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Il tempo che ci rimane (2009)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il tempo che ci rimane: minimo
Ritmo ritmo in Il tempo che ci rimane: forte
Impegno impegno in Il tempo che ci rimane: assente
Tensione tensione in Il tempo che ci rimane: presente
Erotismo erotismo in Il tempo che ci rimane: assente

Il voto di FilmTV

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La trama

La storia recente dei palestinesi narrata, dalla fondazione di Israele a oggi, attraverso episodi quotidiani con spunti tratti dai ricordi del padre e della madre del regista. 

Il cineasta, a sette anni da Intervento divino, realizza un’opera di sorprendente classicità, tra piani fissi che sembrano estender(si) all’infinito nella profondità di campo e movimenti ritmici come la fuga, la marcia dei soldati, le traiettorie degli interni domestici, ma anche astratta, in cui il ricordo può con­fondersi con il sogno e il desiderio come quel memorabile momento del salto con l’asta che supera il muro costruito da Israele. Il silenzio diventa un urlo e una risata fragorosa e dolente. E dentro c’è l’inten­sità di tutta una vita.

La recensione di FilmTv

Di Simone Emiliani - FilmTV n. 22/2010

C’è un corpo (quasi) trasparente che attraversa la Storia. È quello del regista Elia Suleiman che mette in gioco se stesso e la sua famiglia dal 1948 fino ai tempi recenti in 4 episodi. Il suo è un volto straniato, allucinato, quasi una sorta di Tati moderno nelle gag surreali. Ma al tempo stesso c’è grandioso il riflesso della Palestina, sospesa tra normalità e follia, ricostruita da una memoria personale e familiare (i diari privati del padre, le lettere inviate dalla madre ai membri della famiglia che sono stati costretti a lasciare il Paese) che oltrepassa ogni frammento documentaristico per dare forma a un folgorante cinema dell’assurdo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di riverworld scritta il 18/11/2010 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Siccome un film non è solo contenuti ma anche (o soprattutto?) forma, questo lavoro di Suleiman sarà pure ricercato, studiato, pieno di ironia e di momenti surreali, carico di significati e concetti che toccano una questione (quella palestinese) dalle conseguenze enormi per tutti quanti, ma un film deve anche essere vedibile e questo lavoro a mio avviso è vedibile a fatica. Perchè i suoi tempi, le inquadrature, le progressioni narrative, sono davvero pesanti e poco funzionali. Non mi spaventano i film lenti, per nulla, mi esasperano solo quelli come questo, nei quali è l'intero meccanismo narrativo a trascinarsi, a sembrare alieno. Ma è cinema? Forse è un concetto di cinema diverso, e in tal caso difficilmente mi abituerò a questo tipo di cinema.
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SI

Opinioni su Il tempo che ci rimane


1 maggio 2012 Opinione di ico su "Il tempo che ci rimane"
ico

Il rischio del regista artista è spesso, quello di non saper porre limiti alla propria creatività o alla propria presunzione di creatività. Elia Suleiman è presunzione assoluta, laddove presunzione sta per ego smisurato o orgoglio della condizione di artista. Nelle mani di un altro autore IL TEMPO CHE CI RIMANE avrebbe perso gran parte della forza d'impatto sullo spettatore, ma sarebbe stato sicuramente più digeribile. La storia comune di una famiglia che "insegue" la Storia del proprio...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Il tempo che ci rimane (2009)

2 commenti
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24 gennaio 2011 Opinione di agathe67 su "Il tempo che ci rimane"
agathe67

film sulla occupazione israeliana della Palestina e sulla vita dei Palestini ai tempi dell'intifada e nn solo, film carico di simboli e suggestioni, ma che nn emoziona, forse perchè troppo lento e criptico...voto: 5/10.

voto al film: agathe67 assegna il voto mediocre a Il tempo che ci rimane (2009)



18 novembre 2010 Opinione di riverworld su "Il tempo che ci rimane"
riverworld

Siccome un film non è solo contenuti ma anche (o soprattutto?) forma, questo lavoro di Suleiman sarà pure ricercato, studiato, pieno di ironia e di momenti surreali, carico di significati e concetti che toccano una questione (quella palestinese) dalle conseguenze enormi per tutti quanti, ma un film deve anche essere vedibile e questo lavoro a mio avviso è vedibile a fatica. Perchè i suoi tempi, le inquadrature, le progressioni narrative, sono davvero pesanti e...

voto al film: riverworld assegna il voto sufficiente a Il tempo che ci rimane (2009)

4 commenti
[utile per 5 utenti]

