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Hai paura del buio (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Hai paura del buio: assente
Ritmo ritmo in Hai paura del buio: presente
Impegno impegno in Hai paura del buio: forte
Tensione tensione in Hai paura del buio: minimo
Erotismo erotismo in Hai paura del buio: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Hai paura del buio

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Hai paura del buio (voti: 7 media: 2,86) 7

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locandina di Hai paura del buio

Clip 4 | Sotto le coperte

Hai paura del buio Clip 4 | Sotto le coperteplay

La trama

Eva, una ragazza rumena appena licenziata dalla fabbrica in cui lavorava, decide all’improvviso di vendere tutti i suoi oggetti personali e di partire da Bucarest alla volta dell’Italia. Arriva a Melfi, cittadina lucana dove ha sede uno stabilimento della Fiat nel quale lavora Anna, una giovane operaia che vive con il padre disoccupato, la madre e la nonna inferma, che la incontra per caso e che la ospita a casa. Anche la famiglia accoglie Eva benevolmente, perché la ragazza è disposta a fare da badante alla nonna di Anna. Ma Eva, che si è intanto legata sentimentalmente a un operaio, non ha scelto a caso di recarsi a Melfi. È qui infatti che vive sua madre Katia, che non vede da nove anni e che vive con un losco individuo di nome Mirko. Mentre Eva fa i conti con il suo passato, Anna, che intanto ha lasciato Melfi poiché lo stabilimento è stato temporaneamente chiuso in seguito a un incendio, si sforza di costruire un futuro diverso a Napoli per studiare all’università. 

Massimo Coppola fa tesoro dell’esperienza maturata con la sua creazione Avere ventanni, serie di documentari girati per Mtv che per venti minuti scrutavano senza filtro nella vita di un ragazzo, nella sua città e nella sua quotidianità: il suo esordio nel cinema di fiction prosegue quel pedinamento vorace, incollando la macchina da presa alle sue protagoniste.

La recensione di FilmTv

Di Ilaria Feole - FilmTV n. 18/2011

Hai paura del buio. Non ci sono punti di domanda. Di domande ce ne sono poche anche fra Eva e Anna, 20enni o poco più, fiori d’acciaio nel panorama piatto delle campagne di Melfi. Quando si vedono si riconoscono, hanno la stessa fibra: forse per questo Anna non chiede nulla, trovandosi la sconosciuta Eva rifugiata in auto. La porta a casa, le offre un letto. Per istinto, senza punti interrogativi. Hai paura del buio non racconta un incontro, né un confronto: l’Italia e la Romania, la ragazza senza famiglia e quella senza amici, si congiungono solo per andare ognuna per la propria strada. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 11/05/2011 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto mediocre

Massimo Coppola, che di cinema non è del tutto digiuno, sceglie per il suo esordio la strada più difficile: quella del film d'autore, dalle tematiche moderne e ostiche, con frequente ricorso a soluzioni stilistiche improntate al risultato estetico prima ancora che alla formalità (tentando di emulare un punto di riferimento piuttosto in alto, quale è Godard); in una parola: licenzia un'opera ambiziosa. Troppo, però: dopo averne applaudito il coraggio - strepitosa, in questo senso, la sequenza di apertura: una Classe operaia in stile Petri che si rintana nel formicaio della fabbrica, seguita con una suggestiva carrellata aerea - bisogna anche constatare con tutta l'amarezza del caso che Coppola ha peccato qua e là di autoindulgenza e di approssimazione. La prima, esemplificando, si ritrova nelle eccessivamente frequenti citazioni musicofile; il sogno di qualsiasi melomane appassionato di cinema è di realizzare un film in cui inserire il best of della propria vita: ma qui si esagera, perchè ogni cinque minuti, proditoriamente, il regista-sceneggiatore inserisce un pezzo dei Joy Division. L'approssimazione sta invece in alcune palesi falle della trama, costruita attorno a un personaggio discretamente definito (Eva, la brava Alexandra Purici) e circondato però da caratteri monodimensionali, sostanzialmente inerti, funzionali solamente allo svolgimento delle vicende di Eva; impossibile non notare come nessuno, tranne la protagonista, nel film si chieda cosa stia succedendo: la narrazione procede fornendo pochi indizi e alla spicciolata, ma nel frattempo nessuno dei personaggi in scena si fa domande o cerca di portare avanti una propria, personale logica. L'unica a fare eccezione è Anna, che vive vita propria, ma che purtroppo è interpretata dalla monoespressiva Erica Fontana (disastrosa, per essere gentili). Inspiegabili l'entrata in scena a mo' di sparring partner (altro personaggio-fantoccio) della madre di Eva, Katia, e l'uscita di Alfio Sorbello, drastica e immotivata; inoltre in questo film c'è una delle peggiori scene di sesso della storia del cinema, con Sorbello e la Pirici che si baciano con il trasporto di due che sembrano schifati l'uno dall'altra. L'esperienza televisiva - piuttosto raffinata in termini di regia e in questo senso atipica - di Avere ventanni ha sicuramente messo in condizione Coppola di realizzare un'impresa cinematografica 'in solitaria'; questo si nota bene nell'istinto di 'pedinatore' che muove la macchina da presa del regista verso la Pirici, spesso ritratta in primi o primissimi piani, con un percepibile affetto. E d'altronde l'esperienza della tv ha garantito anche l'apporto economico di Mtv Italia a questa pellicola, fornendo inoltre lo spunto iniziale per la scrittura della storia (una delle inchieste della trasmissione verteva proprio sugli operai della Fiat melfitana). Purtroppo però, nonostante il contributo ministeriale come opera riconosciuta di interesse culturale e il premio Fedic a Venezia 2010, Hai paura del buio tradisce le - alte, vale la pena di ricordarlo - aspettative createsi attorno al suo autore. Il buio del passato di Eva e quello del presente di Anna sono ancora nulla in confronto a quello in cui il film lascia lo spettatore al termine della visione. 4,5/10.
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SI

