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Opinione di steno79 su La nostra vita





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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11/02/2012 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Daniele Luchetti aveva realizzato con Mio fratello è figlio unico il miglior film della sua carriera; buona parte della riuscita di quel film era dovuta alla performance di Elio Germano, che aveva vinto un David di Donatello. Il regista allora decide di offrire una nuova occasione all'attore, che non delude neppure stavolta e riesce addirittura a vincere la Palma d'oro come miglior attore a Cannes. In effetti, l'interpretazione dell'attore è il principale motivo per vedere il film: regge molto bene i primi piani di una macchina da presa che gli sta spesso addosso, è convincente in uno stile di recitazione che sembra modellato su quello di un De Niro o un Pacino, un "Actor's studio" all'amatriciana, con slang romanesco straripante ma controllatissimo in ogni minima inflessione vocale. La storia è interessante, su un giovane padre che rimane improvvisamente vedovo e, per mantenere i tre figli, si lancia in una serie di rischiose operazioni di speculazione edilizia. Il contesto è caratterizzato abbastanza bene, le figure degli operai clandestini non mancano di attendibilità, ma qualcosa non funziona nella sceneggiatura di Rulli e Petraglia: una storia così aspra, che ci parla in maniera realistica di sfruttamento e clandestinità, finisce in maniera un pò troppo semplicistica, con un "happy ending" che sembra per molti versi in contraddizione con le aspettative che la vicenda aveva generato nello spettatore, dunque si ha l'impressione di un eccesso di buonismo. Peccato, perchè con uno scioglimento più adeguato il film avrebbe potuto diventare molto più incisivo; resta l'impressione positiva scaturita da alcune sequenze ben girate da Luchetti con un uso insistito della macchina a mano; fra i caratteristi mi hanno colpito soprattutto Giorgio Colangeli e Stefania Montorsi. voto 7/10 

Sull'interpretazione di Elio Germano

convincente in uno stile di recitazione che sembra modellato su quello di un De Niro o un Pacino, un "Actor's studio" all'amatriciana, con slang romanesco straripante ma controllatissimo in ogni minima inflessione vocale

Sull'interpretazione di Raoul Bova

forse sono io che non lo riesco ad apprezzare, ma lo trovo sempre piuttosto insulso; l'unico film in cui lo apprezzai fu La finestra di fronte

Sull'interpretazione di Luca Zingaretti

se la cava, ma ha fatto di meglio

Sull'interpretazione di Isabella Ragonese

il suo personaggio muore quasi all'inizio: ha poco spazio, ma si impegna con risultati più che discreti

Sull'interpretazione di Stefania Montorsi

buona prova, la migliore nel reparto femminile

Sull'interpretazione di Giorgio Colangeli

ottimo, una recitazione piena di sfumature


SI

Commenti

  • 11 febbraio 2012, 15:07 di gene55

    Concordo con quanto scrivi sul finale....decisamente 'pallido' e divergente con il resto del racconto... Si ricorda invece molto più volutamente,la toccante scena in cui Elio Germano canta Vasco in chiesa....Da brividi!!

    cancella commento cancella commento e blacklista gene55
  • 11 febbraio 2012, 22:07 di steno79

    Si Gene hai ragione la scena del funerale con la canzone di Vasco è una delle più belle, con un lungo primo piano di Germano, anche se a me sembrò strano che in una chiesa si potesse cantare una canzone di musica leggera... ciao

    cancella commento

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