Le quattro volte (2010)
Con Giuseppe Fuda, Bruno Timpano, Nazareno Timpano
La trama
Un vecchio pastore vive i suoi ultimi giorni in un pacifico borgo medievale arroccato tra le montagne della Calabria. Ha portato le sue capre molto in alto, in una zona abbandonata dagli abitanti del villaggio. È malato e crede di avere trovato una cura nella polvere che si accumula sul pavimento della chiesa e che beve ogni giorno insieme all'acqua. Un capretto è appena nato. Seguiamo i suoi primi passi e i suoi primi giochi, fino a quando è abbastanza forte per andare al pascolo. Altrove, un maestoso albero si muove con la brezza di montagna e cambia lentamente colori con le stagioni.
Frammartino, milanese ma calabrese d’adozione e vocazione, già autore di Il dono, sa parlare il cinema in una lingua inaudita e sconosciuta, la lingua presocratica che esisteva prima di Platone, con la sua invenzione metafisica di un altro mondo da quello che c’è, eterno e incorruttibile (idea fotocopiata poi dal pensiero cristiano). Per 86 minuti, fatti di suoni e immagini perfettamente scanditi, possiamo vedere uomini, animali, piante e cose come se facessero parte di un tutto interminabile e sereno, come erano prima del paradiso.
La recensione di FilmTv
Di Mario Sesti - FilmTV n. 21/2010
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 18/11/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [10]
- leggi tutte le opinioni
15 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Le quattro volte"
Chiariamo subito che il mio giudizio di sufficienza non è legato all'estetica del film nè ai suoi intenti poetici e introspettivi. Questo è uno di quei film che entusiasmano gli amanti del genere ma uccidono di noia tutti gli altri ed io, banalmente, appartengo ai secondi. Dopo i primi quindici minuti di totale silenzio, qualche colpo di tosse e belato, ho capito che combattere col sonno sarebbe stato più impegnativo del solito e che quelle immagini per quanto evocative ed intense non...
voto al film: 
10 gennaio 2012 Opinione di emmepi8 su "Le quattro volte"
Finalmente sono riuscito e vedere il secondo film di Frammartino, certamente la visibilità di questa seconda opera è dovuta alla presenza a Cannes ed è questa la funzione vera di un festival, oltre agli aspetti divistici di cui una manifestazione come questa ha bisogno, per un sostegno più commerciale e di visibilità, che poi naturalmente serve ad opere come queste per essere imposte all’attenzione di un pubblico che altrimenti non avrebbe scoperto da solo. Per chi ha visto Il...
voto al film: 
23 novembre 2011 Opinione di Mulligan71 su "Le quattro volte"
Un film circolare, muto, dove l'umanità è un bisbiglio e la natura, la protagonista. Il ciclo della vita e della morte in un film sereno, spirituale, crudele e pacato nello stesso tempo. Una poesia. Occorre, però, una certa predisposizione d'animo e di spirito. Altro che Malick.
voto al film: 
18 novembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Le quattro volte"
Il film inizia con dei battitori di carbone intenti nel proprio lavoro di carbonizzazione della legna. Poi si segue un vecchio pastore (Giuseppe Fuda) che vive con le sue capre in un piccolo paese dell’Aspromonte (Caulonia per l'esattezza). Sta male e la sua cura consiste nel bere un bicchiere d’acqua mischiato con della polvere raccolta nella chiesa del paese. La sua morte coincide con la nascita di un capretto. Questi cresce, incomincia a camminare, a giocare nel recinto insieme ad...
voto al film: 
18 ottobre 2011 Opinione di OGM su "Le quattro volte"
Il brulicare della vita semplice, in un microcosmo selvatico e diroccato. Sferzato dal sole e dal vento, e accarezzato dall’ombra. Una realtà minuscola e imperfetta, però pulsante di un religioso amore per la vita. Ogni gesto è un rito devozionale, ogni movimento una preghiera, come in un presepe, come nella processione del Venerdì Santo. Uomini e animali condividono la terra e il cielo, e un po’ se li contendono, perché sono ugualmente piccoli e smarriti, nella vastità...
voto al film: 
19 agosto 2011 Opinione di gene55 su "Le quattro volte"
La magia e la poesia delle Serre Calabresi è cosa austera,chiodata,sicuramente non accessibile a tutti. Le immagini,poi,vengono anteposte a qualsiasi accenno di racconto e anche se è vero che le immagini,spesso,valgono più di mille parole,nel film si avverte un bisogno di confronto,di qualche dialogo,assenti oltremodo forzatamente. Così a frastuoni di ogni genere,versi animale,carretti in movimento,tosse malarica,fuoco che arde,campanelli che suonano,urla e...
voto al film: 
8 febbraio 2011 Opinione di contemalfido su "Le quattro volte"
Detesto i cinefili e i film fatti per loro. Ma questo è da vedere e da capire. Se non vi piace non siete fatti per la decima musa. Fra tanti abatini minimalisti impegnati e sovvenzionati finalmente un vero irregolare.
voto al film: 
31 gennaio 2011 Opinione di cinefunken su "Le quattro volte"
Nessun capolavoro, nessun nuovo cinema e non scomodiamoci in paragoni con colleghi illustri. L'ultima pellicola di Frammartino convince meno della precedente e conferma una idea maliziosa: che il buon Michelangelo vada a pesca di qualche cinefilo à la page? quelli che abboccano di certo non mancano...
voto al film: 
9 gennaio 2011 Opinione di Death By Water su "Le quattro volte"
Quattro volte, tre rinascite: l'uomo nell'animale; l'animale nell'albero; l'albero in cenere. Cenere eri (la prima scena, il battitore di carbone) e cenere ritornerai (il fumo dal camino di una casa - ogni volta la stessa, sempre, perentoriamente la stessa - di un paesino sulle montagne calabresi). In un film muto il racconto deve snodarsi, per forza di cosa, attraverso la forza delle immagini: io non ho trovato nessuna delle sequenze di questo film all'altezza di questo compito. Non...
voto al film: 
7 dicembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "Le quattro volte"
Frammartino continua il discorso iniziato nel 2003 con Il Dono e sposta la ricerca stilistica su un piano superiore. Dalla storia di un vecchio contadino calabrese che proprio in prossimità della morte realizza la completezza della propria vita nella gratuità di un dono, il regista milanese (ma con origini calabre) moltiplica le storie creando un filo comune invisibile che possa legare insieme il mondo umano, quello animale, quello vegetale e quello minerale. Dilatazione dei...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
- positive [10]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:




























