Poetry (2010)
Con Jeong-hie Yun, Nae-sang Ahn, Da-wit Lee, Hira Kim, Yong-taek Kim
La trama
In una piccola città nella provincia di Gyeonggi, attraversata dal fiume Han, Mija vive con il nipote. È una donna eccentrica, piena di curiosità. Il caso la porta a seguire dei corsi di poesia presso il centro culturale del suo distretto. Cercando la bellezza nel suo ambiente quotidiano, al quale sente di non aver mai prestato abbastanza attenzione, le sembra di scoprire davvero le cose che ha sempre avuto attorno. Purtroppo un evento imprevisto turberà la sua idilliaca armonia con il mondo.
Premiata a Cannes 2010, la sceneggiatura di Lee Chang-dong è una lezione, più che di poesia, di dignità (da cercare e difendere ovunque, contro la malattia, la vecchiaia, la colpa): una partitura densa e rigorosa, cui dà vita in modo commovente la straordinaria Yun Jeong-hie, veterana con 189 pellicole al suo attivo che qui ritorna sullo schermo dopo 16 anni di assenza e offre il suo volto, paesaggio mutevole, in ogni inquadratura.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 13/2011
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 27/03/2011 - utile per 28 utenti
Voto al film: 
In una piccola cittadina vicino Seul una ragazza viene trovata morta affogata nel fiume Han: si tratta di Agnes, una quindicenne suicidatasi in seguito ad una serie di abusi sessuali subiti ad opera di sei coetanei. Uno di questi è Jong-wook, un ragazzo perdigiorno e sgarbato che da quando i genitori sono divorziati vive solo con la nonna Mi-ja, una mite signora di 66 anni a cui il mondo sta per crollare addosso: già discretamente scossa nel sapere che i piccoli vuoti di memoria che durante le conversazioni la portano a dimenticare parole comuni non sono semplici amnesie ma un principio di alzheimer, poi letteralmente sconvolta quando, proprio fuori dall'ospedale (dove s'era recata in realtà per una visita di routine), incontra la disperazione ed il dolore della madre della giovane suicida, Mi-ja riceve il colpo di grazia quando viene convocata d'urgenza per un summit con i padri dei cinque ragazzi che, assieme a suo nipote, hanno indotto la sventurata Agnes al gesto estremo.
Messa al corrente dei fatti e constatato l'interesse della scuola a che la notizia non si diffonda, viene informata del piano escogitato per evitare che la giustizia faccia il suo corso: comprare il silenzio della madre (contadina povera ed oltretutto vedova) della vittima per 30 milioni di won complessivi da dividere equamente, 5 a testa. Ma Mi-ja non naviga certo nell'oro: vive con la pensione sociale e arrotonda assistendo il suocero anziano e disabile della fornaia, mentre sua figlia, la madre di Jong-wook, è distante fisicamente ed emotivamente, e il suo rapporto con lei si limita a conversazioni telefoniche saltuarie nelle quali, peraltro, evita rigorosamente di sbottonarsi, tacendo la propria malattia e sorvolando sui terribili gesti compiuti dal ragazzo, il quale, da parte sua, la tratta come una serva, e vivacchia passando intere giornate a sentire musica a tutto volume davanti al pc, oppure a bighellonare in giro con i cinque complici del fattaccio.
Poetry è un film struggente ed intenso che nel proporre un ritratto intimo e delicato della protagonista si getta a capofitto in una critica profonda alla società contemporanea, una società maschilista e violenta in cui la donna è vittima sacrificale e consapevole, una società che ha perso tutto, anche il senso stesso del valore della vita umana, e in cui, di fronte alla tragedia di una ragazza morta suicidia per la vergogna della propria innocenza stuprata, l'unica preoccupazione dei genitori dei suoi adolescenti aguzzini sembra essere quella di metterli al riparo da stampa e polizia, senza interrogarsi sul perché della loro condotta atroce (anzi giustificandola), senza porsi alcun quesito morale, e senza prendere nemmeno in considerazione l'ipotesi di una crisi di coscienza.
