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Storie di fantasmi (1964)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Storie di fantasmi: assente
Ritmo ritmo in Storie di fantasmi: presente
Impegno impegno in Storie di fantasmi: presente
Tensione tensione in Storie di fantasmi: forte
Erotismo erotismo in Storie di fantasmi: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Storie di fantasmi

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Storie di fantasmi (voti: 18 media: 4,17) 18

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La trama

Quattro storie di fantasmi: un samurai torna dalla moglie dopo molti anni e scopre che si è tramutata in uno spettro; un musicista cieco diventa famoso quando racconta la storia della sua menomazione; lLa donna di neve narra l'incubo di due taglialegna durante una terribile tempesta sulla muntagna; Un guerriero viene sfidato a duello da un'immagine riflessa nella sua tazza del tè. 

Un grande classico dell'horror giaponese, privo della critica politica di altri film del regista, ma con una produzione sontuosa piegata a esiti formalmente straordinari. Influenzerà _Mishima_ di Schrader e _Sogni_ di Kurosawa. Ispirato a racconti orali trascritti dall'americano Hearn a fine '800.

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L'opinione più votata

Di FABIO1971 scritta il 23/11/2011 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto ottimo

“Nelle notti più oscure migliaia di fuochi spettrali volteggiano sulla spiaggia o si librano sopra le onde - pallide luci che i pescatori chiamano “Oni-bi”, o demoni di fuoco - e, ogni volta che si alza il vento, un suono di grida potenti si alza da quel mare, come il clamore di una battaglia”.
[da Lafcadio Hearn (Yakumo Koizumi) - La storia di Hôichi-senza-orecchie, tratto da Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things, 1903]
 

Quattro "kwaidan" (ovvero le storie di fantasmi della tradizione giapponese) tratte, su ispirazione dei racconti orali del folklore locale, dalle celebri raccolte (pubblicate tra il 1900 e il 1903 e disponibili anche in italiano nella recente traduzione di Kappa Edizioni con il titolo Storie di fantasmi giapponesi) di Lafcadio Hearn, scrittore e giornalista di origini greco-irlandesi emigrato negli Stati Uniti e poi, dal 1890, trasferitosi in Giappone, dove si sposerà e ne acquisirà la cittadinanza cambiando nome in Yakumo Koizumi (dal cognome della moglie), adattate per lo schermo da Yôko Mizuki e messe in scena da Masaki Kobayashi a due anni di distanza dal capolavoro Seppuku.

I capelli neri (Kurokami)
“Nell’antica Kyôto c’era un giovane samurai ridotto in povertà dopo la rovina del suo signore. Decise, così, di lasciare la sua casa e di entrare al servizio del governatore di una provincia lontana”. Il samurai (Rentarô Mikuni), accecato dall’egoismo, abbandona senza esitazioni la moglie (Michiyo Aratama) in lacrime (“Riguardati! Non posso vivere qui con te, ho un futuro davanti: per gli uomini la carriera è la cosa più importante, non posso rinunciarvi a causa tua, non posso seppellire qui il mio avvenire”) e si prepara a intraprendere il viaggio verso il villaggio del suo nuovo signore. “Il samurai non riusciva a comprendere il valore dell’amore. Per farsi una posizione divorziò dalla sua brava moglie e sposò la figlia di una famiglia in vista, che poi portò con sé nella sua nuova sede di lavoro. Fu l’avventatezza della gioventù e l’esperienza del desiderio”. Il ricordo della sua vecchia moglie inizia, però, a tormentarlo: “Il suo secondo matrimonio non si rivelò felice: la sua nuova moglie era egoista e insensibile e lui trovò subito ogni pretesto per ricordare con rammarico i giorni passati a Kyôto. Scoprì, quindi, di amare ancora la prima moglie, di amarla più di quanto avrebbe mai potuto amare la seconda e iniziò a capire quanto fosse stato ingiusto e ingrato. Il ricordo di una donna che aveva trattato ingiustamente, le sue parole gentili, il suo sorriso, i suoi modi squisiti, la sua pazienza irreprensibile non lo lasciavano in pace”. Finisce, così, a poco a poco, con l’isolarsi e perdere il rispetto della sua nuova compagna (Misako Watanabe), sempre più infelice e scontenta: intenzionato a fare ammenda per il suo deplorevole comportamento, il samurai decide, perciò, di partire alla ricerca della sua ex moglie. “Gli anni erano passati e il suo incarico era scaduto. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Storie di fantasmi


23 novembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Storie di fantasmi"
FABIO1971

“Nelle notti più oscure migliaia di fuochi spettrali volteggiano sulla spiaggia o si librano sopra le onde - pallide luci che i pescatori chiamano “Oni-bi”, o demoni di fuoco - e, ogni volta che si alza il vento, un suono di grida potenti si alza da quel mare, come il clamore di una battaglia”. [da Lafcadio Hearn (Yakumo Koizumi) - La storia di Hôichi-senza-orecchie, tratto da Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things, 1903]   Quattro "kwaidan" (ovvero le storie di fantasmi...

voto al film: FABIO1971 assegna il voto ottimo a Storie di fantasmi (1964)

