L'altra verità (2010)
Con Najwa Nimri, Stephen Lord, Mark Womack, John Bishop, Andrea Lowe, John Bishop, Trevor Williams, Talib Hamafraj
La trama
Frankie e Fergus sono due amici che lavorano come guardie per una società privata che si occupa di sicurezza in Iraq. Quando Frankie viene ucciso sulla strada che collega l'aeroporto alla Green Zone, la zona franca di Baghdad, Fergus è devastato dal dolore e dal senso di colpa. Poco convinto dalla spiegazione ufficiale decide di indagare per proprio conto e di andare in fondo alla vicenda per scoprire le reali cause e circostanze che hanno causato la morte dell'amico.
Inseguendo l’evoluzione psico-fisica di Fergus, Loach prende le distanze dai suoi personaggi, li manovra su una partitura a tesi, li fiancheggia senza partecipazione emotiva. In una rarefatta atmosfera da sogno, il regista inglese assiste all’evoluzione psicofisica del contractor. La redenzione è impossibile, l’autopunizione inevitabile. E il film, documentario mancato, si perde con le sue buone intenzioni.
La recensione di FilmTv
Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 16/2011
L'opinione più votata
Di Stuntman Miglio scritta il 21/05/2012 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Mi viene infine spontaneo l'accostamento con un brano di un grande rocker che sto riascoltando in questi giorni. Il pezzo è Verità, la verità di Giorgio Canali & Rossofuoco. Qui di seguito il testo :
Verità, la verità
quella dei servizi giornalistici deviati
verità, la verità
è quella dimostrabile coi carri armati
verità, quella verità
che rende ciechi, sordi e poi diversamente muti
verità, la verità
quella che sai e la sai per istinto
e non è mai quella di chi ha vinto
verità oh verità
quella sepolta da cumuli di sabbia
quella distorta che sveglia la tua rabbia
e non so se ho dentro
tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia in bianco e nero
oppure rabbia a colori
non so se è rabbia innata
o rabbia di riporto
se è rabbia con una ragione
o dettata dal sentirmi in torto
se è rabbia di rabbia
o rabbia di malinconia
se solo sarà rabbia
o sono io a farne una malattia
verità, la verità
dei papi e degli ayatollah
verità di gamba corta
verità, la verità
di guardia sulla torre che se dormi suona alla tua porta
verità, tutta la verità
giurata sulla bibbia con la mano morta
la verità che viene a galla nella vasca
la verità che mi ritrovo nella tasca
e non so se ho dentro
tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia vitale
o rabbia che ci muori
non so se è rabbia
di violenza o di sconforto
se è rabbia con una ragione
o dettata dal sentirmi in torto
se è rabbia di rabbia
o rabbia di malinconia
se solo sarà rabbia
o sono io a farne una malattia una malattia una mala..
hey, non so se ho dentro tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia vitale o rabbia che ci muori
non so se è rabbia di violenza o di sconforto
non so se mettermi a sparare, spararmi o fingermi morto
se è rabbia in gabbia o rabbia da troppa autonomia
se solo sarà rabbia o sono io a farne una malattia una malattia una malattia
non so se ho dentro tutta la rabbia che mi sento
non so se è dentro o fuori
se è rabbia vitale o rabbia che ci muori
non so se è rabbia di violenza o di sconforto
non so se mettermi a sparare, spararmi o fingermi morto
se è rabbia in gabbia o rabbia di malinconia
se è rabbia del gas (?) solo una rabbia veniale da amnistia
è una malattia, una malattia
- negative [4]
- sufficienti [3]
- positive [9]
- leggi tutte le opinioni
21 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "L'altra verità"
La rabbia secondo Ken Loach. Non un gesto di stizza, non un raptus dettato dall'ira. Piuttosto un lento ed inesorabile montare dettato da un ineffabile e persistente senso d'ingiustizia. Un'ultima disperata ribellione nei confronti di chi ti vuol far credere solo quello che gli viene comodo, di chi ti nega la verità insabbiando ed usando violenza. Questa la scintilla alla base del plot de "L'altra verità", un film non del tutto riuscito, poco accomodante e per certi versi discutibile ma al...
