Opinione di ed wood su Due in uno
Con Natalya Buzko, Renata Litvinova, Nina Ruslanova, Bogdan Stupka
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Meno brillante dello splendido "Melodie Per Organetto", qua e là pretestuoso e sfocato, anche questo bizzarro film dimostra tuttavia come la Muratova sia, oggi a 77 anni, una delle menti più creative della Settima Arte. Le sue opere sono fuori da ogni canone, l'atmosfera che vi si crea è unica, così come il senso del Tempo con cui si dilatano a piacimento le derive "narrative". Tempo che, se in Tarkovskij era "scolpito", nella sua erede ucraina è stagnante, indefinito, incantato. Nell'ammirare i volteggi vertiginosi della mdp farsi strada fra sipari, funi, fondali e altri oggetti di scena (incluso un cadavere), si pensa quasi a De Palma o a qualche nuova leva esibizionista: e invece è lei, la misconosciuta maestra di Odessa. Due film in uno, quindi: il primo sulla morte, il secondo sul sesso. Formalmente, il primo sul teatro, il secondo sul cinema. Se il passaggio fra la dimensione da "stage" e quella da "set" viene condotto con maestria ed eleganza, tanto da venire quasi rapiti dal palcoscenico e portati dolcemente per mano in un invernale cine-mondo, il transfert tematico è molto più scollato, tanto che la Morte evocata, compianta, sdrammatizzata, accarezzata e infine nascosta nella prima metà del film si stempera a fatica nelle vicende di un padre sessuomane, quasi incestuoso, della sua figlia passiva e della svampita, ma non ingenua, bionda ospite della sua ricca dimora. Il desiderio frustrato, tanto dalla vecchiaia quanto dalla tenacia femminile, è forse il vero "contrappunto" alla Morte che ossessionava la prima parte. E allora, "Due In Uno", è un'altra magica, grottesca, assurda fantasia meta-filmica, trans-artistica (fondendo non solo teatro e cinema, ma anche pittura, scultura, musica e altro), libera come il pensiero, stravagante come un sogno, deliziosamente sconclusionata; degno del miglior Fellini, è un viaggio errabondo che, per quanto testardamete ondivago, fa passare profonde e disincantate riflessioni sulla vecchiaia, il desiderio, la donna, l'arte e tanto altro.
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