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Il cigno nero (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il cigno nero: assente
Ritmo ritmo in Il cigno nero: presente
Impegno impegno in Il cigno nero: minimo
Tensione tensione in Il cigno nero: minimo
Erotismo erotismo in Il cigno nero: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Il cigno nero

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Il cigno nero (voti: 235 media: 3,60) 235

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locandina di Il cigno nero

Clip 8 | Seduzione

Il cigno nero Clip 8 | Seduzioneplay

20/07/2011

I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("Buried", "Il cigno nero")

Dopo che, io e Spopola, abbiamo inaugurato la nuova catena "emozionale" di questi nuovi post sulle nostre esperienze, prosegue il nostro viaggio attraverso le pellicole che abbiamo considerato...

di Travis Bickle 1979

La trama

Nina, una ballerina di una compagnia di New York soggiogata dalle ambizioni delle madre, vive per la danza, con completa abnegazione. Scelta come prima ballerina per interpretare _Il lago dei cigni_, viene indotta dal coreografo a scoprire il proprio oscuro, così che possa interpretare il cigno nero con la stessa efficacia con cui incarna la purezza di quello bianco. 

Tra Hitchcock e Powell/Pressburger, Aranofsky continua la sua esplorazione del rapporto tra carne e psiche, con la sfrontatezza di un cinema che intende dar forma a un labirinto psicologico, senza remore, timore del ridicolo, nel mondo violento dello spettacolo. Incetta di premi per l'interpretazione della Portman.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 7/2011

Darren Aronofsky fa paura, ossessivo, psichedelico, oltraggioso con i suoi film all’acido lisergico, da Pi greco. Il teorema del delirio a The Fountain, accolto alla Mostra di Venezia 2006 come una indigesta favola new age arrampicata sull’albero della vita. E dopo la parentesi The Wrestler, Leone d’oro a sorpresa nel 2008, eccolo di nuovo colpito dall’anatema festivaliero. Il cigno nero massacrato come il corpo sanguinante di Natalie Portman, la dannata dalle scarpette rosse. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 16/08/2011 - utile per 37 utenti

Voto al film: voto buono

“Le pellicole che hanno influenzato questo film sono molte, da Scarpette rosse a La mosca di David Cronenberg, solo per citarne alcune. E indubbiamente ho pensato anche a Eva contro Eva quando dirigevo Black Swan. Era quasi inevitabile. Alla fine,  però, è come se avessi messo tutto in uno shaker agitando a lungo:  quello che è venuto fuori è sicuramente qualcosa di molto differente, e degli ingredienti originali, c’è rimasto solo poco più di una traccia, una vaga rimembranza. (...) Tutto è partito dalla danza, dal desiderio di trasformare un balletto come Il lago dei cigni in un film che raccontasse la psicologia e il dramma. Ha preso corpo dall’idea della sua protagonista, mezza donna e mezza cigno, portata sullo schermo da una Natalie Portman a sua volta trasfigurata in una creatura unica, decisamente strana e insolita. (…) Il mio punto di riferimento per lo sviluppo della storia  è stato Il sosia,  il racconto di Dostoevskj in cui un uomo si sveglia e trova seduto il proprio doppio a guardarlo. Andando a vedere a teatro Il lago dei cigni mi sono reso conto che anche questo balletto affrontava il tema del dualismo tra due personalità opposte, come il cigno bianco e il cigno nero… ci ho trovato insomma molte affinità (…) So che il finale assomiglia molto a quello di The Wrestler, me lo hanno fatto rilevare in molti. Ne sono consapevole e persino intrigato. Mi divertiva l’idea che uno sport rude e una forma d’arte purissima fossero accomunati da una scena in cui si definisce la storia nel suo complesso, con qualche debita differenza ovviamente, e non a caso la figura di Nina ha preso corpo proprio con quella pellicola: inizialmente la donna che si innamora di Randy in The Wrestler doveva essere una ballerina classica, e solo in un secondo tempo è diventata una lap dancer perché risultava più adatta all’ambiente del protagonista e non volevo mettere troppa carne al fuoco. Ho tenuto però in caldo il personaggio per questo successivo lavoro, ma il legame con il precedente è fortissimo. Entrambe infatti sono due pellicole che parlano del corpo e della psiche umana, rappresentano una specie di dittico, raccontano tutte e due una storia di atleti che si esibiscono davanti a un pubblico, così come ambedue i protagonisti usano il proprio corpo per spingersi verso l’estremo. (Darren Arnofsky)  

Come potrebbe essere sintetizzata questa ultima personalissima fatica di Darren Arnofsky che più che a Tchaikovsky fa pensare a un (im)possibile incrocio fra gli incubi di Kafka e quelli di Poe? Probabilmente come il viaggio più  allucinato che allucinante, dentro e intorno alla psiche di una personalità fortemente turbata (o per meglio dire,  “disturbata”), ossessionata dall’ansia divoratrice del successo. Una favola nerissima dunque che trasforma prove e messa in scena del più classico dei balletti in un masochistico viaggio all’inferno intriso  di sangue, violenza e sesso, ma al tempo stesso, anche una storia metaforica densa di assonanze psicanalitiche zeppa di visioni, incubi, manie, sogni premonitori, autoflagellazioni e senso di castrazione, segnata da una forma di esaltazione schizofrenica davvero devastante per la forza distruttiva e inquietante che si porta dietro, e che si esplicita proprio attraverso l’ambiguità tematica del “doppio”. ESPANDI +
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Opinioni su Il cigno nero