voto al film: 
18 maggio 2012 Opinione di Paul Hackett su "L'altra verità"
L'indagine condotta da Fergus sulla morte dell'amico Frankie, contractor inglese a Baghdad per un'agenzia di security, lo porterà a svelare segreti inconfessabili sulle violenze dei mercenari anglo-americani in Iraq e lo spingerà nel vortice di un'atroce vendetta. Confesso di nutrire una enorme nostalgia per il Ken Loach che ho follemente amato negli anni '90 (e che ho avuto il piacere di conoscere personalmente nell'occasione di un premio cinematografico consegnatogli nella mia città),...
voto al film: 
7 gennaio 2012 Opinione di gene55 su "L'altra verità"
La Route Irish (tit.originale del film) viene considerata dai più una delle strade maggiormente pericolose al mondo,e per localizzarla geograficamente dobbiamo spostarci fino a Bagdad,Iraq. La storia che narra Ken Loach,sicuramente è una delle tante che accadono in quell'inferno,laggiù,lontano da ogni forma di regola o rispetto o democrazia. Cose che,anche la nostra civiltà così decantata e perbenista,sembra far difficoltà a trasportare in un contesto così povero e con evidedenti...
voto al film: 
29 novembre 2011 Opinione di crocoriga su "L'altra verità"
È la storia di due amici mercenari. La guerra al terrore che ha segnato l'ultimo decennio è qui osservata sotto un profilo personale, da un punto di vista chiaro e inoppugnabile. C'è anche il cattivone che salta in aria a fine film. Più thriller del solito, più vicino ad Hidden Agenda che a Riff Raff per intenderci, ma alla fine un film buono.
voto al film: 
12 settembre 2011 Opinione di mm40 su "L'altra verità"
Un film sulla guerra, un film antispettacolare. Un film su eserciti, bombardamenti, ammazzamenti; un film in cui l'azione conta sostanzialmente pochissimo. Ken Loach mette in scena l'isteria della guerra (accidentalmente in Medio oriente: ma il discorso vale chiaramente per qualsiasi conflitto), i suoi paradossi e gli insabbiamenti, le menzogne e le paure da essa generate, con un film che propone l'amicizia (e l'amore, in senso lato) come unico, infallibile rimedio - fino alle estreme...
voto al film: 
4 settembre 2011 Opinione di fefy su "L'altra verità"
Regia, dialoghi, recitazione ambientazione come al solito perfetti. Quello che manca è il film. Imperano retorica, prevedibilità, macchiettismo. Un Loach spento, tutto volto, come si suol dire, a guadarsi l'ombelico.
voto al film: 
14 maggio 2011 Opinione di emmepi8 su "L'altra verità"
Loach per me è sempre da vedere e diciamo pure che sta trascorrendo una momento di metamorfosi dovuto anche alle cambiate ragioni politiche, non rinunciando per questo ai suoi ideali sociali. Il suo discorso cinematografico ci ha guadagnato, essendosi allargato in maniera più efficace dal punto di vista della storia. Il titolo italiano non può essere più banale di così, ma quello che conta è il film, che raggiunge gli scopi voluti. La guerra...
voto al film: 
11 maggio 2011 Opinione di fralle su "L'altra verità"
Sconvolgente!!! per gli aspetti che rivela di queste sporche guerre:come se ce ne fosse bisogno!!! Sempre grande KEN LOACH
voto al film: 
7 maggio 2011 Opinione di lorenzodg su "L'altra verità"
L'ultimo Ken Loach è un film di poco spessore, scarno emotivamente, alquanto spento, con didascalia ripetuta e una fastidiosa scrittura. Tutto ciò invita lo spettatore ad assorbirlo (con coraggio) guardando spesso l'orologio. Si deve dire che la morale (o quella che ne viene) è oltremodo risibile; l'amicizia virile tra Fergus (Mark Womack) e Frankie (John Bishop) diventa pesante e cadenzata male lungo l'arco di tutto il film. Tutto diventa rituale e risaputo: le scene...
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7 maggio 2011 Opinione di leporello su "L'altra verità"
Mi iscrivo al club di quelli che non hanno apprezzato la trasposizione dal micro al macrocosmo che il buon Loach ha scelto di fare. I grossi scenari internazionali pare non si addicano al nostro, qui alle prese con una storia non troppo intrigante, ma soprattutto preoccupa che anche uno degli ultimi che osava dedicarsi all’uomo sociale singolarmente inteso, notoriamente fuori moda da lungo tempo, si sia voluto trasferire sotto i riflettori di un cronicismo inflazionatissimo, al...
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