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Biutiful (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Biutiful: assente
Ritmo ritmo in Biutiful: minimo
Impegno impegno in Biutiful: presente
Tensione tensione in Biutiful: minimo
Erotismo erotismo in Biutiful: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Biutiful

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Biutiful (voti: 66 media: 3,61) 66

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La trama

Uxbal, padre devoto e amante tormentato, è un uomo coinvolto in una serie di traffici illegali che si trova a dover fronteggiare un amico di infanzia che ha scelto una carriera ben differente: quella del poliziotto. Sopravvivendo ai margini invisibili di una contemporanea Barcellona, Uxbal, avverte il pericolo e cerca di salvare i suoi bambini dando vita a un personaggio che ambisce a rappresentare la complessa realtà che ci circonda. 

Espressione di una crisi ideale che si manifesta spietata nella forma inerte di un racconto convoluto, Biutiful è il punto di non ritorno di un cinema che pur di vantare il proprio diritto di cittadinanza nel mondo depreda corpi e luoghi secondo il modello neoliberista messo sotto accusa nel film. Biutiful è la falsa coscienza del neo cinema globale.

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La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 5/2011

Ogni cosa non è illuminata. E non basta certo il calvario dell’agnello Javier Bardem a togliere i peccati dal mondo. Iñárritu, che ancora gode del credito maturato con l’equivoco Amores perros, è un regista da coproduzione internazionale. La categoria dei Bille August e dei tedeschi in trasferta a Hollywood, per intenderci. Problematiche spezzacuore e star internazionali la ricetta infallibile del nostro. In mezzo un cinema indigesto che pare gettarsi a capofitto nell’agone ma in realtà guarda sempre tutto da lontano. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 02/07/2011 - utile per 39 utenti

Voto al film: voto buono

Quello che mi ha sorpreso di più non è tanto la scarsa considerazione che è stata riservata a questo film,  ma il desiderio un po’ sfottente di prenderne le distanze per l’eccesso di disgrazie che accumula e propone, come se facesse un po’ paura o portasse male e si volesse esorcizzare utilizzando  l’ironia un po’ beffarda e supponente del sorriso il disagio profondo  che si porta dietro (come avviene di solito quando si fanno gli scongiuri o si tocca ferro... o addirittura qualche cosa di più intimo e privato) e al quale – a mio avviso – è difficile sfuggire se ci si abbandona al flusso del racconto, che tutto può suscitare fuorché l’indifferenza. Certo che lasciandosi travolgere dai fatti e dalla storia, si esce fuori dalla visione un po’ sfiancati e sconfortati, a nostra volta  profondamente turbati, perchè  non è facile “accettare” di confrontarsi come si è costretti a fare in questa circostanza, con la disperazione ed il dolore, soprattutto quando si arriva in sala magari con la voglia prioritaria di rilassarsi e di rasserenarsi, e può scattare anche il rifiuto perché poi tutto qui è cupo e privo di speranza, anche se intimamente intriso di poesia.
Se mi imbatto in un critico come Alessandro De Luca che su Ciak scrive: “lo sguardo del regista  è così compiaciuto (sic!) nel mostrare le miserie umane da essere respingente. Difficile empatizzare con il protagonista che troppo programmaticamente reietto affonda inesorabilmente tra corruzione, povertà, degrado e malattia collezionando una tale quantità di disgrazie da togliere il fiato. E Iñárritu flirta con la morte in maniera così voluttuosa da risultare irritante” mi sembra  poi di essere su una dimensione così opposta non solo di pensiero ma anche di percezione, difficile da immaginare e da comprendere che mi fa sorgere forti dubbi e interrogativi  sul fatto che non ci sia dentro proprio quel commento un po’ di ciò che in genere si definisce   “un partito preso”, quel “dagli all’untore” dettato insomma  più che dalla paura, dall’insensibilità. Ma è davvero possibile – mi chiedo - trovare anche soltanto qualche labile traccia di compiacimento in questa amara discesa agli inferi che semmai conferma e amplifica una particolare idea di cinema da sempre sostenuta e portata avanti dal regista (ci torneremo meglio in seguito su questo punto) magari con eccessiva compartecipazione ma mai a mio avviso con quella morbosità un po’ patologica che sembrerebbero volere stigmatizzare  quelle parole? No, più le rileggo e più mi convinco che… beh! Non posso immaginare una supposta “malafede”, questo no, però visto che si tratta di un critico (non è il solo, tengo a precisare, e si trova in questo in buona e nutrita compagnia) e non di un comune spettatore, qualche dubbio mi sorge ed è lecito… e con questo ho già implicitamente detto che a me il film è invece “piaciuto molto” che è persino un eufemismo in questo caso perché mi ha lacerato le viscere quel calvario ed ho sofferto come un cane bastonato fino alla commozione più profonda nel mio restare caparbiamente in sala fino alla consunzione finale della storia. ESPANDI +
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Opinioni su Biutiful


7 aprile 2012 Opinione di negro su "Biutiful"
negro

Quando la forza di volontà di una persona non basta; perchè non si può entrare nella mente e nell'anima delle altre persone che influiscono pesantemente il nostro destino e quello delle persone  a noi care, specialmente se soldi, salute e fortuna non sembrano avverse. I nostri sforzi possono però a dare un'indirizzo, a non far precipitare le cose salvandole dal punto di non ritorno.  Questo è il messaggio che ho tratto da questa bellissima pellicola nella quale il cinema abbraccia la...

