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Opinione di bradipo68 su La solitudine dei numeri primi





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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17/09/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

A Costanzo non piacciono le scorciatoie.Gli piacciono i film scomodi,quelli su cui si può discutere animatamente per molto tempo e poi rimanere ancorati saldamente alla propria idea di partenza.Ha coraggio da vendere,ai limiti dell temerarietà.E con l'ausilio di Paolo Giordano(autore dell'omonimo romanzo da cui è tratto il film e coautore insieme allo stesso Costanzo della sceneggiatura) apre il vaso di Pandora del cinema di genere prima citando a piene mani dall'horror e poi quasi aggrovigliandosi in un percorso di crescita distorta dando però l'impressione di  ridurre tutto il travaglio interiore che segna i personaggi di Mattia e di Alice alla storia di un bacio procrastinato per tanto,troppo tempo.La solitudine dei numeri primi è ben lungi dall'essere un film perfetto.Ma è una pellicola che porta avanti senza esitazioni un'idea di cinema non banale eproprio per questo affascinante.Sceglie consapevolmente di rischiare.All'inizio la musica martellante di Morricone ci introduce in un teatro mostruoso che sembra partorito dalla mente di Dario Argento,la musica de L'uccello dalle piume di cristallo diventa miracolosamente il tappeto sonoro su cui adagiare una Suspiria virata al verde e al viola invece che al rosso scarlatto dell'originale."Benvenuti nell'inferno delle mie ossessioni" sembra dire Costanzo.E per un po'si continua:i corridoi di un albergo bavarese divengono le controfigure degli analoghi dell'Overlook Hotel,la storia di Alice la zoppa diventa sorella di quella di Carrie e così via di citazione in citazione.Il cinema di Costanzo è un cinema che fa leva sull'accumulo di suggestioni,i lunghi minuti senza dialoghi sono funzionali all'incomunicabilità che la fa da padrona.Nessuno comprende ciò che vuole l'altro:Alice non capisce Viola,Mattia non capisce Alice,i genitori di entrambi non capiscono i propri figli(anzi la madre di Mattia,una magnifica Isabella Rossellini,in un dialogo ammette di aver paura del figlio).E Mattia e Alice portano sul loro corpo le stimmate di questa solitudine:per il primo sono numerosi tagli autoinflitti,per la seconda una lunga cicatrice dopo un incidente che l'ha resa claudicante e un tatuaggio che perde subito il suo siginificato primario(per cui vuole che le sia tolto,una delle scene più "forti" del film).La seconda parte del film è incentrata sulla crescita inquieta di Alice e Mattia,un romanzo formativo visto tante volte e forse per questo sorprende e suggestiona di meno. Costanzo flette l'unità temporale a suo piacimento andando avanti e indietro dagli anni 80 fino ai giorni nostri,utilizza scenografie aggressive nella prima parte(quella più horror) molto più dimesse e incolori nella seconda parte,centellina i dialoghi nell'ultima parte per far parlare soprattutto i corpi:quello della Rohrwacher talmente magro che sembra trasparente e quello sfregiato di Marinelli.Mattia e Alice all'inizio chiusi nelle loro rispettive solitudini,vicini fin quasi a sfiorarsi ma destinati a non toccarsi mai come due numeri primi forse un giorno riusciranno a sfiorarsi,addirittura a  comunicare.E il mondo attorno a loro starà a guardare....  

Sulla regia di Saverio Costanzo

regia coraggiosa

Sull'interpretazione di Alba Rohrwacher

oramai abbonata a questo tipo di personaggi

Sull'interpretazione di Luca Marinelli

efficace

Sull'interpretazione di Isabella Rossellini

grande rientro

Sull'interpretazione di Filippo Timi

il suo clown è una delle cose più inquietanti del film e per fortuna che è a una festa di bambini


SI

Commenti

  • 20 settembre 2010, 10:38 di ROTOTOM

    Ma veh ... ho dato tre stelle anche io ma proprio per motivi opposti ai tuoi.....che bello. bye rot

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  • 20 settembre 2010, 22:25 di bradipo68

    il bello del cinema per dire una cosa che non ha mai detto nessuno.Ciao Roto!

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  • 21 settembre 2010, 21:58 di cantautoredelnulla

    Sono d'accordo, le scelte di Costanzo sono coraggiose, ma non le ho trovate banali, anzi. Magari i registi avessero il coraggio di firmare in maniera chiara col loro nome le rielaborazioni dei libri da cui traggono i film! In questo caso Costanzo lo fa nel bene o nel male (secondo me nel bene :D ). Non sono invece d'accordo quando dici che Alice e Mattia non comunicano. Forse di primo acchito può sembrare così prima che si conoscano, ma il loro rapporto è fatto di intuizioni e curiosità, in realtà entrambi sono in sintonia da subito, appena iniziano a parlare ed è come se si capissero dal primo momento. Ovviamente questa è la mia percezione, ma a me è arrivato un messaggio del tipo: non conta conoscere per sapere, né confidarsi la propria vita per intuirla. Del resto lei chiede a lui dopo pochissimo qualcosa che probabilmente non avrebbe il coraggio di chiedere a nessun altro. Sono d'accordo su Timi, il suo cammeo è incredibile e lui inquietante all'inverosimile.

