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Ospiti pericolosi (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Ospiti pericolosi: assente
Ritmo ritmo in Ospiti pericolosi: assente
Impegno impegno in Ospiti pericolosi: assente
Tensione tensione in Ospiti pericolosi: assente
Erotismo erotismo in Ospiti pericolosi: assente

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La trama

Seconda guerra mondiale, nella Francia sotto l'occupazione nazista. Una famiglia francese decide di nascondere una famiglia ebrea, nonostante l'altissimo rischio che comporterebbe l'essere scoperti. Tra il piccolo François (Stanislas Crevillén), il figlio dei padroni di casa, e Georgi, la ragazzina ebrea, nasce una bellissima amicizia. Ma la situazione, già difficile e pericolosa, lo diventa ancor di più quando nella casa si installa anche un generale nazista.  

L'opinione più votata

Di yume scritta il 17/01/2011 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Adattamento del romanzo di Philippe Labro Le petit garcon, Ospiti pericolosi (titolo italiano che ne appiattisce alquanto sfaccettature e chiaroscuri) è un film di Granier-Deferre, regista di buone capacità artigianali ma poco premiato da critica e pubblico, tranne che per Una donna alla finestra, autore forse discontinuo, certo capace di esibire ogni volta cast di prestigio, da Philippe Noiret a Jeanne Moreau, Emanuelle Seigner e Lino Ventura.
In questa pellicola del ’95, penultimo lungometraggio prima della lunga serie televisiva sul commissario Maigret, una parte breve e intensa è del grande Serge Reggiani, già parecchio avanti negli anni.
E’ Germain, figura di solitario amico del bambino e delle piante, in esilio volontario (capiremo a metà film, per ragioni politiche) un passato da intellettuale éngagé che una volta, dice al piccolo Francois, “fabbricava frasi”.
Segnano un punto a favore la misura discreta con cui nel film si tratta la storia e la scelta del racconto ellittico, con angolature parziali e fortemente scorciate per uno sguardo sulla guerra (siamo nella Francia invasa dai nazisti) da una prospettiva non insolita, ma sempre capace di fascino, quella di Francois, le petit garcon di nove o dieci anni.
Tutto quanto della guerra sappiamo, soprattutto di quella vissuta dai civili lontano dal fronte, è filtrato dall’occhio ingenuo ma attento del bambino, che convive con eventi e personaggi trascoloranti in strane favole (l’uomo “nero” che tesse legami fra il padre e i centri della Resistenza, la famiglia di ebrei nascosti in cantina, misteriose creature silenziose che sembrano partorite dal ventre profondo della casa, la signora Roussel, bella maestra che lui guarda affascinato muoversi per casa come una fata, e concentrarsi sull’ortografia diventa sempre più difficile).
Location della storia è la campagna francese (Vallée de Tescou nel sud-ovest del paese) mondo di serena semplicità, tra galline che razzolano, merende nella grande cucina, il rito dell’uccisione del maiale, corse in bici per le strade sterrate della vallata.
I Dande, famiglia numerosa e vociante, vive qui lontana da Parigi da qualche anno, in attesa di tempi migliori.
La villa di famiglia è una grande casa di stile basco, un bozzolo di pace dove si consumano i riti quotidiani,  un grammofono diffonde voci di vecchi chansonniers, la grande giara del giardino governa come un nume tutelare quell’universo protetto, e sarà profanata dai proiettili sparati per gioco dai Tedeschi che s’insedieranno in un’ala della grande casa.
Il loro arrivo è annunciato da Francois, che corre a casa trafelato gridando, quasi fosse arrivato il Circo, “ci siamo, ci siamo, i tedeschi sono arrivati”, e già una carrellata aveva inquadrato facce attonite di ragazzini che guardavano in piazza, infilati fra le sbarre di una cancellata, il corteo degli autoblindo,
Nel paese la vita scorre come ovunque nei piccoli centri agricoli, e lo straniamento che nasce dal veder sovrapporsi a questo ritmo naturale delle cose scene di deportazione o impiccagione è lo stesso che coglierebbe chiunque di fronte all’assurdo che diventa quotidiano. ESPANDI +
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Opinioni su Ospiti pericolosi


17 gennaio 2011 Opinione di yume su "Ospiti pericolosi"
yume

Adattamento del romanzo di Philippe Labro Le petit garcon, Ospiti pericolosi (titolo italiano che ne appiattisce alquanto sfaccettature e chiaroscuri) è un film di Granier-Deferre, regista di buone capacità artigianali ma poco premiato da critica e pubblico, tranne che per Una donna alla finestra, autore forse discontinuo, certo capace di esibire ogni volta cast di prestigio, da Philippe Noiret a Jeanne Moreau, Emanuelle Seigner e Lino Ventura. In questa pellicola del...

voto al film: yume assegna il voto buono a Ospiti pericolosi (1995)

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