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Opinione di ed wood su Due in uno

[Dva v odnom, Ucraina, Russia 2007, Commedia, durata 125']   Regia di Kira Muratova
Con Natalya Buzko, Renata Litvinova, Nina Ruslanova, Bogdan Stupka




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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20/11/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Meno brillante dello splendido "Melodie Per Organetto", qua e là pretestuoso e sfocato, anche questo bizzarro film dimostra tuttavia come la Muratova sia, oggi a 77 anni, una delle menti più creative della Settima Arte. Le sue opere sono fuori da ogni canone, l'atmosfera che vi si crea è unica, così come il senso del Tempo con cui si dilatano a piacimento le derive "narrative". Tempo che, se in Tarkovskij era "scolpito", nella sua erede ucraina è stagnante, indefinito, incantato. Nell'ammirare i volteggi vertiginosi della mdp farsi strada fra sipari, funi, fondali e altri oggetti di scena (incluso un cadavere), si pensa quasi a De Palma o a qualche nuova leva esibizionista: e invece è lei, la misconosciuta maestra di Odessa. Due film in uno, quindi: il primo sulla morte, il secondo sul sesso. Formalmente, il primo sul teatro, il secondo sul cinema. Se il passaggio fra la dimensione da "stage" e quella da "set" viene condotto con maestria ed eleganza, tanto da venire quasi rapiti dal palcoscenico e portati dolcemente per mano in un invernale cine-mondo, il transfert tematico è molto più scollato, tanto che la Morte evocata, compianta, sdrammatizzata, accarezzata e infine nascosta nella prima metà del film si stempera a fatica nelle vicende di un padre sessuomane, quasi incestuoso, della sua figlia passiva e della svampita, ma non ingenua, bionda ospite della sua ricca dimora. Il desiderio frustrato, tanto dalla vecchiaia quanto dalla tenacia femminile, è forse il vero "contrappunto" alla Morte che ossessionava la prima parte. E allora, "Due In Uno", è un'altra magica, grottesca, assurda fantasia meta-filmica, trans-artistica (fondendo non solo teatro e cinema, ma anche pittura, scultura, musica e altro), libera come il pensiero, stravagante come un sogno, deliziosamente sconclusionata; degno del miglior Fellini, è un viaggio errabondo che, per quanto testardamete ondivago, fa passare profonde e disincantate riflessioni sulla vecchiaia, il desiderio, la donna, l'arte e tanto altro.


SI

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