Dalla vita in poi (2010)
Con Cristiana Capotondi, Filippo Nigro, Nicoletta Romanoff, Pino Insegno, Carlo Giuseppe Gabardini, Carlo Buccirosso
12/03/2011
Dalla vita in poi
Ecco un altro “desaparecido” o giù di lì (e naturalmente si tratta ancora una volta di una pellicola italiana meno ovvia e più ambiziosa di quasi tutto...
di spopola
La trama
Rosalba è innamorata di Danilo, che però è in carcere dove deve scontare una lunga condanna per omicidio. Il desiderio di tenere vivo il filo del loro amore la spinge a scrivergli: una lettera al giorno. Ma Rosalba non trova le parole e allora chiede aiuto a Katia, la sua amica paraplegica, inchiodata su una sedia a rotelle. Così, quando alla fine in Rosalba l'amore si spegne, Katia ha il coraggio di dire a Danilo - cui ormai si è legata - che le parole e i sentimenti di quelle lettere erano sue. Un momento di verità che viene premiato dal bisogno di amore di Danilo e che porta a un culmine gioioso, pur nella difficoltà: il matrimonio tra i due. Ma quando un bel giorno Danilo ottiene un permesso per passare un po' di tempo con la sua moglie la tentazione di fuggire si fa forte.
Ha la fragranza del pane fatto in casa il film scritto e diretto da Gianfrancesco Lazotti (regista e sceneggiatore di fiction Tv, ma anche aiuto regista, a inizio carriera, di Risi, Steno e Scola). Originale e autentico. Struttura anomala che procede a zigzag, avanti e indietro, personaggi che non finisci mai di capire (che non smettono mai di sorprenderti), e una comicità – di ambientazione romana, romanissima – per una volta delicata, leggera come l’aria.
La recensione di FilmTv
Di Cristina Borsatti - FilmTV n. 47/2010
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 11/03/2011 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
Il classico esempio insomma di una produzione “indipendente” che ancora riusciva in qualche modo ad essere messa in cantiere con le vecchie regole adesso rimesse in discussione a causa dei nuovi pesanti tagli alla Cultura, magari con la collaborazione di Rai Cinema come in questa circostanza, che non poteva evidentemente sottrarsi a un obbligo di supporto quasi istituzionale, ma che poi ha sempre fatto poco per “garantire” a ciò che aveva in parte finanziato, una adeguata visibilità distributiva, quasi come quel marito che per far dispetto alla moglie… etc. etc.
A Dalla vita in poi non è stato infatti sufficiente né detto contributo, né tantomeno l’essersi aggiudicata il primo premio al Taormina Filmfest 2010 per assicurarsi un confacente e tempestivo passaggio in sala perché a quanto mi risulta, è ancora “al palo”, in attesa cioè che qualcuno si ricordi (se mai lo farà) della sua esistenza e la faccia risorgere dall’oblio in un modo o nell’altro.
Scritto e diretto da Gianfrancesco Lazotti (già autore di Tutti gli anni una volta all’anno) è un film con il quale il regista tenta il difficile incrocio fra dramma e commedia attraverso la fusione dei generi, e lo fa con esiti davvero molto interessanti, perché il risultato è una pellicola fresca, inusuale e autentica, che ha soprattutto il non secondario merito di riuscire a mostrare il pudore dei sentimenti con delicatezza e discrezione, oltre che il coraggio di rinunciare a sconvenienti coinvolgimenti melodrammatici inopportunamente ”lacrimogeni” che potevano banalizzare l’originalità delle scelte, poiché Lazotti dribbla con coraggio tutte quelle trappole consolatorie altrettanto deleterie che il soggetto poteva anche prevedere, se la materia non fosse stata dominata con adeguata attenzione, per regalarci un’opera minimale, ma soffusa di profonda e sofferta disperazione, che – come qualcuno ha già osservato prima di me (mi riferisco alla critica a suo tempo apparsa su Film Tv) – nasconde al suo interno persino qualche fecondo germe di velata epicità (c’è solo qualche piccola concessione alla retorica – ed era forse inevitabile che accadesse - quando a un certo punto una identificazione troppo emotiva con le vicende dolorose della protagonista, rischiano di condizionare un po’ troppo il clima generale insolitamente e problematicamente leggero e accattivante, ma non di tale entità da “guastare” la resa complessiva di un lavoro ben congegnato e soprattutto ottimamente strutturato). ESPANDI +
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17 marzo 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Dalla vita in poi"
Ahimé, devo dire di non essere rimasto particolarmente colpito da questo lungometraggio peraltro ben accolto dalla critica e premiato sia al festival di Montreal (?) che a quello di Taormina. Sebbene più garbato e meno convenzionale del prodotto medio nostrano, "Dalla vita in poi" mi è parso un po' troppo sensazionalistico e forzato per risultare effettivamente sincero. Romanticismo a gogò in una vicenda piuttosto estrema che vede una giovane malata di sclerosi multipla trovare la...
voto al film: 
17 marzo 2012 Opinione di scandoniano su "Dalla vita in poi"
Il film si svolge in due momenti: Danilo (Filippo Nigro) e Katia (Cristiana Capotondi) sono a letto, dove tra un bacio ed una scaramuccia, consumano il loro amore mentre inconsapevolmente, un piano più sopra, l’amica di lei, Rosalba (Nicoletta Romanoff), seduce il perfido sovrintendente di polizia (Pino Insegno), che si capirà sta sorvegliando Danilo, in libertà vigilata. Numerosi flashback ci fanno conoscere Danilo e le sue colpe, Katia e il suo carattere granitico, Rosalba e le sue...
voto al film: 
8 marzo 2012 Opinione di Paul Hackett su "Dalla vita in poi"
Costretta dalla distrofia muscolare su una sedia a rotelle ad attendere l'inevitabile, la giovane e graziosa Katia non ci pensa minimamente a piangersi addosso e s'innamora dell'omicida ergastolano con il quale corrisponde una squinternata amica. Complice una ferrea determinazione e una insostenibile logorrea, la ragazza riuscirà a portare avanti il suo sogno d'amore e a conquistare il suo, in principio riottoso, oggetto del desiderio. Mi sono avvicinato alla visione di questo film di...
voto al film: 
7 marzo 2012 Opinione di zombi su "Dalla vita in poi"
che gran bella sorpresa questo film. poi forse il giudizio è eccessivo, ma siccome le commedie italiche sono quasi sempre piuttosto bruttarelle, il fatto che non si parli di trentenne o quarantenni in crisi o di lucchetti a ponte milvio, o di scolari alle prese con gli esami o fantomatici comici che cercherebbero di farti almeno sorridere è veramente rinfrancante e rinfrescante. il film è deciso e rapido come la sua protagonista. parla di due persone che si trovano e si amano ma solo...
voto al film: 
11 marzo 2011 Opinione di spopola su "Dalla vita in poi"
Ecco un altro “desaparecido” o giù di lì (e naturalmente si tratta ancora una volta di una pellicola italiana meno ovvia e più ambiziosa di quasi tutto quello che poi ci viene propinato indiscriminatamente sui nostri schermi). Il classico esempio insomma di una produzione “indipendente” che ancora riusciva in qualche modo ad essere messa in cantiere con le vecchie regole adesso rimesse in discussione a causa dei nuovi pesanti...
voto al film: 
- negative [3]
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