13 commenti
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14 maggio 2011 Opinione di zombi su "Storie di fantasmi"
zombi

finalmente ieri sera, dopo la quarta serata, con una pausa per vedere il carino la fidanzata ideale, ho finito questo film. estenuante, e un buon antidoto contro l'insonnia. non mi spaventano e non mi dispiacciono i film lenti, ma questo lento procedere ha fatto si che ognuna delle 4 storie contenute nelle quasi 3 ore di film abbiano fatto sembrare ogni storia lunga quanto l'intero film. il massimo della pesantezza lo si è raggiunto nella storia "hoichi, senza orecchie" dove viene...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a Storie di fantasmi (1964)

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21 aprile 2011 Opinione di GoonieAle su "Storie di fantasmi"
GoonieAle

Capolavoro assoluto della storia dell'horror conosciuto in tutto il mondo, sconosciuto in Italia. Meraviglioso e imponente in tutto, anche nelle musiche essenziali, dalla fotografia alle inquadrature, ai movimenti di macchina agli attori, 180 minuti di scuola di cinema. Tra i migliori horror mai realizzati.

voto al film: GoonieAle assegna il voto ottimo a Storie di fantasmi (1964)


18 settembre 2010 Opinione di PP su "Storie di fantasmi"
PP

Voto 7. [12.09.2010]

voto al film: PP assegna il voto buono a Storie di fantasmi (1964)



4 settembre 2010 Opinione di Axeroth su "Storie di fantasmi"
Axeroth

In quest'opera di Kobayashi abbiamo di fronte un grosso spaccato della cultura giapponese che ci trasporta attraverso colori forti e accesi, classici dell'arte nipponica (il blu puro, il rosso e l'arancione, il bianco neve e il nero ombra), musiche tradizionali e miti ancestrali a percorrere secoli di storia del loro paese per mezzo di spiriti e superstizioni, e paure e terrori. La sequenza del terzo episodio, quella della guerra Dan-no-ura fra Genji e Heika è forse la parte...

voto al film: Axeroth assegna il voto ottimo a Storie di fantasmi (1964)

nessun commento
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16 maggio 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Storie di fantasmi"
21thcentury schizoid man

Alcuni film sono talmente originali da riuscire a sfuggire a qualsiasi tipo di classificazione. E’ proprio questo il bello del cinema: quando crediamo di aver visto tutto, e perciò pensiamo che ormai non ci sia più niente in grado di sorprenderci veramente, ecco che - per fortuna - improvvisamente ci imbattiamo in un film che ci smentisce clamorosamente. Proprio quello che mi è successo guardando questa pellicola diretta da Masaki Kobayashi, regista di capolavori...

voto al film: 21thcentury schizoid man assegna il voto ottimo a Storie di fantasmi (1964)

2 commenti
[utile per 12 utenti]


5 marzo 2010 Opinione di michel su "Storie di fantasmi"
michel

TUTTI A NANNA, ARRIVANO I FANTASMI! Quattro episodi: 1, un uomo passa la notte con il fantasma della moglie che aveva abbandonato anni prima; 2, un uomo sposa senza saperlo lo spirito dell’inverno al quale era legato da una promessa fatale; 3, degli eroi morti chiedono a un cantore cieco di rievocare le loro gesta; 4, un soldato è tormentato dallo spirito che si è bevuto per spavalderia. Il film inizia bene, lento e ipnotico come un rituale, con un uso sapiente del...

voto al film: michel assegna il voto mediocre a Storie di fantasmi (1964)


20 febbraio 2010 Opinione di bradipo68 su "Storie di fantasmi"
bradipo68

Formalmente un horror ma in realtà è molto più nobile del genere a cui nominalmente viene attribuito.Il film di Kobayashi che consta di quattro episodi totlamente slegati tra di loro e che dura quasi 3 ore dal punto di vista visivo è abbacinante:un uso magistrale del colore con predilezione per i toni caldi(tranne che nell'episodio La donna della neve che è dominato da un bianco funereo),scenografie influenzate dal teatro giapponese(vedere le magistrali...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Storie di fantasmi (1964)

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17 febbraio 2010 Opinione di Baliverna su "Storie di fantasmi"
Baliverna

Che dire? E' molto ben fatto, ma la lentezza di molti punti mette alla prova la nostra resistenza, come l'eterna narrazione della battaglia nel relativo episodio, il più arduo. Detto questo, si vede senza dubbio la mano d'autore del regista, che sa muovere la cinepresa e far recitare gli attori. Non capisco tuttavia l'uso massiccio dell'ambientazione in studio, anche dove sarebbe stato facile girare in esterni reali. Le luci e gli sfondi sono troppo visibilmente finti, e quasi viene...

voto al film: Baliverna assegna il voto sufficiente a Storie di fantasmi (1964)

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8 febbraio 2010 Opinione di OGM su "Storie di fantasmi"
OGM

Capelli neri Il fantasma è l’immaginazione che rimane viva quando tutto il resto è morto. La casa di Kyoto è come un teatro abbandonato, che si impolvera e decade se non c’è la presenza delle passioni umane a mantenerlo in vita. Al tempo stesso, è una metafora della coscienza, inaridita dall’egoismo e mortificata dal rimorso, per la quale l’irreversibilità del tempo è come una ventata gelida e sferzante, che strappa...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a Storie di fantasmi (1964)

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