Buried. Sepolto (2010)
Con Ryan Reynolds, Robert Paterson, José Luis García Pérez, Stephen Tobolowsky, Samantha Mathis, Warner Loughlin, Ivana Miño, Erik Palladino, Heath Centazzo, Joe Guarneri
02/04/2011
"Red Lights": De Niro, sensitivo "blues brother"
E' di scena il paranormale e il Mondo distorto dalla nostra percezione del cervello, un'ottica la sua sempre poco affidabile rispetto ad una realtà ben più complessa. Stiamo parlando...
di Travis Bickle 1979
La trama
Paul Conroy (Ryan Reynolds) è un mercenario americano che da tempo lavora come camionista in Iraq. Dopo aver subito un rapido e improvviso attacco a bordo del suo convoglio, l'uomo perde e i sensi e quando si risveglia si ritrova sepolto vivo all'interno di una bara. Gli unici strumenti che Paul ha a sua disposizione per cercare di liberarsi da questa trappola mortale sono una torcia elettrica e un telefono cellulare. L'uomo comincia una lotta contro il tempo per riuscire a uscire dalla tomba.
Un “racconto del terrore” che vorrebbe collocarsi nella scia di Matheson o dello Zio Tibia cui mancano però sia la paura sia l’inquietudine. Uno showcase. Un “pitch” di un regista che si candida ad altre imprese. Il risultato, quindi, è dall’elettroencefalogramma piattissimo dominato da una “noia” che ironicamente è il risultato di un’idea di cinema manipolatoria e autoritaria.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 41/2010
L'opinione più votata
Di spopola scritta il 27/07/2011 - utile per 21 utenti
Voto al film: 
Lo potremmo definire un ingegnoso thriller sui generis e un po’ minimalista con un’”idea forte di partenza”, che è però “a suo modo” anche un sottinteso omaggio citazionista a Hitchcock e alle sue “esercitazioni acrobatiche” di un tempo (mi riferisco ovviamente a Nodo alla gola realizzato con un limitatissimo numero di piani sequenza, ma articolati in modo che alla fine sembri tutto registrato in tempo reale e in diretta per le ingegnose soluzioni messe in campo con l’intento di mascherare le inevitabili “pause” necessarie per ricaricare la pellicola nella cinepresa, ma anche a Prigionieri dell’oceano, ambientato “a cielo aperto”, e concentrato interamente su una scialuppa di salvataggio carica di naufraghi alla deriva nel mezzo di un oceano “ricostruito” in studio). E’ evidente che la tecnologia moderna può adesso renderle più ardite queste “esercitazioni”, ed è proprio ciò che fa Cortés, visto che per non smontare l’angoscia e la tensione, non porta mai davvero lo spettatore in superficie, il che è un’impresa stimolante ma anche, come si è visto, un po’ temeraria.
Il rischio era davvero grande, come può esserlo quello che si corre quando si sceglie di realizzare una storia non solo con un’unica location così particolare, ma anche con un solo personaggio, e devo dire che alla fine, il regista (pur con qualche piccola ma non secondaria riserva) la sua sfida l’ha ampiamente vinta, almeno sotto il profilo della “partecipazione” e del coinvolgimento che è costante e totale.
E’ evidente comunque che a Cortés interessa più l’involucro (il “giocattolone” che ha costruito) di quello che contiene (che è in ogni caso anche troppo “sostanzioso”) poichè gioca le sue carte migliori più che sugli stilemi del genere di riferimento, sull’intensificazione claustrofobica delle immagini che raggiungono un forte impatto proprio sul piano delle emozioni. Infatti, al di là di ciò che ha generato la condizione di “sepolto vivo” del protagonista (che ha riferimenti diretti con l’attualità e non è una banale storia un po’ fantascientifica) che pure occupa uno spazio importante nel racconto, la speciale rappresentazione delle cose, punta soprattutto nella direzione quasi subliminale di far emergere dall’inconscio le paure ataviche che ogni uomo cova e “nasconde” nel suo immaginario, e questo genera inevitabilmente un fortissimo scompenso sensoriale quasi di angosciante “soffocamento” perché per l’intera ora e mezzo circa che è la durata effettiva di una pellicola portata avanti e realizzata senza “divagazioni” o parentesi, anche lo spettatore si ritrova alla fine suo malgrado “imprigionato” dentro a quella cassa a corto d’aria. ESPANDI +
- negative [17]
- sufficienti [10]
- positive [14]
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16 maggio 2012 Opinione di supadany su "Buried. Sepolto"
VOTO : 6/7. “Buried” è un prodotto filmico originale, o forse sarebbe meglio definirlo oltranzista, che coltiva a denti stretti una sua (sana) idea di cinema e la porta a compimento in maniera coerente senza grosse sbavature. Detto questo si può quasi parlare di impresa, perché rimanere per circa novanta minuti in un unico minuscolo ambiente (la bara) mette a dura prova (non solo lo spettatore, ma soprattutto lo sceneggiatore), ma poi il risultato, per quanto lontano dall’idea di...
