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Genitori & figli. Agitare bene prima dell’uso - La recensione di FilmTv




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La recensione di FilmTv

di Cristina Borsatti

Tezenis, Gianna Nannini, il razzismo, un’orca, il GF. Non si è fatto mancare proprio nulla Giovanni Veronesi, e alla fine – come sempre – sarà un successo. L’unica sorpresa resterà la cifra esatta degli incassi che la sua ultima fatica strapperà al botteghino. Il re Mida della commedia brillante italiana ci ha, infatti, abituati solo a grandi cifre, anche con cast meno sfavillanti di quello (formato maxi) impegnato in Genitori & Figli: Agitare bene prima dell’uso. Qui il mondo degli adulti e quello dei ragazzi si confrontano e si scontrano attraverso gli sguardi più o meno disincantati di Michele Placido, Luciana Littizzetto, Silvio Orlando, Margherita Buy, Piera degli Esposti, Elena Sofia Ricci, Max Tortora e una nutrita schiera di giovanissimi e di camei. Visto, rivisto, stravisto (si sarebbe potuto chiamare ancora Manuale d’amore), con la consapevolezza che il già visto piace. A partire dalla solita voce narrante che incastra storie e temi, quella di Nina, figlia di Orlando (e della Littizzetto), allieva in un liceo romano dell’insegnante Placido, amica del figlio di lui (e della Buy) che vorrebbe diventare uno del Grande Fratello. Questo è quanto. Con la scusa di un compito in classe di italiano in cui dire tutta la verità, solo la verità (dal titolo: Genitori e figli. Istruzioni per l’uso), il film prende vita intersecando corna e videofonini a famiglie disintegrate e (dis)integrazione razziale. Perché non solo di Genitori & Figli vive l’omonima impresa di Giovanni Veronesi. Si nutre anche di televisione e telegiornali, programmi celebri e notizie di giornata. Di un qualunquismo a digestione ultrarapida. Ennesimo tentativo di fare il punto, in meno di due ore, su un tema (e più) e su un paio di generazioni, gettando il presente italiano dentro un enorme calderone, e le persone dentro facili stereotipi. Di solito piace, soprattutto se condito di sesso e risate. Quindi, come detto, incontrerà.


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