16 ottobre 2010 Opinione di armanesh su "Il tempo che ci rimane"
armanesh

Non mi è piaciuto. Mettendo da parte "l' eccessiva pazialità" del racconto ,non mi ha convinto come opera "cinematografica". Si, ci sono alcune sequenze originali e ben costruite tipo il carro armato, i fuochi d' artificio contrapposti allo sguardo della moglie del protagonista oramai stanca di vivere, ma nel complesso mi è sembrato un puzzle mal fatto di situazioni, il collante era di scarsa qualità e il racconto ne ha risentito.

voto al film: armanesh assegna il voto mediocre a Il tempo che ci rimane (2009)



27 luglio 2010 Opinione di wundt su "Il tempo che ci rimane"
wundt

Cinema intelletualoide, con tanti pregi e qualche difetto. La lentezza è funzionale al racconto, molte scene paiono di grande efficacia, e alcune scelte registiche (vedi la madre che continua a guardare la foto del marito sul terrazzo) sono di impatto visivo notevole. Certo è che alcune metafore sono veri e propri azzardi (il protagonista salta con l'asta il muro di Gaza), e quello che ne viene fuori alla fine è il sapore di un classico film da cineforum, più...

voto al film: wundt assegna il voto sufficiente a Il tempo che ci rimane (2009)


21 luglio 2010 Opinione di omero sala su "Il tempo che ci rimane"
omero sala

C’è una breve scena emblematica che sintetizza il senso di questo film sulle condizioni dei Palestinesi che vivono nello stato di Israele: un ragazzo arabo è davanti alla sua casa e sta parlando al cellulare; la strade è deserta ed assolata; un carro armato è parcheggiato pochi metri più in là col cannoncino ad alzo zero puntato su di lui. Parla e gesticola, fa qualche passo, attraversa la strada, si abbassa a raccogliere qualcosa da terra,...

voto al film: omero sala assegna il voto sufficiente a Il tempo che ci rimane (2009)

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29 giugno 2010 Opinione di marcojes su "Il tempo che ci rimane"
marcojes

il tempo che rimane dopo la catastrofe, un tempo dell'attesa nell'assurdo. Rimane solo lo sguardo allucinato e imperturbabile di un testimone sopravvissuto oramai distaccato dall'orrore quotidiano. Un pò come se il film il pianista fosse finito sullo sguardo panoramico di una Varsavia totalmente distrutta, senza un ulteriore tempo di redenzione e salvezza. Sospesi sopra le macerie e il ricordo di un passato irrisolto. Passato messianicamente irrisolto e in attesa di una giustizia...

voto al film: marcojes assegna il voto buono a Il tempo che ci rimane (2009)


28 giugno 2010 Opinione di LAMPUR su "Il tempo che ci rimane"
LAMPUR

Non si può ragazzi. Con tutta la buona volontà. Con tutto il rispetto per la questione palestinese, che esiste e che è grave, non si possono vedere certi film e gridare al miracolo, al cinema cesellato, evocando il gotha del passato. C’è materiale per un ottimo corto di sette/otto minuti, belle intuizioni, impatti poetici spiazzanti a volte. Ma che non si vada in giro a spacciarlo per un film, non si tenti neanche l’operazione. Si tenga i suoi...

voto al film: LAMPUR assegna il voto mediocre a Il tempo che ci rimane (2009)

2 commenti
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16 giugno 2010 Opinione di willardwaldo su "Il tempo che ci rimane"
willardwaldo

Come tutto è iniziato, come è cambiato e com'è oggi la situazione palestinese a causa dell'invasione israeliana. Il regista racconta sé stesso con occhio disincantato e anche un po' cinico la sua educazione e maturazione narrando episodi accaduti alla sua famiglia fino ai nostri giorni, lasciando aperti tutti i dubbi su una situazione che è lontana dal trovare una soluzione pacifica. La trama è all'apparenza un po' ingarbugliata, ma...

voto al film: willardwaldo assegna il voto buono a Il tempo che ci rimane (2009)


6 giugno 2010 Opinione di leporello su "Il tempo che ci rimane"
leporello

Dopo “Intervento Divino” (premio della giuria a Cannes) ancora un’ottima prova per Elia Suleiman di come si possa inscenare con ironia e distacco l’infinita (eterna?) guerra tra palestinesi e israeliani. Molte le scene da gustarsi con un sorriso, per quanto amaro (il giovane volontario irakeno che vuole liberare la Palestina, il saccheggio delle case dei palestinesi in fuga come una passerella d’avanspettacolo, il cannone del carroarmato che insegue centimetro...

voto al film: leporello assegna il voto buono a Il tempo che ci rimane (2009)

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