Calata suo malgrado in un simile contesto disumanizzante, Mi-ja reagisce a modo suo: abbandona gli incontri in corso d'opera, segnando di fatto la distanza esiziale da quegli individui pavidi con i quali proprio non riesce a rapportarsi da pari a pari, ma giunge ugualmente a forzare i propri comportamenti fino all'umiliazione; di contro, conscia dell'imminente oblio della propria memoria, coglie l'occasione di un corso di poesia per riaffermare sé stessa e per darsi un senso, scegliendo di ricercare nella natura il ponte per la serenità e continuando a vestire coloratissimi e rassicuranti abiti con fantasie floreali, nella speranza di realizzare l'armonia con tutto ciò che di bello vede intorno, e di trovare l'ispirazione per scrivere quegli agognati versi che, forse solo loro, sapranno riappacificarla col pensiero di quell'esistenza sfortunata costretta ad implodere, troppo presto e in solitudine, nel disinteresse generale. ESPANDI +
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9 aprile 2012 Opinione di GoonieAle su "Poetry"
Ormai il cinema quello della massa è lontano per me anni luce da quello che fu per quasi 100 anni...l'America è quella messa peggio...l'Italia è oramai ridotta in ceneri. Un film simile ti porta indietro nel tempo, a quelle sensazioni perdute. A ciò che il cinema era. Un capolavoro devastante sorretto dalla protagonista con una recitazione da impallidire. Perchè non danno ruoli così che so a a qualche nostra attrice considerata grande (anche del passato).... ne sarebbero capaci? ...
voto al film: 
9 marzo 2012 Opinione di PompiereFI su "Poetry"
Fermarsi ad ascoltare il suono del vento mentre accarezza le fronde degli alberi. Scoprire che una mela non è solo banale colore riflettente la luce, ma anche sostanza, gusto, odore. Proporsi al prossimo senza esitare, eliminando ogni inibizione e paura di scocciare, riscoprendo quel molesto approccio infantile un po’ birichino e intraprendente che fa tanto arrabbiare i grandi. E poi far trascorrere il tempo. Tanto tempo. Per lasciar sedimentare quell’insieme di sensazioni che, prese...
voto al film: 
26 dicembre 2011 Opinione di ezio su "Poetry"
Drammatico,crudele,atroce,ma anche terribilmente poetico.Una vera gemma che proviene dall'oriente ed e' raro che al centro di un film sia la vita di un'anziana signora che ci accompagna per oltre due ore con una interpretazione da oscar.Da vedere assolutamente e conservare nella memoria.Ci sono emozioni in questo cinema vero.
voto al film: 
24 novembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Poetry"
Mija (Jeong-hie Yun) vive insieme al nipote Jongwoook (Da-wit Lee) in una piccola città nella provincia di Gyeonggi, nella Corea del Sud. La figlia è lontana e lei cerca di arrotondare i pochi soldi che riceve dal sussidio statale facendo la badante part-time all’anziano suocero della fornaia sua conoscente. E’ una donna piena di energie Mija, solare e curiosa. Inizia a frequentare con sincera passione un corso di poesia al centro culturale della città e questa esperienza la aiuta a...
voto al film: 
19 agosto 2011 Opinione di na su "Poetry"
Controcorrente con le opinioni dei più a me Poetry non è piaciuto. Lo dico subito a scanso di equivoci. Eppure amo il cinema sud coreano (ed orientale, in genere). Ho molto apprezzato l'opera più nota di questo regista (l'ottimo e disturbante Oasis). Ho ammirato la toccante interpretazione della protagonista (una Yun Junghee convincente e tenera). Allora cosa c'è che non va? Non so se sono in grado di definirlo esattamente. Nel film, però, c'è...
voto al film: 
7 agosto 2011 Opinione di Kurtisonic su "Poetry"
Trovare la poesia nei nostri giorni può sembrare difficile, per un' ultrasessantenne con un inizio di alzheimer che vive assistendo infermi con nipote balordo a carico pare improponibile.Eppure la protagonista, Mija,ci proverà con quello che la vita le offre, come una vera artista. La regia attenta squarcia senza timore virtù e bassezze di ogni società moderna, l'alzheimer da dimenticanza diventa trasformazione, Mija sposta da sè quello che non vuole...
voto al film: 
16 giugno 2011 Opinione di cippags su "Poetry"
Ottima interpretazione, film profondo, dopo la cui visione non si può non pensare alla capacità della poesia di toccare corde che nient'altro riesce a muovere. 7
voto al film: 
18 maggio 2011 Opinione di ico su "Poetry"
Che sia un bel film, difficilmente può essere messo in dubbio: la sceneggiatura persegue un' ideale perfezione atta a coniugare gli eventi che cesellano la vita della protagonista, dando alla vicenda una importanza fondamentale di innesco e rimando. Il dramma di una violenza da vivere come corpo apparentemente estraneo, non è affrontabile senza "l'impellenza" dell'halzheimer, così come l'alzheimer non è vivibile senza l'illusione della poesia e, sullo stesso...
voto al film: 
29 aprile 2011 Opinione di gighi su "Poetry"
Un film sulle responsabilità, in un mondo in cui, paradossalmente solo i poeti sanno cosa sia.
voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [3]
- positive [19]
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