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The Runaways (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Runaways: assente
Ritmo ritmo in The Runaways: presente
Impegno impegno in The Runaways: assente
Tensione tensione in The Runaways: presente
Erotismo erotismo in The Runaways: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a The Runaways (voti: 4 media: 2,75) 4

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Videoclip | Neon Angel Live

The Runaways Videoclip | Neon Angel Liveplay

La trama

Successi e contraddizioni delle The Runaways, un gruppo musicale formato da ragazzine che, a metà degli anni '70, diventa la prima band tutta al femminile a conquistare il mondo dell'hard rock: dalla formazione della band al successo negli Stati Uniti e in Giappone. Sarà proprio il tour nipponico a far emergere vari problemi, portando allo scioglimento del gruppo. 

Tratto dall'autobiografia di Cherie Currie, Neon Angel, una riflessione sulla sua esperienza da rock star ma anche un forte monito contro la droga.

L'opinione più votata

Di AlexPortman80 scritta il 22/08/2011 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Voto: 7/10. 1975: il rock è un universo maschile fino a quando esplode il fenomeno delle Runaways, la prima band tutta al femminile. Quella svolta nel mondo della musica è il soggetto dell’opera prima dell’italianissima Floria Sigismondi (è nata a Pescara nel 1965), che precedentemente aveva diretto videoclips, corti e documentari (tra cui “Best of Bowie”).
Sceneggiato dalla stessa regista dal libro autobiografico di Cherie Currie e con l’ausilio della produttrice esecutiva Joan Jett, “The Runaways” non ha però alcun taglio documentaristico, è semplicemente un film musicale: come dice la regista “è la storia di un passaggio all’età adulta (a tal proposito la primissima sequenza è piuttosto efficace, n.d.a.), ma di un passaggio così veloce ed intenso che queste ragazze, nell’andare troppo lontano, rischiano di perdersi. Vorrei restituire la sostanza di una relazione, di una corrente e di un’epoca”. Personalmente ritengo che la Sigismondi in gran parte vi sia riuscita, mostrandoci il tentativo di fuga di queste ragazze dagli stereotipi di quegli anni, soprattutto quelli concernenti cantanti e  gruppi dei ’70, tentativo però non riuscito, dato che pure le Runaways sono cadute nelle medesime trappole arrivando ad un rapido scioglimento. La confezione del film in effetti è piuttosto patinata e “brillante” (droga, ed eccessi, pur mostrati, vengono lasciati abbastanza sullo sfondo), ma ritengo sia dovuto principalmente a due fattori: da una parte l’epilogo dell’avventura della band, che non è certo drammatico come altri casi (non sono sicuro su tutte le componenti, ma Jett e Currie non ci hanno lasciato le penne), in secondo luogo la volontà di renderlo più appetibile ad un pubblico giovane (ed anche la scelta del cast va in questa direzione). Scopo non del tutto raggiunto, se è vero che la pellicola è uscita negli USA “rated R” (incassando in giro per il mondo meno di 5 mln di $, quasi tutti negli USA, a fronte dei 10 del budget), ma è la rete ormai ad avere un ruolo sempre più importante, soprattutto per opere, come questa, inedite in gran parte del globo.
A differenza di altre opinioni sul film, non penso sia un difetto la scelta di inserire nella soundtrack (soprattutto nella prima parte) anche brani non delle Runaways: David Bowie, Gary Glitter, T. Rex (oltre a Iggy Pop e Sex Pistols) rappresentavano i sogni, le ispirazioni per queste ragazze, e per la Jett in particolare, e sono utili a caratterizzare meglio le protagoniste, parallelamente all’habitat in cui stavano crescendo, una soleggiata (e opprimente) San Fernando Valley (California), e ai costumi e alle acconciature (ottimo il lavoro di Carol Beadle e Tanya Cookingham rispettivamente). La fotografia e le scenografie del premio Oscar (per “Il labirinto del fauno”) Eugenio Caballero seguono passo passo il percorso artistico delle ragazze, scegliendo ambienti sempre più scuri o artificiali e alienanti (come quelli delle sequenze durante la tournee in Giappone). ESPANDI +
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SI

Opinioni su The Runaways


22 agosto 2011 Opinione di AlexPortman80 su "The Runaways"
AlexPortman80

Voto: 7/10. 1975: il rock è un universo maschile fino a quando esplode il fenomeno delle Runaways, la prima band tutta al femminile. Quella svolta nel mondo della musica è il soggetto dell’opera prima dell’italianissima Floria Sigismondi (è nata a Pescara nel 1965), che precedentemente aveva diretto videoclips, corti e documentari (tra cui “Best of Bowie”). Sceneggiato dalla stessa regista dal libro autobiografico di Cherie Currie e con...

voto al film: AlexPortman80 assegna il voto sufficiente a The Runaways (2010)

2 commenti
[utile per 7 utenti]

17 ottobre 2010 Opinione di Abilene su "The Runaways"
Abilene

Non è un gran film, ma ha un merito: far conoscere Joan Jett alle nuove generazioni. Come al solito in tutti questi film biografici americani sulle rockstar mancano vere e proprie scene sesso-droga-rocknroll e tutto è tranquillo e ripulito. Non mi sembra che nel film si vedano scene particolarmente trasgressive a parte le due protagoniste che sniffano sull'aereo. Molto spazio a Joan Jett e Cherie Currie e praticamente niente sulle altre componenti. :( Lita Ford parla in un paio...

voto al film: Abilene assegna il voto mediocre a The Runaways  (2010)

nessun commento
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10 agosto 2010 Opinione di nickoftime su "The Runaways"
nickoftime

Nell’america degli anni 70 il rock al femminile non è ancora sdoganato: è il momento della contestazione giovanile, del ribellismo ad ogni costo, ma anche della delusione di un sogno divenuto già Utopia: in questo contesto di note ribelli ed Umori musicali si inserisce la parabola di un gruppo di Amazzoni con la chitarra in mano, capaci di trasformare il giocattolo per soli uomini in uno spazio eterogeneo, capace di accelerare un fenomeno come quello delle band rock interamente...

voto al film: nickoftime assegna il voto mediocre a The Runaways  (2010)

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