Medea (1970)
Con Maria Callas, Massimo Girotti, Giuseppe Gentile
La trama
Giasone provoca l'ira della maga, lasciandola per la figlia del re di Corinto.
Giasone sbarca in Colchide con gli Argonauti alla ricerca del Vello d'Oro; viene aiutato dalla maga Medea, che, invaghitasi di lui, lo segue nel ritorno. Giasone la sposa e ha da lei due figli. Quando però, accecato dall'ambizione l'abbandona per sposare la figlia del re di Corinto, la vendetta di Medea si abbatte implacabile.
Rilettura del mito greco messa in scena da Pasolini con risultati di grande lirismo. Le geometrie rinascimentali della Piazza dei Miracoli, i torrioni rocciosi della Cappadocia, l'estrosità dei costumi, la bellezza dei paesaggi: straordinaria ricchezza figurativa al servizio di una rara sobrietà narrativa.
L'opinione più votata
Di tati83 scritta il 20/01/2009 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [4]
- positive [17]
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13 febbraio 2011 Opinione di agathe67 su "Medea"
una interpretazione questa di Pasolini del mito di Medea molto particolare, che segue solo x cenni l'originale di Euripide, mentre x l'Edipo Re il poeta si era attenuto in misura maggiore al testo sofocliano...nella Medea pasoliniana c'è, ed è centrale, lo scontro tra una realtà ancestrale, arcaica, mitica che è quella di Medea prima dell'incontro con Giasone e che potrebbe essere paragonata all'attuale società agricola e terzomondista, e una società...
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27 gennaio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Medea"
Forse il più freddo e statico di Pasolini, che si prende libertà rispetto alla tragedia di Euripide originale (cambiando il finale ed altre cose nello svolgimento), ma non riesce ad imprimere pienamente la sua forza poetica, ne a raggiungere la vetta drammatica, rassegnata e disperata di Edipo Re, ne la sua struggente carica antimelodramma e senza speranza. Rimane, in ogni caso, un gran film, formalmente inattaccabile, e, rispetto alla media, con una discreta carica drammatica...
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13 settembre 2009 Opinione di jonas su "Medea"
Versione della tragedia di Euripide: Giasone riporta dalla Colchide il vello d’oro con l’aiuto della maga Medea, poi la abbandona per un’altra donna e lei si vendica uccidendo i due bambini che ha avuto da lui. Intanto il centauro (che poi diventa un essere umano) intrattiene lo spettatore con didascalicissimi discorsi, informandolo fra l’altro che “tutto è santo”. Pasolini ha alcune idee originali (segnatamente il finale alternativo, con Glauce che...
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8 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Medea"
Il contenuto è largamente noto: il film si basa sulla omonima tragedia di Euripide; ciò che Pasolini compie qui è piuttosto un lavoro sulla forma, estetico. Ed è così che nasce un film lento, prolisso, ricco di musiche tribali e povero di dialoghi, che fin dalle fondamenta trasuda le ambizioni tipiche pasolinane (critica sociale, antichità paragonata alla modernità), che ben si accostano a quelle del protagonista maschile, Giasone, della...
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21 febbraio 2009 Opinione di sgubonius su "Medea"
La tragedia di Euripide già è bellissima, Pasolini riesce ad aggiungerci del suo portandone in luce tutta la modernità e la potenza tragica di un archetipo che ritorna in continuazione nella storia e nelle nostre vite. Decisamente geniale l'ambientazione "metafisica" in cui il contrasto fra le grotte della cappadocia e il campo dei miracoli di Pisa simboleggia in gran stile un contrasto che spacca in due le nostre vite. Boh non so potrei dilungarmi ma non servirebbe tanto il film è...
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6 gennaio 2009 Opinione di sasso67 su "Medea"
Dal testo forse più impegnativo di Sofocle, Pasolini trae un film tragico a sfondo antropologico, poiché quello che gli interessa di più è mostrare Medea che appartiene ad un popolo primitivo, rispetto alla civiltà greca nella quale tenta di integrarsi. Originale l'idea di girare gli esterni della reggia di Corinto davanti al Campo Santo della Piazza dei Miracoli di Pisa.
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9 ottobre 2008 Opinione di OGM su "Medea"
Medea è la religione distorta, la madre assassina che, anziché immolarsi per la redenzione dei propri figli, li uccide per la salvezza della propria dignità. La cerimonia del sacrificio umano, all’inizio del film, è una icastica koinè, costruita intorno ad un omicidio rituale che è trasversale a tutti i culti del mondo, da quelli precolombiani a quello cristiano, riuniti in una morte che è un misto di crocifissione, soffocamento, smembramento e cremazione. I personaggi del macabro...
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19 settembre 2007 Opinione di solerosso82 su "Medea"
La tragedia di Euripide, con le due differenti versioni dell'epilogo, rivista da Pasolini: tra "racconto filosofico" e "storia d'amore", ci mette di fronte il contrasto tra l'uomo moderno, Giasone, e il mondo religioso e barbaro, quello di Medea, la cui conciliazione è impossibile. Molto suggestive le riflessioni iniziali, narrate senza pausa, del centauro Chirone (uno strepitoso Laurent Terzieff), durante l'educazione del piccolo Giasone, che si concludono con l'affermazione dell'assenza...
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25 maggio 2007 Opinione di Gianjhi su "Medea"
bellissimo.pasolini solo poteva portare un personaggio simile sul grande schermo e renderlo così bene e in maniera così attuale e diretta.
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- negative [3]
- sufficienti [4]
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