voto al film: negro assegna il voto ottimo a Biutiful (2010)

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3 aprile 2012 Opinione di armanesh su "Biutiful"
armanesh

Certe immagini, grazie sopratutto alla bravura del regista, rimangono sospese davanti a te e non riesci a staccarti da esse, vieni immerso dalla loro forza a tal punto che vorresti per un momento allontanarti, prenderti una pausa. Raramente un film riesce a toccarti l' anima, Biutiful la porta nel mezzo di una tempesta di umori, sguardi, parole dette e non dette, amore, odio, disperazione e pacificazione...una pacificazione raggiunta grazie alla forza di un amore filiale a cui il...

voto al film: armanesh assegna il voto ottimo a Biutiful (2010)

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25 gennaio 2012 Opinione di emmepi8 su "Biutiful"
emmepi8

  Non mi convince questa immersione totale ne dolore che viene dal profondo e dal contesto di una società che assomiglia, anzi si assimila al mare incurabile che è dentro il suo protagonista. Un malessere che non fa sperare in niente, la famiglia è ormai ridotta ad un rottame ed i figli non sappiamo a quale destino siano indirizzati. La situazione degli immigrati sfruttati e della cui umanità non viene raccolto niente, se non nel bisogno familiare di sfruttamento, non riuscirà mai ad...

voto al film: emmepi8 assegna il voto mediocre a Biutiful (2010)


17 dicembre 2011 Opinione di ezio su "Biutiful"
ezio

Inarritu nei suoi film non e' mai banale e non fa eccezione questa pellicola tutta ambientata in tuguri repellenti con un Bardem meritevole del premio a cannes.Forse e' un po' lunghino ,ma e' innegabile che questo non e' cinema per tutti.da vedere.

voto al film: ezio assegna il voto buono a Biutiful (2010)



19 ottobre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Biutiful"
marcopolo30

Film cazzotto nello stomaco. Si esce dalla sala press'a poco con le stesse sensazioni che si hanno dopo “Gomorra”, con la differenza che qui l'autore riesce a crearla con pura fiction. Oltre ad essere profondo e ben strutturato ha anche il pregio di essere visivamente bello, con colori e suoni sempre adeguati al momento raccontato. Eccellente.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a Biutiful (2010)


16 ottobre 2011 Opinione di Rose Bud su "Biutiful"
Rose Bud

Questo film di Inarritu è deprimente, avvilente,immalinconente, rattristante, scoraggiante. Cerchi di svagarti e uscire al cinema, ritagliarti uno spazio per riprenderti dalla vita frenetica, ti fai tenere i bambini dalla nonna e poi torni a casa distrutto. Forse è la mia sensibilità profonda e accesa che non mi permette di vedere in modo distaccato questo genere di film, ma la storia proposta sprofonda il pubblico in un vortice di negatività da cui è difficile riprendersi. Fatto sta...

voto al film: Rose Bud assegna il voto mediocre a Biutiful (2010)

3 commenti
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26 settembre 2011 Opinione di mm40 su "Biutiful"
mm40

L'attesa per un film di Inarritu, che esce mediamente ogni 3-4 anni, è tanta: e le aspettative raramente vengono deluse. Anche con questo Biutiful, impostato in maniera leggermente diversa dai precedenti lavori (meno di quanto si creda: la mancanza del fidato sceneggiatore Arriaga non pesa più di tanto), il regista messicano sa colpire lo spettatore là dove nessuno sa resistere, e lo fa con le sue solite armi: la (attesa della) morte (21 grammi), l'esperienza quotidiana della tragedia...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Biutiful (2010)

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1 agosto 2011 Opinione di nickoftime su "Biutiful"
nickoftime

Navigare a vista. Echi di vite gia vissute ma presenti nel cuore e nei gesti di chi è rimasto. Un uomo si avvicina ad un corpo senza vita e si mette ad ascoltarlo. Un padre vaga per la città con il dolore di chi sa di essere morto all’arrivo. Incede con fatica ma in modo deciso. Passi laterali, fuori dalla mischia, striscianti per il peso di un dolore che non si può raccontare. Il tempo scandito dalla città insonne parla d iuna prossimità sul...

voto al film: nickoftime assegna il voto buono a Biutiful (2010)

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13 luglio 2011 Opinione di willardwaldo su "Biutiful"
willardwaldo

In una Barcellona cupa e tumultuosa Uxbal (splendidamente interpretato da Javier Bardem) vive ai margini, svolgendo attività che sconfinano spesso in una pericolosa illegalità. Ma tutto è finalizzato, con assoluto altruismo, all'ottenimento di un'esistenza dignitosa per i due figli, così come ai tentativi di riavvicinamento ad una moglie psicotica che combina guai a non finire o ad assicurare un trattamento migliore agli immigrati africani o cinesi con i quali ha...

voto al film: willardwaldo assegna il voto buono a Biutiful (2010)

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2 luglio 2011 Opinione di spopola su "Biutiful"
spopola

Quello che mi ha sorpreso di più non è tanto la scarsa considerazione che è stata riservata a questo film,  ma il desiderio un po’ sfottente di prenderne le distanze per l’eccesso di disgrazie che accumula e propone, come se facesse un po’ paura o portasse male e si volesse esorcizzare utilizzando  l’ironia un po’ beffarda e supponente del sorriso il disagio profondo  che si porta dietro (come avviene di solito quando si fanno...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Biutiful (2010)

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