Venere nera (2010)
Con Yahima Torrès, Olivier Gourmet, Jonathan Pienaar, Jean-Christophe Bouvet, Andre Jacobs, Olivier Loustau, Eric Moreau, Ralph Amoussou, Diana Stewart, Yann Sorton, Gilles Matheron
La trama
La storia della vita della "Venere ottentotta", com'era stata soprannominata Saartjie Baartman, un giovane donna nera della tribù "Khoe Khoe" dell'Africa del Sud, il cui fisico particolare, dominato da una palese steatopigia, divenne un'attrazione irresistibile e stupefacente per i francesi dei primi dell'800.
Lo spettatore non accede mai a una dimensione che stia al di là dei fatti. Che si accumulano, sfiancano. Ma è proprio nella durata che quel corpo opaco teso all’annullamento (nell’alcol, nella malattia, nella mistica svuotata della danza e del sesso) ci dice qualcosa di Sarah: dettagli, perché l’arte di Kechiche, per non cedere a vizi di sguardo, non ha la presunzione di comprendere la donna, inscriverla in categorie. Perché quello che la brutalità di questo Lola Montes anticolonialista impone allo spettatore è di ripensarsi, eticamente, oltre ogni pregiudizio.
La recensione di FilmTv
Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 24/2011
L'opinione più votata
Di Marcello del Campo scritta il 22/06/2011 - utile per 23 utenti
Voto al film: 
Una ballata ottocentesca esaltava le attrattive della Venere Ottentotta
Siete mai stati nella città di Londra,
a vedere le sue rarità:
tra le tante signore di fama
Ce n’è una più celebre ancor
Essa ha una più celebre casa
In Piccadilly Street,
Dove ha scritto a lettere d’oro
“La vostra ottentotta”
Ma voi mi chiedete e capisco
Che cosa diavolo ci fa lì:
quel che c’è in lei da vedere,
Più raro di tutti gli altri,
È un sedere (vi sembrerà strano)
Grande come un calderone,
Per questo gli uomini vanno a vedere
Questa bella ottentotta. [1]
Ma non è il gran culo della Venere che interessa il signor George Cuvier, professore di anatomia animale al Museé National d'Histoire Naturelle, lo scienziato anti-lamarckiano (quindi, anti-darwinista), - donne barbute, trimammellute, lungocapellute affollano fiere e circhi insieme ad altri freak, - a lui interessa dimostrare che Saartjie Bartman è simile a una scimmiona (il cranio, i denti bianchissimi e forti non ne aumentano la bellezza muliebre, ma ne attestano la scientifica certezza che lo studio che si appresta a pubblicare sulla classificazione tassonomica delle razze possa accrescere il suo prestigio). Di più, Cuvier desidera violare l’intimità di quel corpo di donna, avere a disposizione la sua vulva, asportarla e repertarla in boccia di formalina per convincere la comunità scientifica del tempo che Saartjie è un essere inferiore, una creatura del regno animale. Morirà contento Cuvier, barone napoleonico, ma la sua gloria troverà insigni discepoli: sessant’ani dopo non è cambiato nulla, nel 1896 George M. Gould e Walter L. Pyle pubblicano Anomalies and Curiosities of Medicine; i due raccontano amenità come questa: “Le più civette tra le ragazze [badate, il termine “ragazze” è un passo avanti!] accettano per un eccesso di vanità di sottoporsi ad allungamenti artificiali delle piccole e delle grandi labbra. Si dice che tirino e sfreghino queste parti e che addirittura le stendano appendendo loro dei pesi… perché questa deformazione affascina i maschi di quella razza.”. Non è finita: il XX secolo si apre all’insegna del saggio di Paul Julius Moebius, L’inferiorità mentale della donna; il progresso è enorme: non più scimmia ma idiota.