Opinioni su Hai paura del buio


18 maggio 2011 Opinione di leporello su "Hai paura del buio"
leporello

Coppola da prova di grandi capacità registiche, inquadrature sofisticate, ricercate, al limite del “radical chic”, se vogliamo, ma mai stucchevole e sempre avvolgente. Chi vede in questo film un “Dardenne venuto male” non fa molto onore al nostro regista: la scuola è senz’altro quella, ma, oltre a non essere venuto affatto male, Coppola mette molto di suo e difficilmente quest’opera può essere confusa con una dei fratelli belgi (lingua...

voto al film: leporello assegna il voto buono a Hai paura del buio (2010)

nessun commento
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11 maggio 2011 Opinione di alan smithee su "Hai paura del buio"
alan smithee

Un buon esordio per Massimo Coppola. L'incontro di due ragazze, un'operaia della Fiat di Melfi e una rumena alla ricerca della madre sfugge ogni lacrimevole soluzione e sorprende per durezza e taglio documentaristico. Notevole il confronto tra la giovane rumena e la madre, rea di averla abbandonata e solo risarcita negli anni importanti della sua crescita. E' davvero meglio una vita di stenti con gli affetti giusti o e' piu' comodo disporre di una rendita e vivere soli la fase...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a Hai paura del buio (2010)



11 maggio 2011 Opinione di alan smithee su "Hai paura del buio"
alan smithee

Un buon esordio per Massimo Coppola. L'incontro di due ragazze, un'operaia della Fiat di Melfi e una rumena alla ricerca della madre sfugge ogni lacrimevole soluzione e sorprende per durezza e taglio documentaristico. Notevole il confronto tra la giovane rumena e la madre, rea di averla abbandonata e solo risarcita negli anni importanti della sua crescita. E' davvero meglio una vita di stenti con gli affetti giusti o e' piu' comodo disporre di una rendita e vivere soli la fase...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a Hai paura del buio (2010)


11 maggio 2011 Opinione di mm40 su "Hai paura del buio"
mm40

Massimo Coppola, che di cinema non è del tutto digiuno, sceglie per il suo esordio la strada più difficile: quella del film d'autore, dalle tematiche moderne e ostiche, con frequente ricorso a soluzioni stilistiche improntate al risultato estetico prima ancora che alla formalità (tentando di emulare un punto di riferimento piuttosto in alto, quale è Godard); in una parola: licenzia un'opera ambiziosa. Troppo, però: dopo averne applaudito il coraggio -...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Hai paura del buio (2010)

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12 novembre 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Hai paura del buio"
Mathiasparrow

Delude un po' che una personalità come Massimo Coppola, conoscitore dell'arte e attivo nei campi più disparati, abbia scelto di esordire così modestamente. Trama esile e povera, regia un po' troppo "mossa" a causa di una camera mobile mai tenuta a freno, sviluppo scontato. Ma soprattutto, visto l'autore, perchè un film di temi e argomenti invece che stile e ricerca, magari sperimentazione? Eppure l'incipit era stupendo: carellata con l'occhio verso il basso, in...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto mediocre a Hai paura del buio  (2010)

1 commento
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