti i costi) e le ripetitive musiche di pathos inserite un pò disinvoltamente, limitano il risultato complessivo.

voto al film: iPl4y assegna il voto sufficiente a L'uomo nell'ombra (2010)



23 aprile 2012 Opinione di Myau su "L'uomo nell'ombra"
Myau

Questo film mi ha lasciato molto perplesso. Mi chiedo se le cose assurde che avvengono hanno lo scopo instillare nello spettatore la stessa paronoia in cui affonda il protagonista. Qual'è il senso di questa vicenda? Possibile che un intrigo di tale portata abbia una soluzione tanto sciocca? E il ruolo del "ghost" qual'è? Viene manipolato o e solo un impiccione? Peccato perchè la prima parte prometteva grandi cose. Poi si perde seguendo una vena e un linguaggio da thriller puro, ma...

voto al film: Myau assegna il voto mediocre a L'uomo nell'ombra (2010)


14 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "L'uomo nell'ombra"
marcopolo30

Polanski riesce magistralmente a creare un crescendo di senso di paranoia e pericolo che finiscono con l'immergere il bravissimo Ewan McGregor (e lo spettatore) in un ambiente pericolosamente ostile. Il film è da 10/10; Polanski da 11/10 se consideriamo che ha diretto questo gioiellino all'età di 77 anni!

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a L'uomo nell'ombra (2010)

nessun commento
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13 marzo 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "L'uomo nell'ombra"
Carlo Ceruti

I punti di forza del film stanno: nell'atmosfera cupa ed inquietante, nella sottile ambiguità dei personaggi, nell'avvincente eppure semplice storia, nell'ottima regia capace di fornire molta suspense ad ogni sequenza e nel colpo di scena finale. Ewan McGregor interpreta alla perfezione il suo personaggio, dotandolo di ambiguità, di sensibilità e di mistero ma Pierce Brosnan non gli è da meno. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 impegno:2 tensione:3 erotismo:1

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto buono a L'uomo nell'ombra (2010)


12 marzo 2012 Opinione di Lord Holy su "L'uomo nell'ombra"
Lord Holy

Mi ha lasciato emotivamente indifferente, come purtroppo è successo anche con altri film di Roman Polanski. Ho riscontrato, infatti, una certa difficoltà nell'essere coinvolto da quanto mi veniva mostrato e accadeva ai diversi comprimari. Certo, non nego l'onestà del messaggio e del suo riflesso politico, sebbene il finale mi sia parso un po' troppo deludente. Ma la narrazione avrebbe comunque potuto (e dovuto) essere decisamente più appassionante. Soffre di un ritmo blando che stona con...

voto al film: Lord Holy assegna il voto sufficiente a L'uomo nell'ombra (2010)



11 febbraio 2012 Opinione di PP su "L'uomo nell'ombra"
PP

Voto 5. [10.02.2012]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a L'uomo nell'ombra (2010)


7 febbraio 2012 Opinione di ceo_85 su "L'uomo nell'ombra"
ceo_85

Il ghostwriter è un autore professionista incaricato per scrivere libri, articoli, storie, pubblicazioni scientifiche o in campo culturale, che sono ufficialmente attribuiti ad un'altra persona. Ed è il lavoro di Ewan McGregor, che interpreta il giornalista chiamato a scrivere la biografia dell'ex Primo Ministro interpretato da Pierce Brosnan, politico controverso che vive nell'attesa di poter pubblicare la sua storia. Tratto dal romanzo Il Ghostwriter di Robert Harris, da lui...

voto al film: ceo_85 assegna il voto buono a L'uomo nell'ombra (2010)

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