Burma VJ (2008)
La trama
La Birmania è vittima da 40 anni di una violenta dittatura militare che riesce anche nell'intento di far trapelare pochissime informazioni su di sé al mondo occidentale. Questo documentario racconta in maniera efficace sia la rivolta pacifica del 2007 (purtroppo fallita) in cui 2000 monaci buddisti marciarono in preghiera contro i militari, sia la storia del collettivo di videoreporter anonimi che hanno cercato di documentarla esponendosi al rischio di torture e condanne a morte pur di mostrarla al mondo.
Lo stile incerto, il montaggio semplice come le parole del protagonista, sono, come l’acerbo lavoro della piccola Makhmalbaf, naïf ma incisivi. Nei replay della morte del reporter giapponese c’è lo Stone di JFK. Joshua è un novello Zapruder. Scusate se è poco.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 15/2010
L'opinione più votata
Di LIBERTADIPAROLA75 scritta il 09/09/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
9 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Burma VJ"
Il film inizia con una didascalia che avverte il pubblico che le immagini che verranno mostrate sono reali e i reporter che le hanno girate le hanno fatte arrivare all'estero di nascosto (è mostrato anche come la cosa è stata fatta!). Poi parte il film che alterna momenti ripresi dallo schermo di un computer (cioè la macchina da presa filma il monitor che le trasmette!) con altre di vari formati. Viene ripresa anche una manifestazione dove un giornalista è...
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