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Opinione di jjb273 su The Social Network





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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21/01/2011 voto al film: voto ottimo

Sul film

Questo film è malvagio: finge di parlare di Facebook per parlare invece di noi, della società moderna. E proprio per questo, poichè il film descrive la realtà, è multiforme e tocca vari temi di cui non riesco ad indentificare con precisione uno che si possa dire principale.
Partiamo dall'ambito personale: si parla qui fondamentalmente di amicizia e di tradimento, ma anche di egoismo e di vendetta, di debolezza e di rapacità. Mark Zuckenberg è fondamentalmente un nerd, geniale e parzialmente incompreso, che soffre questa sua posizione e cerca (ottima descrizione contenuta nel film stesso) disperatamente di essere uno stron*o di successo più per farla pagare agli altri che hanno ciò che ha lui piuttosto che per avere soldi o fama. Non ci può essere contesto più “stimolante” da questo punto di vista se non un college dove la preparazione è ottima ma sei figo se i muscoli ce li hai nelle braccia e non nelle meningi. Un college dove ci sono circoli esclusivi riservati a nobili ricchi col sopracciò incorporato o donne che siano disposte a darla via solo a chi considerano “elite”. E' forse da qui che parte l'impietosa rappresentazione della società attuale dove la meritocrazia è una parte minoritaria del meccanismo e dove l'immagine (facebook, che nome perfetto!) ha preso il sopravvento come discrimine per la valutazione di una persona.
In questo vivido ritratto di modernità c'è tutto e bisogna essere capaci di riconoscere tutto nel mischione sincopato del montaggio che, ancora una volta, non è che un simulacro della vita con i suoi ritmi incalzanti e con la sua eterogeneità.
Descrizione impietosa del mondo del lavoro e degli affari dove cane mangia cane e dove, dopo aver avuto un'idea, bisogna essere in grado di difenderla dagli avvoltoi.
Descrizione dell'ingenuità e della difficoltà di destreggiarsi, a causa delle quali si rischia di consegnarsi nelle mani di navigati lupi di mare dai pochi scrupoli.
Descrizione di come in certi ambienti le conoscenze siano indispensabili per avere un margine di vantaggio sui competitori, od una chance di rendere reale un'intuizione che altrimenti resterebbe solo sulla carta o in formato ridotto.
Presentazione in formato pratuco dell'attualità del tema della proprietà intellettuale e della maggiore o minore capacità della legge di garantire allo stesso tempo libertà di creazione e diritti sulle proprie creazioni.
Ritratto degli intimi meccanismi (sia naturali che indotti dalla società) che spingono la generazione moderna ad un culto dell'esteticità e dell'esteriorità, in un parossismo composto di “vedere” e “farsi vedere”.
Concordo pienamente con chi parlando di Fincher ha definito Fight Club il film perfetto per descrivere la generazione X ed ha candidato questo come un film meritevole della palma per la descrizione della generazione Y con le sue idiosincrasie, le sue ossessioni, le sue convenzioni.
In fondo in fondo, sottotraccia, c'è una critica appena accennata. Una critica che passa attraverso una sottile ironia sugli “amici”. In una società sempre più vuota di contenuti e piena di esteticità ed apparenza, anche gli amici non sono davvero tali, ma solo un mero strumento di esaltazione dell'ego. Questi nuovi amici servono solo per fare numero, sono falsi come la struttura che li ha prodotti: i facebook friends sono i conoscenti riciclati a fini sociali.
Il film è incantevolmente affascinante. Il protagonista è assolutamente e sfacciatamente antipatico, tanto da diventare simpatico. Chiamatela Sindrome di Stoccolma, ma anche se è un vero bastardo, ve la sentireste di criticare una persona con il coraggio di dichiararsi tale, confrontata con un oceano di altre persone con una facciata irreprensibile costruita a tavolino? Il fil è a volte un po' lento ma solo se non si sta seguendo la trama, che ti succhia dentro e non ti lascia più fino alla fine, facendo volare le ore. E' un film un po' difficile, che va analizzato e studiato, e la comprensione dei messaggi e dei livelli è un compito che bisogna mettere in conto quando ci si accinge alla visione. La prevalenza dei grigi e dei colori spenti nelle scene dell'università spero non sia un caso, è perfetta per un grigiore spento delle personalità uniformate ed etichettate secondo i criteri di una società irregimentata. Consigliato a chi vuole vedere e vedersi in una foto d'autore.

Sulla trama

Quale trama? Quella che, pur essendo interessante, è una patetica scusa per un dipinto di una contemporaneità spaesata? Dialoghi sintetici e tagliati alla perfezione sui personaggi, interpretati ottimamente peraltro.

Sulla regia di David Fincher

Uno dei migliori film di Fincher, che affronta un argomento che pochi avrebbero saputo trattare con tanta abilità ed originalità. Sarebbe potuto diventare un polpettone od un film per ragazzine, ma è tutt'altro. La tecnica è la sua e si vede.

Sull'interpretazione di Jesse Eisenberg

Grandissima interpretazione, mi tolgo il cappello di fronte a questo giovane che è stato capace di essere all'alktezza della parte e del regista, senza sbavare o debordare.

Sull'interpretazione di Andrew Garfield

Bravino, la sua parte consiste nel prenderla nel didietro e nel cadere dalle nuvole del mondo in cui gli amici non ti accoltellerebbero alle spalle se appena ne avessero un vantaggio, ed è capace di essere credibile

Sull'interpretazione di Rashida Jones

se come mi sembra è la consulente legale di zuckerberg, recita molto bene i suoi spezzoni. dimostrare interesse per il protagonista in pochi minuti senza risultare poco credibile è un bel lavoro

Sull'interpretazione di Brenda Song

Di certo si fa notare, la particina la recita molto bene e spero non sia una predisposizione naturale

Sull'interpretazione di Justin Timberlake

Incredibile, riesce a non sifgurare come attore e regge la parte abbastanza bene, anche perchè quella dello scavezzacollo deve essere una parte che non ha dovuto studiare molto per interpretare alla perfezione

Sull'interpretazione di Rooney Mara

la causa di tutto! parte piccola ma indispensabile, si difende bene

Sull'interpretazione di Max Minghella

buona spalla ai fratelli winkelvoss

Sulla colonna sonora

non l'ho notata particolarmente ma il film non è fatto dalla sua musica, ma da una intensa concentrazione di contenuti.

Cosa cambierei

Direi che questo film non si merita di certo modifiche da me, io lascerei tutto così.


SI

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