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Un anno da ricordare (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un anno da ricordare: minimo
Ritmo ritmo in Un anno da ricordare: presente
Impegno impegno in Un anno da ricordare: minimo
Tensione tensione in Un anno da ricordare: presente
Erotismo erotismo in Un anno da ricordare: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Un anno da ricordare

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Un anno da ricordare (voti: 4 media: 2,00) 4

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La trama

La storia dell'impresaria Penny Chenery e del suo cavallo Secretariat. Penny (Diane Lane), rileva l'allevamento del padre e, grazie anche all'aiuto dell'allenatore Lucien Laurin  (John Malkovich), guida il purosangue Secretariat alla vittoria della prestigiosa Triple Crown, la Triplice Corona dei purosangue da corsa. 

Il film ha impennate irregolari e dà il meglio di sé soprattutto nelle gare, in cui si vede lo sguardo e si sente il cuore di Secretariat, e nella complicità tra la protagonista e l’addestratore interpretato da John Malkovich. Siamo sull’onda di Seabiscuit e Dreamer, con tracce del filone sulla boxe (i bei duelli verbali in conferenza stampa alla Rocky). Ma manca qualcosa per superare l’ostacolo decisivo.

La recensione di FilmTv

Di Simone Emiliani - FilmTV n. 24/2011

Ritorna a essere emanazione “coppoliana” Diane Lane, non quella fasulla di Come un uragano. In Un anno da ricordare è Penny Chenery, casalinga e madre di famiglia che emerge nel mondo dei cavalli grazie a Secratariat, purosangue inglese, vincitore della Triple Crown. Una figura reincarnata sullo schermo (sia il personaggio sia l’attrice) in un biopic liberamente ispirato al libro Secretariat: the Making of a Champion di William Nack, senza troppe vertigini ma comunque solido nel mantenere alta la tensione emozionale in un film basato su una storia vera. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Stuntman Miglio scritta il 01/05/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto mediocre

Nella fattispecie, l'anno da ricordare citato nel titolo italiano è il 1973, quello in cui il purosangue Secretariat vinse la mitica Triple Crown confermandosi uno dei più grandi cavalli di razza ( e da corsa) di tutti i tempi. Strutturato come altri titoli del filone "cinema ed ippica" come Seabiscuit, Dreamer, o Black Stallion, il film del sempre melodrammatico Randall Wallace segue le gesta del suo straordinario protagonista animale abbinandolo alle vicende degli uomini e donne che gli ruotano attorno: dalla caparbia ed anticonformista proprietaria all'eccentrico allenatore francese, dall'impavido fantino agli inevitabili ed impotenti concorrenti. Sullo sfondo gli anni '70, l'emancipazione femminile ed una bella dose di buoni sentimenti che, abbinata alla componente agonistica/sportiva ammantata di mito, vanno alla disperata ricerca di facile empatia con il pubblico così come Secretariat conquista i propri sostenitori vincendo le gare partendo sistematicamente dall' ultima posizione. Un classico ma l'ingombrante retorica del cinema di Wallace non giova al film e fatta eccezione per un paio di sequenza di gara in soggettiva, il bizzaro guardaroba di Malkovich e la sempiterna bellezza della Lane, "Un anno da ricordare" finisce tranquillamente nel dimenticatioio.
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SI

Opinioni su Un anno da ricordare


1 maggio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Un anno da ricordare"
Stuntman Miglio

Nella fattispecie, l'anno da ricordare citato nel titolo italiano è il 1973, quello in cui il purosangue Secretariat vinse la mitica Triple Crown confermandosi uno dei più grandi cavalli di razza ( e da corsa) di tutti i tempi. Strutturato come altri titoli del filone "cinema ed ippica" come Seabiscuit, Dreamer, o Black Stallion, il film del sempre melodrammatico Randall Wallace segue le gesta del suo straordinario protagonista animale abbinandolo alle vicende degli uomini e donne che gli...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto mediocre a Un anno da ricordare (2010)

2 commenti
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