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Alto basso fragile - Versione Integrale (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Alto basso fragile - Versione Integrale: presente
Ritmo ritmo in Alto basso fragile - Versione Integrale: presente
Impegno impegno in Alto basso fragile - Versione Integrale: assente
Tensione tensione in Alto basso fragile - Versione Integrale: assente
Erotismo erotismo in Alto basso fragile - Versione Integrale: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Alto basso fragile - Versione Integrale

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Alto basso fragile - Versione Integrale (voti: 8 media: 3,38) 8

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La trama

Tre donne girano per Parigi: nelle strade, nei giardini, nelle discoteche, nelle biblioteche. Tutto è più rallentato e ovattato del solito, a causa dell’esodo estivo dei vacanzieri. In questo ambiente afoso e rarefatto due ragazze capiscono di aver trovato una destinazione, una terza deciderà invece di proseguire per una strada più autonoma. 

Jacques Rivette, padre della Nouvelle Vague, torna nella sua amatissima Parigi con una “recita a tre” che ha un vago sottofondo di mistero. In Italia il film uscì decurtato di 40 minuti e in questa versione integrale se ne recupera appieno l'atmosfera rarefatta e la confusione dei generi. Ottime le attrici: Anna Karina è fondamentale per definizione

L'opinione più votata

Di 21thcentury schizoid man scritta il 10/08/2010 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

“La vita è quello che ti succede mentre sei occupato a fare altri progetti”. Jacques Rivette sembra aver preso questo celebre verso di John Lennon - contenuto nel testo di una delle sue canzoni più belle, “Beautiful Boy (Darling boy)” - come fonte di ispirazione per questo splendido film. Un verso, quello di Lennon, che nella sua (apparente) semplicità, contiene una grande verità, ovvero che la vita non è nient’altro che quello che ci succede ogni giorno mentre siamo impegnati a fare tutt’altro. Un po’ quello che accade alle protagoniste di questo film, nel quale l’autore de “La bella scontrosa” ci racconta, con suprema leggerezza, tre storie di altrettante ragazze che lentamente finiranno, con la determinante complicità del destino, coll’intrecciarsi tra di loro.
Tutto comincia una sera di un venerdì di metà luglio, quando nel bagno di un locale vediamo una ragazza, Ninon Curtois, che discute con un uomo: lei lo convince a darle i soldi che le spettano, dopodiché scappa, trova lavoro come fattorino, ruba dalla cassa della sua nuova datrice di lavoro, e per non rischiare di essere denunciata dall’uomo, Roland (titolare di un laboratorio ubicato proprio di fianco a dove lavora Ninon), che (forse) l’ha vista rubare, decide di sedurlo.
Louise Levenne invece è appena uscita da un coma durato cinque anni: dopo che è stata dimessa dall’ospedale, si stabilisce in un albergo; qui il padre la informa che sua zia, Marthe, alla quale era molto legata, le ha lasciato in eredità la sua casa. A questo punto, nella vita di Louise entra in gioco il Roland di cui sopra, il quale confessa alla ragazza di aver avuto una relazione proprio con sua zia. Nel frattempo, Louise è costantemente seguita da un misterioso ragazzo, Lucien, che pare non voler perdere di vista la giovane neanche per un attimo. Infine, Ida Manson, di professione bibliotecaria, non ha mai conosciuto i suoi veri genitori: Ida, che vive sola con l’unica compagnia di un gatto, Henri, è ossessionata da una vecchia canzone della quale ricorda a stento sia la melodia che le parole. Un giorno, però, scopre che l’autrice e cantante del pezzo che la tormenta è Sarah, la quale potrebbe essere la sua vera madre.
La vita come un unico e immenso palcoscenico teatrale nel quale ogni persona è chiamata a recitare una parte. A comandare il gioco, però, non siamo noi ma il destino che, come in un film di Krzysztof Kieslowski, sembra divertirsi un mondo a complicare le nostre esistenze, in particolare per le continue prove a cui ci sottopone, nonché per come ci mette in contatto con gente che nemmeno conosciamo, creando così un piacevole (?) caos al quale risulta però alquanto difficile mettere ordine. Noi esseri umani, quindi, non siamo altro che burattini nelle mani del fato: questo sembra dirci Rivette. ESPANDI +
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Opinioni su Alto basso fragile - Versione Integrale


13 marzo 2011 Opinione di mm40 su "Alto basso fragile - Versione Integrale"
mm40

Non è del tutto infondata la teoria secondo la quale un regista, nel corso della sua carriera, continui a rifare sempre lo stesso film: si prenda ad esempio Jacques Rivette, uno dei maestri della Nouvelle vague francese, che ha fatto di alcuni topoi (brutto da usare, ma efficace qui) i fermissimi punti cardine del proprio universo artistico. Parliamo delle figure femminili, possibilmente giovani; della Parigi svuotata dalle vacanze estive o notturna, quasi indifesa, mai desolata;...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Alto basso fragile - Versione Integrale  (1995)


10 agosto 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Alto basso fragile - Versione Integrale"
21thcentury schizoid man

“La vita è quello che ti succede mentre sei occupato a fare altri progetti”. Jacques Rivette sembra aver preso questo celebre verso di John Lennon - contenuto nel testo di una delle sue canzoni più belle, “Beautiful Boy (Darling boy)” - come fonte di ispirazione per questo splendido film. Un verso, quello di Lennon, che nella sua (apparente) semplicità, contiene una grande verità, ovvero che la vita non è nient’altro che quello...

voto al film: 21thcentury schizoid man assegna il voto buono a Alto basso fragile - Versione Integrale  (1995)

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17 giugno 2010 Opinione di riverworld su "Alto basso fragile - Versione Integrale"
riverworld

Non so come e dove sia stata tagliata l'altra versione, quella non integrale, di questo film, ma sinceramente forse era giusto e comprensibile accorciarlo. Rivette ha un tocco meraviglioso e leggero nel suo modo di riprendere e raccontare, ma qua e là si perde anche nelle sue girandole ed intrecci e comincia a ripercorrere le stesse strade senza che ciò corrisponda ad alcun vero nuovo apporto nella narrazione e/o visione. E' una leggiadra ridondanza quella che permea questo...

voto al film: riverworld assegna il voto sufficiente a Alto basso fragile - Versione Integrale  (1995)


12 giugno 2010 Opinione di jonas su "Alto basso fragile - Versione Integrale"
jonas

A Parigi, tre ragazze variamente incasinate incrociano le loro strade grazie a un uomo che è in contatto con tutte loro. Nell’arco delle due ore e mezza d’ordinanza Rivette esibisce il consueto stile geometrico e la consueta incapacità di tagliare: qua e là circola una leggerezza quasi rohmeriana, si aprono squarci musicali come nell’ultimo Resnais e Anna Karina evoca con la sua sola presenza lo spirito della Nouvelle Vague; poi però...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a Alto basso fragile - Versione Integrale  (1995)

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24 maggio 2010 Opinione di emmepi8 su "Alto basso fragile - Versione Integrale"
emmepi8

  Rivette non fa un cinema ruffiano o che va incontro allo spettacolo, la sua coerenza, nello scegliere argomenti e saperli trattare in maniera leggera ed intellettualmente coinvolgente. Le sue donne, qui sono tre, hanno il sopravvento e crescono in maniera mirabile, coinvolgendo anche il genere musical e ricordando da vicino Demy. E' un Dio della Novelle Vague, ma certamente la critica non lo ha mai elevato a personaggio importante, come Truffaut, anche perché il regista non...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Alto basso fragile - Versione Integrale  (1995)



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