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Metti, una sera a cena (1969)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Metti, una sera a cena: minimo
Ritmo ritmo in Metti, una sera a cena: presente
Impegno impegno in Metti, una sera a cena: minimo
Tensione tensione in Metti, una sera a cena: minimo
Erotismo erotismo in Metti, una sera a cena: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Metti, una sera a cena

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Metti, una sera a cena (voti: 8 media: 2,38) 8

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locandina di Metti, una sera a cena

La trama

Il quadrangolo morboso si trasforma in un... pentagono.

Michele è uno scrittore sposato con Nina. Ospiti della coppia sono spesso Giovanna, che è innamorata di lui, e Max , l'amante di Nina. Alla ricerca di più eccitanti trasgressioni, Max procura alla donna un amante a pagamento, ma tra quest'ultimo e Nina sembra nascere un amore esclusivo. È solo una breve parentesi, la noia borghese ha poi di nuovo il sopravvento.  

Giuseppe Patroni Griffi porta sullo schermo uno dei suoi maggiori successi teatrali, ma l'ambiguo ritratto di famiglia dell'originale sfuma nell'estetismo fine a se stesso del film. Belle, ma da calendario Pirelli, le immagini erotiche fotografate da Tonino Delli Colli.

L'opinione più recente

Di emmepi8 scritta il 20/01/2012

Voto al film: voto mediocre

  Secondo film di Patroni Griffi dopo il tonfo de Il Mare, che ebbe il torto di essere travolto in mare di intellettualismo alla Resnais, ma che di questo regista non aveva solo che l’apparenza; qui siamo in una produzione mirata e nata dal successo travolgente teatrale della Compagnia dei Giovani, su cui Patroni Griffi aveva scritto appositamente il testo, tenendo conto della divina Rossella Falk, quale interprete principale. Nel film tutto gira intorno invece a Florinda Bolkan astro nascente del nostro cinema, per cui Marina Cicogna aveva costruito questo film evento e tempista, con un argomento in cui la censura era rimasta con le mani imbrigliati alla grande, già nel solo pensiero di farne un film. Premetto che non conosco l’opera teatrale e quindi mi baso solo su quello che il cinema ci ha dato e diciamo che oggi più che mai lo si può vedere come un’operazione vacua, noiosa e volutamente labirintica, dove in questo meccanismo cerca di nascondere il più possibile il gioco da salotto, che all’epoca poteva essere frainteso con l’onda di contestazione sessantottina su cui certo il cinema furbetto cercava di inserirsi. Patroni Griffi non ha capito mai molto di cinema, pur avendo delle qualità teatrali non indifferenti, ma spesso si è scoperto in atteggiamenti provocatori fine a sé stessi, colpevoli solo di voler sfruttare l’attenzione del pubblico basandosi solo sull’effetto facile e scandalistico, che ha tavolino veniva studiato in maniera meccanica. Le sue qualità drammaturgiche infatti sono tutte invecchiate precocemente e negli anni hanno tutte messo in evidenza solo le presunte furberie in cui un autore, come questo caso, si era basato, e cui a anche personalità di spessore si erano affidate in maniera fiduciosa. Tornando al film, che è poi basato su tutto quello che è stato il comportamento artistico ed intellettuale del drammaturgo, rimane una scatola vuota con un argomento vano e falso e di un vuoto che vorrebbe essere sostenuto solo da un gioco erotico, su cui si basò poi tutto il lancio del film, attirando il pubblico anche più distante solo per il fattore prouderie, che poi lasciò a bocca asciutta i più, essendo un erotismo troppo astratto più detto che attuato, quindi enunciando problemi di censura che forse non sono mai esistiti. Dario Argento contribuì alla sceneggiatura, dove si cercò di rendere più efficace, cinematograficamente parlando, la storia con colpi di flash back, e quindi detronizzare l’innata destinazione teatrale a cui il testo in maniera naturale faceva riferimento, il regista poi inserì anche una rappresentazione di Pirandello: Sei Personaggi in Cerca di Autore, cercando di accostare il suo pensiero a quello del grande drammaturgo, con un pizzico di presunzione, e a dire pizzico è dire poco, vendendolo anche come un omaggio alla rappresentazione rimasta famosa della Compagnia dei Giovani del testo pirandelliano. Il cast era all’epoca molto funzionale, partendo proprio dalla Bolkan che iniziò una carriera di tutto rispetto con trampolino di lusso come questo, Musante sostituì all’ultimo momento Gian Maria Volontè che contestò il suo ruolo e l’intero film, l’attore americano ebbe così una buona occasione per lavorare nel nostro cinema; il resto del cast si inseriva perfettamente nelle pieghe di un cinema intellettuale a partire dal grande Trintignant, legato moltissimo ad un cinema di ricerca, continuando con la partecipazione della Girardot in un ruolo più con i piedi per terra, continuando con l’infiltrato Capolicchio ( con una capigliatura davvero insostenibile!!) astro nascente di un probabile nostro cinema di contestazione, ma che purtroppo non ebbe poi un grande seguito al cinema. Ci sono poi partecipazioni di lusso, con artisti teatrali di prima linea in ruoli aggiunti come Adriana Asti
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SI

Opinioni su Metti, una sera a cena


20 gennaio 2012 Opinione di emmepi8 su "Metti, una sera a cena"
emmepi8

  Secondo film di Patroni Griffi dopo il tonfo de Il Mare, che ebbe il torto di essere travolto in mare di intellettualismo alla Resnais, ma che di questo regista non aveva solo che l’apparenza; qui siamo in una produzione mirata e nata dal successo travolgente teatrale della Compagnia dei Giovani, su cui Patroni Griffi aveva scritto appositamente il testo, tenendo conto della divina Rossella Falk, quale interprete principale. Nel film tutto gira intorno invece a Florinda Bolkan astro...

voto al film: emmepi8 assegna il voto mediocre a Metti, una sera a cena (1969)


27 febbraio 2008 Opinione di mm40 su "Metti, una sera a cena"
mm40

Morbosa dissertazione sulla noia borghese, che ben presto si tramuta in pretenzioso apologo sulla borghesia noiosa. Tradimento, sensi di colpa, ricerca interiore in profondità, tutto con un tono teatrale esasperato, senza alcuna concessione alla forma-film se non nella gran cura della fotografia. Lo sbadiglio è assicurato.

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Metti, una sera a cena (1969)



9 febbraio 2007 Opinione di chribio1 su "Metti, una sera a cena"
chribio1

film abbastanza impegnativo che in qualche punto ricorda "the dreamers" di Bertolucci.per il resto e' anche un po' noioso.voto.5.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Metti, una sera a cena (1969)



2 gennaio 2007 Opinione di wakeup-neo su "Metti, una sera a cena"
wakeup-neo

metti, a cavallo della contestazione, un successo teatrale di Patroni Griffi e Dario Argento alla sceneggiatura. Quello che ne esce fuori è un datatissimo frullato pop che si perde dietro a provocazioni che cervellotiche battute a sfondo psicopolitico tentano di rendere meno pruriginose. Formalmente interessante, non riesce ad evitare né la noia né, ogni tanto, il ridicolo. Reperto storico.

voto al film: wakeup-neo assegna il voto mediocre a Metti, una sera a cena (1969)



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