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Mephisto (1981)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Mephisto: assente
Ritmo ritmo in Mephisto: presente
Impegno impegno in Mephisto: presente
Tensione tensione in Mephisto: minimo
Erotismo erotismo in Mephisto: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Mephisto

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Mephisto (voti: 9 media: 4,00) 9

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La trama

L'attore tedesco Henrik Höfgen, mattatore sulla scena e nella vita entra in una profonda crisi quando Hitler assume il potere in Germania. Ma la sua sete di successo gli fa superare tutti i suoi problemi. Henrik trova anzi delle giustificazione per scendere a patti con il potere nazista. Ben presto diventa uno dei favoriti di Göring e un esponente di primo piano del teatro dell'epoca.  

È il film che ha consacrato la fama dell'attore austriaco Klaus Maria Brandauer. L'ungherese Szabo trae le vicende di Höfgen da un romanzo di Klaus Mann, figlio di Thomas, morto suicida nel 1949. E' un drammone barocco e simbolista, da esportazione (e infatti vinse l'Oscar come miglior film straniero), ma è il miglior film di Szabò.

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 06/07/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Ci sono dei titoli che al di là del loro valore intrinseco, anche per una indubbia capacità da parte di chi li ha concepiti di aver saputo “annusare” l’aria, uscendo in perfetta sintonia con quelli che potrei definire “i bisogni emotivi del momento”, riescono ad avere nell’immediato (tanto per intenderci, il tempo “fuggevole” -  ma una volta molto più duraturo di adesso - della loro programmazione in sala), un impatto (non solo con il pubblico, ma anche con la critica) di gran lunga superiore ai loro effettivi meriti, diventando addirittura dei “casi” che il passare degli anni (e le revisioni critiche più oggettive e meno passionali) ridimensiona un poco.
Credo che Mephisto rientri a buon diritto in questa particolare categoria.
Intendiamoci, non è assolutamente un brutto film, ma nemmeno quel capolavoro assoluto (e l’incetta sproporzionata di premi che fece un po’ da ogni parte, sta proprio a testimoniare la l’eccessiva considerazione che gli fu riservata) che volevano farci intendere che fosse quando, agli inizi degli anni ’80 irruppe prepotente sulla scena e per un momento sembrò che il suo autore (il non più che discreto artigiano con qualche eccezione che lo colloca al di sopra della media, Istvan Szabò) potesse aspirare con pieno diritto ad essere inserito nel ristretto olimpo dei grandi maestri indiscussi della settima arte.
La distanza ce lo fa percepire invece adesso come un interessante prodotto ben confezionato e ancor meglio realizzato (ambientazione, recitazione, ecc.), ma un pò “furbetto” (termine che non intende essere dispregiativo, ma che vuole riferirsi a una intelligente e riuscita pianificazione di marketing strategico che dette poi davvero i suoi migliori risultati anche sotto il profilo degli incassi) che si definisce meglio nel senso, se si utilizza per sintetizzare il concetto, ciò che scrive il Mereghetti sul suo dizionario: cinema d’autore europeo in formato esportazione.
A tutti gli effetti insomma, un film fatto apposta per soddisfare le aspettative non conformi di un pubblico esigente e fortemente “interessato al bello”, ma attratto anche dalle problematiche relative a una rivisitazione storica zeppa di coinvolgimenti e temi psicologici e politici di assoluta rilevanza, che centra in pieno il suo obiettivo (credo che  nel segmento ancora aureo del circuito d’essai di quei tempi, abbia davvero ottenuto il massimo dei risultati possibili, diventando a pieno titolo “il film dell’anno”).
Ridimensionandone un poco l’importanza, rimangono da analizzare adesso non solo i  limiti e i pregi dell’opera (che – soprattutto i secondi- sono ancora cospicui, tengo a sottolinearlo) , ma anche le ragioni che decretarono allora quel planetario successo d’opinione.
Fu il festival di Cannes ad avallare per primo la qualità superiore del risultato (premio per la miglior sceneggiatura e gran premio Internazionale della Critica, e meritati, entusiastici riconoscimenti alla superlativa prova del protagonista). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Mephisto


2 febbraio 2012 Opinione di will kane su "Mephisto"
will kane

"Caso" cinematografico dei primissimi anni Ottanta,"Mephisto" guadagnò l'Oscar come miglior film straniero,lanciò sul piano internazionale l'austriaco Klaus Maria Brandauer,che prese parte poi a grosse produzioni come "Mai dire mai" e "La mia Africa",ed altri film,e fece conoscere il regista ungherese Itsvan Szabò:da un romanzo del figlio di Thomas Mann,Klaus,il racconto di un attore teatrale nato rivoluzionario e divenuto personalità di spicco alimentata dal crescente Reich,che si vende...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Mephisto (1981)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

6 luglio 2010 Opinione di spopola su "Mephisto"
spopola

Ci sono dei titoli che al di là del loro valore intrinseco, anche per una indubbia capacità da parte di chi li ha concepiti di aver saputo “annusare” l’aria, uscendo in perfetta sintonia con quelli che potrei definire “i bisogni emotivi del momento”, riescono ad avere nell’immediato (tanto per intenderci, il tempo “fuggevole” -  ma una volta molto più duraturo di adesso - della loro programmazione in sala), un impatto...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Mephisto (1981)

1 commento
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25 ottobre 2009 Opinione di riorob su "Mephisto"
riorob

Vista l'ambientazione, il periodo in cui è stato scritto il film, la pesantezza della situazione e la lunghezza penso si possa definire un buon film. Poco noioso. Le prospettive non erano delle migliori ma alla fine si esce fuori contenti e anche un pò coinvolti da un attore veramente particolare. Voto 6,5. Storie piccole in storie grandi.

voto al film: riorob assegna il voto sufficiente a Mephisto (1981)


8 luglio 2008 Opinione di kotrab su "Mephisto"
kotrab

Bel film sul teatro e il rapporto tra potere e arte, lussuoso, interessante, ben recitato. Szabo ritornerà molti anni dopo sul tema con A torto o a ragione, meno riuscito. Finale splendido, visivamente quasi fantascientifico. 8

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Mephisto (1981)



27 luglio 2002 Opinione di AK su "Mephisto"
AK

E' un film intenso, complicato e complesso, esteticamente gradevole. Porta un tema difficile ed importante con lucidità e convinzione, riuscendo a non essere mai noioso. E men che meno retorico. Brandauer furoreggia in istrionismo lasciando trasparire la luminosità del genio.

voto al film: AK assegna il voto buono a Mephisto (1981)



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