Opinione di bradipo68 su Mammuth
Con Gérard Depardieu, Isabelle Adjani, Yolande Moreau, Miss Ming, Anna Mouglalis, Benoît Poelvoorde, Philippe Nahon, Bouli Lanners, Serge Larivière, Dick Annegarn
- negative [3]
- sufficienti [10]
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Sul film
Le immagini scorrono veloci,si intuisce una strada con a lato della vegetazione,i contorni si perdono e si confondono.La fotografia sgranata piano piano comincia a svelare lo scenario,gli oggetti acquistano la loro forma,le figure umane la loro fisionomia.La figura debordante di Depardieu(Serge) prende subito possesso del centro della scena.Una massa di carne e di capelli unti che cadono sulle sue spalle.Si porta a spasso con nonchalance una mezzena di maiale e una mano esperta si affretta a dissezionarla per farne un prosciutto in pochi secondi.La stanza di dissezione è colorata del bianco abbacinante delle pareti e del rosso rutilante della carne.Pochi dettagli per descrivere un lavoro destruente.Un mondo proletario come spento nelle sue ivendicazioni.Operai come automi.Serge è chiamato per la festa per la sua pensione:due funzionari della ditta dalla fisionomia non casualmente suina gli fanno i migliori auguri e gli consegnano i documenti,i colleghi mangiano patatine e ascoltano in silenzio.Gli regalano un puzzle con la foto del castello di Chambord.A casa la moglie gli fa notare che erano proprio dei grandi amici i suoi colleghi.Serge misura ad ampi passi la sua stanza da pranzo,va a fare la spesa,cerca inutilmente di aggiustare una porta.Ha tutto il tempo per razionalizzare la propria inadeguatezza al mondo che lo circonda.Mammuth è un film su un uomo che è al di fuori del proprio tempo,un residuato inconsapevole restato ad almeno tre decenni prima,.Che poi sono gli stessi anni '70 che deve andare a rivangare per trovare i documenti per la sua pensione.Ed ecco che il film da apologo sulla solitudine e sull'inadeguatezza diventa un bike road movie in cui Serge col suo giubbotto di pelle che a stento ne trattiene le forme a cavallo del suo destriero a due ruote(una Mammuth 1200) parte alla ricerca del suo passato lavorativo per riguardagnare del prezioso materiale cartaceo.La sua moto è un residuato come lui ma scintillante nelle sue cromature,lenta e rumorosa,anche lei inadeguata con i suoi tre decenni abbondanti sul groppone.Ma bellissima col suo fascino retrò.Esemplificativa una sequenza in cui Serge e la sua moto sono sorpassati prima da un camion e poi da una moto,una di quelle moderne, che va a velocità supersonica.E la sua ricerca non sarà sempre facile.La cosa che colpisce di più del nuovo film degli autori del film anarco/insurrezionalista dell'anno scorso quel Louise Michel che aveva fatto voltare il capo a molti tra critica e pubblico è che non assomiglia a nessun altro film.Neanche al film precedente ora nominato.Certo lo stile (finto)sgrammaticato è lo stesso così come la fotografia sgranata ma i contenuti sono decisamente diversi.Più arrabbiato ed eversivo il primo film,più riconciliato e tranquillo questo che in fondo è il racconto di una grande storia d'amore di un uomo e una donna reali con difetti fisici conclamati che urlano a squarciagola la propria mediocrità al mondo intero.E urlano anche la loro diversità.Pur non lesinando particolari sgradevoli(compresa una citazione da Novecento di Bertolucci,però senza corpi femminili) c'è una ricerca meno accentuata che nel loro esordio del grottesco a tutti i costi,non si rincorre così spudoratamente la poetica dell'eccesso.Anzi si misurano le parole soprattutto nella seconda parte,si lascia spazio ai sentimenti e alle sensazioni.Il tocco è sempre surreale,i personaggi che Serge incontra sono comunque sempre ai margini,un po'come lui,come la nipote anche lei totalmente avulsa dalla realtà o il fratello.Compresa la finta paralitica che gli frega cellulare e soldi.In più c'è il fantasma insanguinato di un suo vecchio amore perito in un incidente che ogni tanto gli appare quasi a guidarlo.De Kervern e Delepin sono autori da tenere d'occhio che hanno già raggiunto una loro cifra stilistica originale col loro modo di girare finto amatoriale e il loro modo sbilenco di raccontare le vicende.Serge parte con una Mammuth e ritorna a casa dal suo amore con un motorino che quasi scompare sotto la sua mole.E quando vediamo che durante la marcia allarga le braccia come per stringere a sè tutto il vento che gli va incontro quasi ti aspetti che un TIR se lo porti via spiaccicato sul parabrezza...
Sulla regia di Benoît Délepine
hanno già una loro cifra stilistica.E di questi tempi non è poco
Sulla regia di Gustave Kervern
hanno già una loro cifra stilistica.E di questi tempi non è poco
Sull'interpretazione di Gérard Depardieu
eccessivo ....come la sua stazza
Sull'interpretazione di Isabelle Adjani
fantasma con lifting
Sull'interpretazione di Yolande Moreau
attrice eccezionale
Sull'interpretazione di Miss Ming
personaggio infantile e grottesco
Sull'interpretazione di Anna Mouglalis
la ladra finta paralitica
Commenti
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3 novembre 2010, 08:27 di yume
Emi, che dire,una stupenda recensione, meglio del Gerva......e poi, come sempre, il cinema, i film, o si amano o si odiano. M'è successo con Borat, Giù al nord, a me il grotesque mi logora, il limite è mio :)
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3 novembre 2010, 09:15 di bradipo68
troppo gentile ma non posso competere.Comprendo benissimo le tue ragioni,questo è un film prendere o lasciare in cui i due schieramenti hanno i loro bravi motivi.Io per esempio ero rimasto piuttosto perplesso col loro primo film mentre questo mi ha convinto molto d più.Anche i Dardenne all'inizio rano visti come autentici UFO nel panorama cinematografico.Se posso aggiungere una postilla:il Gervasini accosta il personaggio di Serge al Lebowski coeniano.Io invece ho ricontrato molte più similitudini tra Serge e il Randy "The Ram" Robinson di The wrestler:corpaccione(anche se quelli di Rourke erano perlopiù muscoli),stesso senso di inadguatezza e quasi stupore nell'osservare ciò che li circonda...
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3 novembre 2010, 11:14 di spopola
... io non mi ci trovo troppo a mio agio "dentro" ma ovviamente riconosco le qualità indiscusse (qui a mio avviso più che nelal precedente opera, che mi aveva per la verità fatto un p'ò "sclerare"
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3 novembre 2010, 15:25 di bradipo68
Valerio,questo è cinema ben lontano dai canoni estetici più affermati, ma credo che Mammuth sia opera meno estrema di quella precedente.
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4 novembre 2010, 09:07 di spopola
.. sono d'accordo con te, Emidio: forse è per questo che sono riuscito ad apprezzarlo di più del precedente al quale ovviamente riconosco la genialità dell'impostazione ma ... con tutti i distinguo che ho già a suo tempo evidenziato nel mio commento al film.
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22 novembre 2010, 15:55 di dboon
ottima rece che condivido il film l'ho apprezzato soprattutto per la parte visiva ma anche la storia ha qualche scena molto divertente
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22 novembre 2010, 17:16 di bradipo68
grazie i complimenti fanno sempre molto piacere...
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