La storia di Saartjie Bartman, Venere Ottentotta, chiama in causa uomini senza scrupoli che del corpo della donna hanno abusato, fatto oltraggio, esibito vivo alle attenzioni libidinose di un pubblico circense o nel privato di Ville Lumière e altri luoghi di alta società a elevato tasso di perversione, esibito morto alla curiosità di una scienza, disumana sempre, parata all’uso penetrativo di forcipi e bisturi. ESPANDI +
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25 aprile 2012 Opinione di mck su "Venere nera"
Eva mitocondriale ( khoikhoi : tribù, etnia, dialetto ). Afrikaans, inglese, francese, e un po' di greco e latino per il linguaggio scientifico. E' un film, un'opera di finzione su resoconti reali, con alcune prese di posizione e decisioni sui punti dubbi. " Depositario della verità è dio ma un pochino anche io " Proverbio Yiddish, in incipit a " la Cura dell'Acqua " di percival everett (ed. nutrimenti,2008) ...la Donna Scimmia, il Ragazzo Selvaggio, l'enigma di...
voto al film: 
31 dicembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Venere nera"
Il film naturalmente fa venire in mente istintivamente The Elephant Man e anche il Ferreri di La Donna Scimmia, con un pizzico di Fellini de La Strada, ma nell'insieme l'opera è molto personale e non sfocia mai nel sarcasmo o nella facile denuncia razziale, sentimentalismi o cose del genere. La donna mantiene sempre integra la sua dignità e nessuna scena estrema porterà il personaggio a scadere in manierismi anche aspettati; la determinazione di questa donna fiera, ma consapevole del...
voto al film: 
15 dicembre 2011 Opinione di ezio su "Venere nera"
Film unico di una biografia di una rara donna proveniente da una popolazione endemica.Coraggioso e da vedere assolutamente,meglio in versione uncut.Brava l'attrice che impersona sarah,la protagonista.
voto al film: 
9 ottobre 2011 Opinione di sasso67 su "Venere nera"
Un film che ho stentato a comprendere fino in fondo. Mi ha ricordato altre opere di cui sono protagonisti soggetti deboli della società, spesso sfruttati come fenomeni da baraccone, da La donna scimmia di Ferreri a The Elephant Man di Lynch, passando per L'enigma di Kaspar Hauser di Herzog. Però il film di Kechiche non possiede la poesia né l'ironia dei film appena citati. Forse volutamente, è freddo come un'autopsia, come l'analisi degli scienziati sul corpo dell'ottentotta. Ma allora...
voto al film: 
4 ottobre 2011 Opinione di zombi su "Venere nera"
è in definitiva un film su una solitudine immensa nata nella tragedia e morta nella caricatura. e un film s'intende sull'altro lato di questa medaglia e cioè sul livello di crudeltà a cui l'essere umano può giungere. essere umano che include chiunque dallo sfruttatore schiavista, che intende la donna come una sua proprietà e lo scienziato che da della donna definizioni a dir poco raccapriccianti. attraverso una seria di quadri dalla luce spenta e naturale, kechiche, ci mostra come colei...
voto al film: 
31 agosto 2011 Opinione di Kurtisonic su "Venere nera"
Un film disturbante, col chiaro intento di colpire in profondità lo spettatore. Siamo nel primo ottocento,il corpo eccessivo di una boscimane africana viene esibito come fenomeno da baraccone, oggetto di scherno e di curiosità, poi come materia di studio scentifico. La vicenda è abbastanza prevedibile e contiene alcuni passaggi forzati che lo appesantiscono non poco, invece non così scontata nonostante i precedenti lavori di Kechiche...
voto al film: 
8 agosto 2011 Opinione di michel su "Venere nera"
Una selvaggia ottentotta agita il suo culo enorme davanti a un pubblico pagante costituito da: uomini, donne, plebei, nobili, pervertiti, moralisti, inglesi, francesi, giudici, scienziati, prostitute, libertini e spettatori cinematografici.
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23 luglio 2011 Opinione di almodovariana su "Venere nera"
Shockante, crudo. Le particolarità anatomiche del "caso" della donna ottentotta sono mostrate senza veli. L'unico commento possibile sono i grandi occhi scuri di Yahima Torres
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14 luglio 2011 Opinione di ico su "Venere nera"
Ormai anno dopo anno il cinema d'autore percorre strade sempre più scoscese e con questo VENERE NERA, non siamo più di fronte al cinema di finzione e neppure alla "finzione" documentaristica, ma ci troviamo al cospetto della cronaca. Kechice non si limita a raccontare la tragedia di questa donna, ci obbliga a viverla, non accenna alla minima sinossi anzi, assistiamo agli spettacoli completi della Venere, al processo completo, al precipizio all'inferno al completo, senza mai...
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