Opinione di hupp2000 su Potiche. La bella statuina
Con Gérard Depardieu, Catherine Deneuve, Judith Godrèche, Jérémie Rénier, Karin Viard, Fabrice Luchini, Evelyne Dandry, Sinead Shannon Roche
- negative [3]
- sufficienti [6]
- positive [14]
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Sul film
Mi chiedo se non sia il miglior film di François Ozon che abbia visto. Ha tutti i numeri per esserlo. Sceneggiatura perfetta. Inizialmente, pensavo : « Un buon Ozon, c’è il tocco elegante della narrazione. Catherine Deneuve e Fabrice Luchini fanno centro fin dalle prime battute. Gérard Depardieu tarda ad entrare in scena, ma... Vediamo ». Poi, Gérard irrompe, il terzetto va in frantumi, la vicenda si complica. Un colpo di scena... Un altro... Un altro ancora ! Ah ! Siamo di fronte al capolavoro. Tutto è indovinato in questa commedia ambientata nella fine degli anni ’70. Vengono sottilmente osservati il vecchio partito comunista, il padrone reazionario, la moglie coinvolta dall’affermazione del femminismo, il figlio artista/contestatore che si scopre gay, la figlia in pieno complesso di Elettra, la segretaria che si concede al suo datore di lavoro, ma che non è per niente cretina... Gli interpreti sono al loro massimo livello. In particolare, Catherine Deneuve dimostra di essere ben lontana dal tramonto. François Ozon le offre l’occasione di ribadirlo e la divina la coglie in pieno. Il suo personaggio è complesso, i suoi rapporti con il marito (un Fabrice Luchini dalla dizione e dalla retorica scintillanti), i figli, il sindaco sua vecchia fiamma (Gérard Depardieu poliedrico, tenero, emotivo, spendido) sono improntati all’onestà, alla schiettezza che manca intorno a lei. Alcune scene corali e i continui risvolti nella narrazione richiamano altre due bellissime precedenti realizzazioni del regista : « Gocce d’acqua su pietre roventi » (1999) e « 8 femmes » (2001). Del primo riprende lo stile serrato dei dialoghi, la caratterizzazione dei personaggi tagliata con l’accetta, gli interni arredati con classe ; dal secondo Ozon recupera la sua grande capacità di inserire l’evento inatteso al momento giusto, il senso della sintonia recitativa di un gruppo di quattro, cinque o sei persone, i colori che accompagnano le varie scene. Memorabile la presentazione delle nuove linee di ombrelli ! Perfetta la scelta della colonna sonora, variegata e sempre assortita alla situazione che descrive. Finale « musical » di Catherine Deneuve. Cameo di Sergi Lopez. Un film senza una pecca.
Commenti
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11 novembre 2011, 23:52 di gene55
Sarà che vedi solo grandi film,caro Rolando,ma di cinque stelle ne dispensi parecchie...:))
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12 novembre 2011, 08:59 di hupp2000
Il fatto è che difficilmente scrivo un'opinione su film che non mi hanno entusiasmato. Secondo me, poi, il voto ha poca importanza rispetto al testo.
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30 gennaio 2012, 14:29 di steno79
Ho visto di recente il film, e anche se non mi trovo proprio sullo stesso livello di apprezzamento, mi è piaciuta molto la tua recensione. Hai ragione, la sceneggiatura è originale e arguta, gli interpreti sono molto bravi con una Deneuve che dimostra ancora la sua vitalità d'interprete e trova forse il suo miglior ruolo da diversi anni a questa parte... bravi anche Depardieu, il mitico interprete rohmeriano Luchini, Jeremie Renier che viene dal cinema dei Dardenne, utilizzato qui in una chiave più leggera... e poi anche a livello visivo, Ozon lascia sempre il segno di un talento originale... devo riscoprirlo, perchè ammetto di aver visto pochi suoi film. ciao Rolando
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5 febbraio 2012, 12:37 di hupp2000
@ Steno: hai visto pochi film di François Ozon? Ti segnalo allora quelli che considero i migliori. Scoprii Ozon con “Sitcom” (1998), film tutt’altro che perfetto, ma molto originale, nonché sfacciato. Mi sembrò uno “Chabrol” estremizzato e mi incuriosì. Successivamente, il celebre quanto surreale e divertente “8 femmes” (2001) mi incantò, non fosse che per la scelta di riunire in una stessa opera otto stelle francesi di ben tre generazioni. Gli altri suoi film che più mi hanno colpito sono “Gocce d’acqua su pietre roventi” (1999), tratto da una pièce mai rappresentata di Fassbinder; il durissimo e riuscito “Sotto la sabbia” (2001, come “8 femmes”); l’ottimo “Swimming pool” (2003) con una grandissima Charlotte Rampling e una decisamente incantevole Ludivine Sagnier; “5 x 2” (2004), singolare e interessante film narrato alla rovescia, esperimento azzardato, ma che in mano a Ozon funziona; “Angel” (2006) ha qualche cosa di pomposo, ma si lascia vedere senza problemi, grazie allo stile tipico del regista, sempre elegante, raffinato nella scelta di costumi e scenografie. Infine, non posso non citare il tenerissimo “Ricky” (2009), film che diventa un gioiello se si ha la fortuna (come è capitato a me) di non conoscerne anticipatamente la trama. Come avrai capito, caro Stefano, François Ozon è un autore che apprezzo moltissimo.
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5 febbraio 2012, 14:40 di steno79
Caro Rolando, ti ringrazio per la segnalazione di questi film di Ozon che cercherò di recuperare, un pò come Potiche che ho visto su Sky dopo aver letto la tua recensione. L'unico altro film da me visto è Gocce d'acqua su pietre roventi, che mi colpì molto per la descrizione acida ma estremamente efficace dei rapporti di classe e delle dinamiche di potere all'interno di una coppia, che poi si allargava ad un triangolo e ad un quartetto; un'ottima rilettura di Fassbinder che trasformava in cinema claustrofobico un'opera teatrale senza scadere nel teatro filmato; e anche lì Ozon aveva la mano felice con gli attori, soprattutto Bernard Giraudeau, davvero bravissimo (non l'ho mai seguito molto, ma lì mi colpì davvero). Non ho ancora visto 8 femmes, mentre mi capitò di vedere uno spettacolo teatrale che suppongo tratto dalla sceneggiatura del film, nel cui cast c'era pure Sandra Milo; piacevole, ma credo che il film sia migliore in base a quanto ne ho letto, soprattutto grazie ai numeri musicali che a teatro non c'erano e grazie alla messa in scena di Ozon. un caro saluto stefano
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