Tutti per uno - La recensione di FilmTv
Con Valeria Bruni Tedeschi, Hippolyte Girardot, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset, Jérémie Yousaf, Dramane Sarambonou, Roman Goupil, Malika Doudaeva, Sissi Duparc, Hélène Babu
La recensione di FilmTv
Il film si apre nel 2067, ma in Francia la fantascienza è ora: come in un romanzo distopico, il governo Sarkozy ha previsto l’espulsione immediata dei sans papiers, gli immigrati irregolari, bimbi compresi. Romain Goupil, che mastica cinema e militanza politica da quand’era adolescente (è stato assistente di Godard), si ispira a fatti di cronaca per raccontare la storia di Milana, 10enne cecena a rischio rimpatrio, mettendo la macchina da presa ad altezza di bambino e tagliando fuori gli adulti. In tutti i sensi: i ragazzini sono un mondo a sé, una banda dotata di codici e linguaggi segreti, di nascondigli e perfino di una suoneria “a ultrasuoni” che nessuno sopra gli 11 anni può sentire. L’unica adulta che li comprende davvero è la pasionaria Cendrine (una memorabile Valeria Bruni Tedeschi), che non esita un secondo a prendere con sé, come una terza figlia, Milana, per nasconderla dalla polizia ed evitarle l’espulsione. Il dramma degli immigrati come eccitante avventura da ragazzini: l’idea è straniante, la realizzazione straordinaria. Goupil schiva il rischio altissimo di mettere in bocca ai piccoli verità che suonerebbero artificiose e li lascia completamente liberi, ottenendo una freschezza stupefacente. Un’opera di denuncia che si presenta nella forma di struggente racconto di formazione: alla fine, i bambini alzano le mani nella resa, ma abbiamo perso tutti.
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