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Un crimine (2006)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un crimine: assente
Ritmo ritmo in Un crimine: presente
Impegno impegno in Un crimine: assente
Tensione tensione in Un crimine: presente
Erotismo erotismo in Un crimine: minimo

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Un crimine

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Un crimine (voti: 6 media: 2,67) 6

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La trama

Tornando a casa dal lavoro, Vincent Harris trova la moglie stesa sul pavimento, assassinata. Unico indizio che lo ossessiona è un taxi dalla portiera scassata che ha incrociato subito prima di rientrare. Tre anni dopo, trasferitosi a Brooklyn, continua a cercare il killer della moglie. Perseguitato dai suoi fantasmi, Vincent respinge le avances di Alice, la vicina di casa, innamorata di lui, disposta a tutto pur di fargli dimenticare l'assassinio della moglie. 

Thriller romantico alquanto modesto. Harvey Keitel è tra il tenero e il minaccioso, Emmanuelle Béart commuove quanto basta. Ma i dialoghi sono pomposi, la storia è macchinosa, la svolta e il colpo di scena arrivano troppo tardi nella sceneggiatura.

L'opinione più votata

Di joseba scritta il 30/05/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Cosceneggiato dal romanziere di origine italiana Tonino Benacquista (di cui ho letto soltanto il pregevole La commedia dei perdenti) e girato a New York tra Brooklyn e Chinatown, Un crime è il terzo lungometraggio di Manuel Pradal, cineasta inclassificabile già autore del turbolento e affascinante Marie della Baia degli Angeli (1997).

Realizzato con un cast e una troupe internazionali (Emmanuelle Béart, Harvey Keitel e Norman Reedus; il costumista di James Gray, la scenografa di Ang Lee, l'ingegnere giapponese del suono di Jane Campion e il greco Yorgos Arvanitis alla fotografia), Un crime appartiene meno al genere polar che all'universo autoriale del trentottenne Pradal (classe 1968): il nesso tra amour fou e morte, il carattere artificioso della trama e le atmosfere quasi astratte non sono troppo dissimili, anche se molto meno esasperate, da quelle del film del 1997.

L'apporto di Benacquista è probabilmente ravvisabile nella costruzione di una linea narrativa forte in grado di resistere alle divagazioni visive di Pradal, che predilige una regia incentrata sulle suggestioni ambientali (le corse dei cani sulla spiaggia del Riis Park nel Queens, i bassifondi di Brooklyn, i sinistri locali di Chinatown) e sulle tensioni erotiche (gli sguardi desideranti di Keitel per la Béart e di quest'ultima per Reedus). Ne scaturisce un film sensibilmente irrisolto, diviso tra una trama da thriller ossessivo e una traiettoria da pellicola autoriale: progressione drammatica e sospensione visiva stridono violentemente, dando a questo intrigo passionale un retrogusto a tratti aspramente sgradevole, a tratti perversamente inebriante. Resta il fatto che con Un crime Pradal si conferma un cineasta apolide e letteralmente inafferrabile.
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SI

Opinioni su Un crimine


25 ottobre 2011 Opinione di orsoaudace su "Un crimine"
orsoaudace

Belle le atmosfere, Keitel perfetto, la Beart ha sempre la stessa espressione e il labbro gonfio dà fastidio visivo. La storia fà acqua in più punti, ma l'insieme si fa vedere, lo spunto è forte. Dà molto fastidio il finale con i cattivi vincenti. Bellissima l'idea del boomerang.

voto al film: orsoaudace assegna il voto sufficiente a Un crimine (2006)


30 maggio 2010 Opinione di joseba su "Un crimine"
joseba

Cosceneggiato dal romanziere di origine italiana Tonino Benacquista (di cui ho letto soltanto il pregevole La commedia dei perdenti) e girato a New York tra Brooklyn e Chinatown, Un crime è il terzo lungometraggio di Manuel Pradal, cineasta inclassificabile già autore del turbolento e affascinante Marie della Baia degli Angeli (1997). Realizzato con un cast e una troupe internazionali (Emmanuelle Béart, Harvey Keitel e Norman Reedus; il costumista di James Gray, la...

voto al film: joseba assegna il voto sufficiente a Un crimine (2006)

nessun commento
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12 maggio 2010 Opinione di bradipo68 su "Un crimine"
bradipo68

Non avrei scommesso neanche un centesimo di euro sulla sinergia di una coppia cinematografica formata da Emanuelle Beart e Harvey Keitel.Eppure questa produzione francese sembra più americana del vero.E forse si poteva intitolare Un crimine,forse due perchè lo svoglimento della vicenda porta a quello.Ammesso e non concesso che il fattaccio da cui origina tutto sia veramente un crimine.Questo film non è un thriller,non è solo l'ennesima declinazione dell'amour fou...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Un crimine (2006)

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