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Tutti per uno (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tutti per uno: minimo
Ritmo ritmo in Tutti per uno: presente
Impegno impegno in Tutti per uno: presente
Tensione tensione in Tutti per uno: minimo
Erotismo erotismo in Tutti per uno: assente

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La trama

Nel 2067, Milana, una donna ormai anziana, torna con la memoria agli eventi accaduti 60 anni prima, quando frequentava le scuole elementari a Parigi insieme ai suoi migliori amici: Blaise, Claudio, Alice, Ali e Youssef. Fu allora che la famiglia di Youssef, che viveva in clandestinità, venne deportata. E fu allora che anche Milana, di origini cecene, corse lo stesso rischio. Ma fu anche allora che i bambini fecero un voto: quello di restare per sempre uniti. 

Il dramma degli immigrati come eccitante avventura da ragazzini: l’idea è straniante, la realizzazione straordinaria. Goupil schiva il rischio altissimo di mettere in bocca ai piccoli verità che suonerebbero artificiose e li lascia completamente liberi, ottenendo una freschezza stupefacente. Un’opera di denuncia che si presenta nella forma di struggente racconto di formazione: alla fine, i bambini alzano le mani nella resa, ma abbiamo perso tutti.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 22/2011

Il film si apre nel 2067, ma in Francia la fantascienza è ora: come in un romanzo distopico, il governo Sarkozy ha previsto l’espulsione immediata dei sans papiers, gli immigrati irregolari, bimbi compresi. Romain Goupil, che mastica cinema e militanza politica da quand’era adolescente (è stato assistente di Godard), si ispira a fatti di cronaca per raccontare la storia di Milana, 10enne cecena a rischio rimpatrio, mettendo la macchina da presa ad altezza di bambino e tagliando fuori gli adulti. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 26/11/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Ha un prologo e un epilogo ambientati in un futuro incolore ed asettico ma Tutti per uno è un film che parla di stretta attualità.
Un'opera che fuor di metafora consiglia di investire sulle nuove generazioni che si uniscono senza vincoli di colori di pelle o diversità in genere e in questo appaiono molto più aperte degli adulti chiusi in una gabbia ammuffita fatta di intollerabili leggi razziste.
Il film di Goupil narra della costante contrapposizione tra il mondo degli adulti e quello dei  ragazzi.
In una scuola multietnica un giorno Youssef sparisce perchè espulso assiema alla sua famiglia.
Da qui scaturisce tutto.
 Milana è cecena, è senza documenti e rischia l'espulsione ma per Blaise è un'amica, forse qualcosa in più, da proteggere anche a costo di guai.Cendrine , la madre di Blaise la accoglie in casa come una figlia in più.
E in questo mondo di adulti così ligi a una burocrazia così cieca, solo i bambini hanno la soluzione.
Scelgono la fuga, un piccolo mondo a parte nel seminterrato di un palazzo nascosto agli occhi indiscreti per vivere il loro sogno.
Un mondo esclusivamente a loro misura, fatto di biscotti ,di giochi e di disegni senza presenze ingombranti e indesiderate. Ma purtroppo è un sogno a breve scadenza.
Si esce a mani alzate dal rifugio (Les Mains en l'air è il suggestivo titolo originale non quello erroneamente indicato nella scheda) in segno di resa.
E' la sconfitta del senso d'umanità e del sentimento di fratellanza che dovrebbe accomunare tra loro gli uomini,se questo fosse un mondo perfetto.
Dietro le apparenze del racconto formativo e di ribellione il film di Goupil è una critica neanche tanto velata alla politica francese sull'immigrazione che se ne infischia di affetti familiari e di radici ormai messe in una terra che straniera non è più.
Non è un caso che gli unici che combattono contro questa politica miope sono Cendrine, la madre di Blaise, che sembra uscita da una comune anni '70 per come è irrimediabilmente prigioniera di ideali e le maestre della scuola di Blaise e Milana, che cercano in tutti i modi di proteggere i piccoli.
Convincente lo sguardo di Goupil posto ad altezza di bambino( i riferimenti a Truffaut non sono affatto peregrini) con questi piccoli ribelli che stupiscono per genuinità.
 La parte del film che narra dell'evasione in campagna della famiglia allargata a Milana e di altri amichetti è forse la migliore per come cattura un clima di allegra complicità.
Nel finale si scivola forse nella retorica ma almeno il dolore viene lasciato fuori campo.
Sarebbe stato eccessivo sovraccaricare ancora di più un finale che ci presenta senza deformazioni lo specchio dei nostri tempi.
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SI

Opinioni su Tutti per uno


26 novembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Tutti per uno"
bradipo68

Ha un prologo e un epilogo ambientati in un futuro incolore ed asettico ma Tutti per uno è un film che parla di stretta attualità. Un'opera che fuor di metafora consiglia di investire sulle nuove generazioni che si uniscono senza vincoli di colori di pelle o diversità in genere e in questo appaiono molto più aperte degli adulti chiusi in una gabbia ammuffita fatta di intollerabili leggi razziste. Il film di Goupil narra della costante contrapposizione tra il mondo degli adulti e quello...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Tutti per uno (2009)

nessun commento
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29 settembre 2011 Opinione di canaja su "Tutti per uno"
canaja

Bambini. Che giocano. Che sognano. Che affrontano la realtà. Mi sorprendo sempre quando, guardando un film o leggendo un libro, mi ritrovo a percepire qualche vago ricordo delle sensazioni dell’infanzia, quella specie di macchina del tempo che si attiva anche, ad esempio, quando si sente un profumo che era celato nella memoria, quando si vede un paesaggio, una specifica immagine, e ci si sente staccarsi dal contesto mentre stranamente si spalancano le porte a emozioni… come dire…...

