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Opinione di mise en scene 88 su Basilicata Coast to Coast





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25/04/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

"Confesso sono nato in Basilicata", ma questo non significa che sono di parte. Ma dalla parte di chi vi state chiedendo? Del film? Del figliol prodigo Rocco Papaleo ritornato a celebrare le proprie origini? O della Lucania e di tutte le istituzioni locali che hanno permesso un'opera che celebri prima di tutto se stessa. Basilicata Coast to Coast è un spot turistico, un video promozione da Pro Loco, un film cartolina che ha prima di tutto un pregio, essere un film godibile. A godere è prima di tutto lo spettatore italiano, che incredulo guarda al film, tra una risata e l'altra, come ad una puntata di Super Quark. Ma gode anche lo spettatore lucano, che nella sua provincialità guarda al film cercando un riflesso della propria identità. Parliamoci chiaro il Lucano "medio" non fa che celebrare se stesso, perché il suo è un complesso di inferiorità nazionale. Il Lucano "medio" è l'esportatore del "prodotto tipico", il condottiero della tipicità e quindi dell'unicità. Ed ecco che qui il lucano si fa anche creatore, ricercatore di un linguaggio che gli permetta di farsi notare tra le grandi. CosìBasilicata Coast to Coast inaugura un nuovo filone cinematografico. Dopo il neorealismo e il modernismo cinematografico italiano, Papaleo inventa il film regionale. Ma il suo perché, questo genere, lo troverà nel folklore, nella sagra di paese, nel prodotto tipico. Perché fare un film sulla Basilicata significa prima di tutto parlare del peparulo crusco, del fagiolo di Sarcone e dell'aglianico del Vulture. Mentre la storia del Coast to Coast è un misero pretesto per cercare di guardare con più lentezza certi paesaggi, certi volti e certi dialetti. Ma noto che il film dura pressappoco quell'ora e mezza che ci vuole appunto a fare la Basilicata costa a costa, dal Tirreno allo Ionio, con la macchina. I dieci giorni di camminata mistica nella terra Lucana, si perdono quindi in quella durata convenzionale, giusto quel poco che serve a distrarre un pubblico che vuole distrarsi. Allora la parte la prendo e la prendo da cittadino lucano. Il film è un evidente operazione commerciale e promozionale. Ma senza denigrare le ovvie leggi di mercato, chiediamoci prima di tutto a chi è destinato il guadagno di questo commercio. Quello che c'è veramente da raccontare della Basilicata è che essa è vittima di una logica sfortunata. Vittima dei padroni che sfruttano le risorse (acqua e petrolio) e ne fanno oro per le proprie tasche. Vittima di una politica che non cambia da anni. Vittima dei giovani che se ne vanno. Vittima perché Cristo si è fermato ad Eboli. Vittima di Rocco Papaleo e del suo film regionale che non serve, se non alle sue tasche e alle tasche della regione.


SI

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