20 maggio 2012 Opinione di sillaba su "Il cigno nero"
sillaba

Ahi ahi ahi, l'arte della seduzione... in questo mondo felpato, fatto di anoressia e di gentilezza, c'è qualcosa che ci sfugge. L'invidia, lo stress, la violenza psichica. Occhio. Cigno nero, Cigno bianco. Ottimo film ma, c'è molto Gus van Sant, soprattutto nelle riprese delle telecamere, non c'è Gus van Sant nella psicologia.

voto al film: sillaba assegna il voto buono a Il cigno nero (2010)


15 maggio 2012 Opinione di lostraniero su "Il cigno nero"
lostraniero

Il regista di "The wrestler" ha fatto un film di specchi e di ferite. Se il continuo gioco di immagini riflesse, di corpi che cercano la perfezione artistica trovando spesso invece l'imperfezione biologica, rasenta il manierismo, l'apertura del corpo, la frattura dell'involucro osservato, esibito, concupito, riesce a versare nel film una tensione vera. Che è poi la matrice dell'angoscia e dell'umanità della brava Natalie Portman. Narrativamente il film è un fiume carsico che, a volte,...

voto al film: lostraniero assegna il voto sufficiente a Il cigno nero (2010)

nessun commento
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1 maggio 2012 Opinione di ValeDik su "Il cigno nero"
ValeDik

Viaggio a tratti inquietante nella psiche disturbata di una ballerina di danza classica. Summa del talento tecnico di Aronofsky dietro la camera e della Portman davanti. Un film simbolista, che vive di "rendita", riproponendo topos e stilemi di molteplici pellicole invecchiate, che nel complesso però sà risultare originale e mai banale.

voto al film: ValeDik assegna il voto buono a Il cigno nero (2010)

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12 aprile 2012 Opinione di catsandbears su "Il cigno nero"
catsandbears

Bellezza estetica e contenuti farraginosi dall'inizio alla fine del film. Tutto da decifrare... Bravo Vincent Cassel, convincente nel ruolo e brava Natalie Portman, per il gran lavoro svolto.

voto al film: catsandbears assegna il voto mediocre a Il cigno nero (2010)



11 aprile 2012 Opinione di scandoniano su "Il cigno nero"
scandoniano

All’inizio della nuova stagione teatrale, il coreografo Thomàs (Vincent Cassell) decide di inscenare il classico “Il lago dei cigni”, ma, dice lui, “spogliandolo dagli orpelli”; la vecchia (per il balletto) Beth (Winona Ryder) deve essere sostituita e a contendersi il posto di prima ballerina sono Nina (Natalie Portman) e Lily (Mila Kunis). Mai due caratteri così opposti, mai un tenore di vita così diverso: Thomàs spiega che la prima ballerina interpreterà al contempo il dolce...

voto al film: scandoniano assegna il voto buono a Il cigno nero (2010)

nessun commento
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10 dicembre 2011 Opinione di afloris su "Il cigno nero"
afloris

Veramente un filmaccio, pieno di cose viste e riviste. Con lo stereotipo del coreografo cattivissimo, che se la tenta pure con le ballerine. 

voto al film: afloris assegna il voto pessimo a Il cigno nero (2010)

1 commento


8 novembre 2011 Opinione di Lina su "Il cigno nero"
Lina

Ho tentennato parecchio prima di vedere questo film perchè il mio istinto mi suggeriva che avrei potuto non gradirlo ed alla fine, i miei presagi si sono rivelati certezze. Aronofsky è un ottimo regista, ma questa volta ha dato vita ad uno psicodramma visionario non del tutto riuscito ed affascinante. Il suo Cigno Nero, strapubblicizzato e stralodato dalla critica, con una Portman addirittura vincitrice d'oscar, per me non lo sfiora neanche il capolavoro, ma è invece parecchio...

voto al film: Lina assegna il voto mediocre a Il cigno nero (2010)

nessun commento
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6 novembre 2011 Opinione di gianbers su "Il cigno nero"
gianbers

A tratti horror. 

voto al film: gianbers assegna il voto buono a Il cigno nero (2010)



31 ottobre 2011 Opinione di arkin su "Il cigno nero"
arkin

Psicanalisi d'autore. Il cigno nero è un film sul rapporto tra un Sè labile e martoriato(la Portman cigno bianco) che non riesce a far fronte alla crescita e all'assimilazione della propria parte Ombra(qui sia aggressività che sessualità) per costruire un'identità completa e matura. Abbiamo quindi una Madre Nera castratrice e ingombrante che fagocita la povera figlia, constringedola sia a diventare ciò che lei non è mai potuta diventare, sia colpevolizzandola di non esserlo potuto...

voto al film: arkin assegna il voto buono a Il cigno nero (2010)

1 commento
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29 ottobre 2011 Opinione di Govinda su "Il cigno nero"
Govinda

Ben pensato e ben realizzato, questo “Il cigno nero” si sviluppa solido e compatto, trascinando lo spettatore nelle spire della mente psicotica della protagonista, Nina. Tutta la vicenda è filtrata dal suo punto di vista, per questo risulta impossibile stabilire un confine preciso tra fatti reali e proiezioni inconsce. Nina alla disperata ricerca dell’interpretazione perfetta nella parte del cigno nero, va incontro allo sgretolamento della sua personalità, lo stress impostole...

voto al film: Govinda assegna il voto sufficiente a Il cigno nero (2010)

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