voto al film: 
8 febbraio 2012 Opinione di scandoniano su "Buried. Sepolto"
Prima della visione del film, è lecito chiedersi come si possa tenere alta l’attenzione degli spettatori per un’ora e mezza, mostrando un uomo chiuso in una cassa. Eppure “Buried – Sepolto” ci riesce, grazie ad un ritmo che, paradossale a dirlo, è decisamente all’altezza di un thriller come si deve. Il compito della regia, ma soprattutto di coloro che provvedono alla scrittura del film, è portato a compimento con grande dovizia, tanto che il film risulta meritevole di essere...
voto al film: 
30 gennaio 2012 Opinione di emil su "Buried. Sepolto"
Vedetevi la puntata speciale di CSI "Grave Danger". Vale almeno tre volte questo filmetto che si dà arie perchè indipendente, ma di fatto appare come artificiale e posticcio. il discreto finale non basta. Bravo comunque Reynolds.
voto al film: 
26 gennaio 2012 Opinione di Tex Murphy su "Buried. Sepolto"
Non c'è nulla di interessante in questo claustrofobico film che si svolge tutto dentro una cassa da morto. Niente suspense, ne orrore ne tantomeno approfondimento psicologico dei personaggi. Il nulla ermeticamente sepolto. In compenso il protagonista riesce per un'ora e mezza a chiamare e ricevere telefonate da mezzo mondo, fare video, riceverli, imprecare e insultare praticamente tutti quelli con cui parla.....alla fine non vedevo l'ora che crepasse.
voto al film: 
24 gennaio 2012 Opinione di sandro46 su "Buried. Sepolto"
Mi ha ricordato quella famosa serie tv "ai confini della realtà" in cui gli episodi erano sempre originali e prendevano lo spettatore pur essendo molti "corti". Ci rimanevi male perchè finivano presto! Qui, almeno,la storia te la gusti tutta . Il finale però, doveva essere più originale. Comunque qui non mi dite che è il solito film.Se uno lo va a vedere si" aspetta" sens'altro quello che poi ci è rimasto male.....Almeno gli spagnoli ci provano a fare films diversi dai...
voto al film: 
24 gennaio 2012 Opinione di gene55 su "Buried. Sepolto"
Buried-Sepolto è un "outing" cinematografico/claustrofobico,che racchiude al suo interno un coraggio non comune,ed una profezia conosciuta ma spesso ignorata. Il coraggio è lampante:girare un film in mono-inquadratura,circondando lo spettaore con travi di legno e poco altro,dimostra un forte senso della sfida. Una sfida alla noia e alla prevedibilità,aggettivi molto comuni tra quelli legati a questo film. La noia,come tuti gli altri sintomi di malessere,è una sensazione che va curata con...
voto al film: 
29 dicembre 2011 Opinione di Booh su "Buried. Sepolto"
Ci sono scritte opinioni dappertutto riguardo al film tra cui quella che dice che il finale rende il film un "capolavoro". Si è vero, la storia è coinvolgente da tanti aspetti ma il film non è altro che un thriller girato in una tomba. Un pò noioso, mi aspettavo di meglio.
voto al film: 
27 novembre 2011 Opinione di robinhood1 su "Buried. Sepolto"
Film praticamente a costo zero, L'abilità del regista e dell'attore è stato come catturare il lettore in un set ristrettissimo, veramente bravi. Inoltre due cose mi hanno profondamente colpito la prima e come operano le ditte statunitensi in Iraq(in barba ai diritti sindcali e umani) e la seconda come vi è tutta una guerra in Iraq (e più in generale in quelle moderne) che non ci raccontato. Il sospetto, conoscendo gli americani, e che purtroppo questa storia sia veramente acaduta.
voto al film: 
4 novembre 2011 Opinione di bellahenry su "Buried. Sepolto"
si è parlato tanto di questo film...troppo. fare un film di 90 minuti su una persona chiusa al buoi è difficile e certo qui non sono riuti nell'impresa. appena abbiamo capito la situazione regna la noia,l'idea del riscatto l'ho trovata ridicola e cmq è solo la noia a regnare nella parte centrale del film. anche il finale non da il sussulto che vorrebbe. l'attore ha la faccia antipatica ma non posso dirlo per ogni film che fa. inutile.
voto al film: 
1 novembre 2011 Opinione di Stuntman Miglio su "Buried. Sepolto"
Avere una buona intuizione e fottersela miseramente in banalità. Questo, in grezza sintesi, il mio pensiero su "Buried" di Rodrigo Cortés. Mediamente sopravvalutato da critica e pubblico, il film che vede Ryan Reynolds dimenarsi e disperarsi in una bara per novanta minuti non è altro che una bufala. Una delusione per povertà di scrittura e mancanza di pathos, irritante per quel continuo insistere sul product placement, imbarazzante per quei (inutili) passaggi sul datore di lavoro e la...
voto al film: 
- negative [17]
- sufficienti [10]
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