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  • 21 settembre 2010, 22:36 di bradipo68

    anche io ho scritto che le scelte di Costanzo non sono banali(forse ti è sfuggito il non).Nel dialogo a cui accenni secondo me abbondano i fraintendimenti ecco perchè dico che non si capiscono,Alie h in mente una cosa ben precisa,Mattia si fa trascinare in qualcosa che non sembra interessarlo più di tanto.Condivido che il loro rapporto è fatto di intuizioni e curiosità ma durante il film ho avuto sempre la netta impressione che entrambi vivessero soli nel proprio pianeta.Grazie per le interessantissime osservazioni .Un saluto

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  • 21 settembre 2010, 23:05 di cantautoredelnulla

    grazie a te per l'attenzione! In effetti il mio post era scritto male, dice "Sono d'accordo" e poi "ma non le ho trovate banali", il ma (avversativo) era esattamente fuori luogo visto l'incipit. Volevo dire semplicemente che ero d'accordo con quello che dicevi tu, che per l'appunto elogiavi questo aspetto e non lo ritenevi affatto banale nel risultato! Mi sono espresso male, chiedo venia. Capisco anche cosa intendi quando dici della diversità delle intenzioni (alice che ha in mente una cosa ben precisa e mattia che ci si lascia trascinare senza un grande interesse), in effetti lì la comunicazione tra i due non è un granché, mentre pochi istanti dopo sembrano entrare in sintonia, perché in fondo è il dolore quello che li fa sentire simili. Sui due mondi solipsistici, sono d'accordo, quello che mi è piaciuto è che questa impressione l'abbiamo provata entrambi e quindi significa che l'intenzione del regista è riuscita, io però a differenza tua vedevo queste chiusure come una similitudine nella diversità, qualcosa che li accomunava e non che li divideva... non so se sono riuscito a trasmetterti quello che intendo. Credo che sia solo questione di punti di vista e che entrambe le interpretazioni abbiano la medesima validità, in fondo sono le due facce della stessa medaglia. :D Un saluto anche a te, spero di non averti disturbato. Ti faccio i complimenti per le riflessioni che riesci sempre a stimolare (almeno, per quanto mi riguarda). Ciao

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  • 22 settembre 2010, 00:16 di bradipo68

    forse credo di aver capito e penso che i nostri due punti di vista si integrino alla perfezione.E di questo va dato merito al film che ha stimolato una discussione di così elevato spessore.Sono io che devio ringraziare le tue osservazioni sempre interessanti che mi fanno vedere il film da prospettive a cui non avevo pensato.Quando si parla così amabilmente di qualcosa non si disturba mai specie se parliamo di qualcosa di cui siamo molto appassionati...Un saluto

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  • 23 settembre 2010, 22:42 di cantautoredelnulla

    Ciao bradipo, torno a scriverti perché mi sono accorto ora di non averti detto che mi piace moltissimo di questa opinione la considerazione che anch'io mi ero trovato a fare e cioè che Costanzo "centellina i dialoghi nell'ultima parte per far parlare soprattutto i corpi". Infatti una cosa che mi ha colpito tantissimo è stato il fatto che mentre all'inizio è nei gesti e nell'incomunicabilità la disperazione della solitudine dei due protagonisti, nel finale questa disperazione diventa davvero fisica e si esprime per mezzo dei corpi, anoressico quello di lei e io direi tendente all'obesità quello di lui, come dire che in entrambi i casi l'aspetto trasandato è espressione di una trascuratezza dell'anima.

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  • 24 settembre 2010, 11:39 di bradipo68

    è vero concordo pienamente con qanto tu dici...entrambi corpi a loro modo trascurati,la Rohrwacher disinibita del film di Soldini,qui diventa un corpo decisamente antierotico....

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  • 6 marzo 2011, 19:15 di Snaporaz68

    Film squilibrato, oserei dire un capolavoro mancato. Tutta la prima parte funziona, i flashback intersecati si seguono, l'atmosfera è cupissima ma non c'è mai manierismo o barocchismi. Poi quando si tratta di tirare le fila, Costanzo si paralizza, in una sorta di coitus interruptus e proprio si vede che non riesce a trovare un finale coerente. Peccato, Costanzo è comunque un grande regista

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  • 7 marzo 2011, 10:32 di bradipo68

    concordo con te Snaporaz,questo film ha un pò il sapore dell'occasione sprecata ma Costanzo è veramente un signor regista...

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