voto al film: canaja assegna il voto sufficiente a Tutti per uno (2009)

2 commenti
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18 giugno 2011 Opinione di barabbovich su "Tutti per uno"
barabbovich

La Francia non aveva neppure fatto in tempo a licenziare Welcome, quel capolavoro sul tema dei sans papiers vessati dall'amministrazione Sarkozy, che ecco arrivare quest'operina esile esile, a metà strada tra il truffautiano Gli anni in tasca e il film di denuncia in chiave di commedia fantastica. Al centro della vicenda c'è Milana, donna cecena che nel 2067 rievoca i fatti del 2009, allorquando una famiglia francese la prese in affido per sottrarla al pericolo di...

voto al film: barabbovich assegna il voto pessimo a Tutti per uno (2009)

3 commenti
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18 giugno 2011 Opinione di fefy su "Tutti per uno"
fefy

Piccolo film che ha fatto arrabbiare la Francia di Sarkozy. Una commedia originale,toccante e politicamente scorretta. 2009, Milana è una bambina cecena,vive a Parigi, frequenta la scuola.La sua vivace comitiva comprende ragazzi di ogni colore, uniti da grande amicizia e complicità. Quando uno di loro, Youssef,viene rimpatriato perché i genitori non hanno il permesso di soggiorno,lo stesso destino attende Milana.Ma i suoi compagni mettono in atto un piano per salvarla....

voto al film: fefy assegna il voto buono a Tutti per uno (2009)

1 commento
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7 giugno 2011 Opinione di bufera su "Tutti per uno"
bufera

Il film tratta temi seri , leggi  che non integrando alcune minoranze sfasciano il concetto di società moderna, ed  il regista ,che crede veramente a quanto racconta ,in chiave vagamente fantascientifica ,consegna la storia alla spontaneità e freschezza di un gruppo di bambini, naturalmente uniti, anche nelle differenze. Ne nasce un racconto coinvolgente come e meglio di quello che avrebbero fatto attori adulti, con la differenza che ci...

voto al film: bufera assegna il voto buono a Tutti per uno (2009)

nessun commento
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6 giugno 2011 Opinione di alan smithee su "Tutti per uno"
alan smithee

L'idea di aprire e poi addirittura chiudere un film di stampo e struttura realista con i protagonisti ormai vecchi nel 2067 mi sembra una scelta azzardatissima che non so se avremmo perdonato facilmente ad un regista del nostro paese. La vicenda drammatica di una madre di famiglia che nasconde una giovanissima immigrata cecena per evitare che venga espatriata in seguito alle severe disposizioni del governo Sarkosy, e' raccontata dalla parte dei bambini, che si rendono protagonisti di una...

voto al film: alan smithee assegna il voto mediocre a Tutti per uno (2009)

nessun commento
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5 giugno 2011 Opinione di lao su "Tutti per uno"
lao

Milana( Linda Doudaeva) e Blaise ( Jules Ritmanic) sono in vacanza insieme; sono entrambi alle soglie dell’adolescenza, lui non è ancora un uomo e lei non ancora una donna, eppure non sono più bambini: i loro corpi si sfiorano mentre guardano la pioggia dai vetri di una finestra formare strisce lunghe e sottili che si intrecciano e poi svaniscono, come fossero destini. E il destino lì riporta a quella finestra dopo anni e anni: hanno vissuto un esistenza lontano...

voto al film: lao assegna il voto sufficiente a Tutti per uno (2009)

1 commento
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4 giugno 2011 Opinione di PompiereFI su "Tutti per uno"
PompiereFI

Come si può rispondere a una radicata caccia all’uomo? Quella cattura consentita da una legge che intima di espellere migliaia di persone clandestine? Il cuore di mamma non ha dubbi: intonando una filastrocca modulata, rassicurante, per tener buono quell’infante in grembo, spaventato dall’aggressività che fluisce nell’aria, mentre la polizia arresta un gruppo di irregolari nella Parigi di un paio d’anni fa. La “polisse” è...

voto al film: PompiereFI assegna il voto sufficiente a Tutti per uno (2009)

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1 giugno 2011 Opinione di lorenzodg su "Tutti per uno"
lorenzodg

"Les Mains en l'air" (libero titolo in "Tutti per uno") è una storia di oggi (2008-9) raccontata dal futuro da una donna anziana (nel 2067) con le immagini 'moderne' (retrò del tempo...passato) di un Le Corbusier (o tale che sia) dove l'uomo-natura giace e si ricrea nel ricordo appassionato. La donna (dopo pochi fotogrammi) riappare come una bambina di nome Milana con altri coetanei che va in una scuola elementare come tanti e dove il suo destino è mescolato a tanti...

voto al film: lorenzodg assegna il voto buono a Tutti per uno (2009)

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16 maggio 2011 Opinione di OGM su "Tutti per uno"
OGM

Quando il realismo è un vezzo autoriale che sembra sciatteria. Quando l’impegno è un superficiale pretesto per rimediare alla mancanza di idee. Quando, in poche parole, il film non c’è. Non c’è la recitazione, non c’è la storia, non c’è la riflessione, non c’è la polemica (almeno non una credibile). C’è solo un pittoresco collage di cartoline improvvisate, riempite di momenti rubati ad una...

voto al film: OGM assegna il voto mediocre a Tutti per uno (2009)

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