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La mia droga si chiama Julie (1969)

[La sirène du Mississippi, Francia 1969, Drammatico, durata 120']   Regia di François Truffaut
Con Catherine Deneuve, Jean-Paul Belmondo, Nelly Borgeaud



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La mia droga si chiama Julie: minimo
Ritmo ritmo in La mia droga si chiama Julie: presente
Impegno impegno in La mia droga si chiama Julie: minimo
Tensione tensione in La mia droga si chiama Julie: presente
Erotismo erotismo in La mia droga si chiama Julie: presente

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La trama

Louis Mahé (Jean-Paul Belmondo) vive nell'isola di Réunion e ha sposato Julie (Catherine Deneuve), dopo averla conosciuta per corrispondenza. Lei è molto più bella che nelle fotografie e si giustifica dicendo di avergli mandato quelle di una vicina, per metterlo alla prova. In realtà è una truffatrice e assassina di nome Marion che, dopo aver dato fondo al conto in banca di Louis, fugge. Ma l'uomo ormai è innamorato di lei. La fuga di Louis e di Julie/Marion è anche una fuga senza compromessi dalla civiltà e dalle sue regole e giustamente non si chiude sull'ultimo fotogramma: alla fantasia dello spettatore viene lasciato il compito di immaginarsi una conclusione. Film idolatrato dai cinéphiles, mescola melodramma e genere poliziesco e si avvale della presenza di una sfolgorante Deneuve e di un fascinoso Belmondo. Tratto da un romanzo di Cornell Woolrich. 

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L'opinione più votata

Di Viola96 scritta il 08/11/2011 - utile per 17 utenti

Voto al film: voto ottimo

Difficile non intuirlo, ma ormai spero sia chiaro: Truffaut è nel mio cuore. Dopo aver descritto grandi menage a trois in tempi di guerra e aver consegnato alla storia saghe che dall’adolescenza arrivano all’età adulta, il grande maestro francese decide di impegnarsi in un lungometraggio di una brillantezza più unica che rara, in cui riesce come suo solito a mescolare con grande abilità melò e giallo, commedia e thriller. La mia droga si chiama Julie è probabilmente il più sottovalutato tra i film del francese, complice anche la grande quantità di citazioni e ammiccamenti, che lo rendono un bene necessario per i cinefili, ma che potrebbe risultare(ed è risultata) inconcludente per i critici di mezzo mondo. Invece il film è un capolavoro: un melodramma comico in cui l’amore si pone come unica liberazione dalle infamie della vita e dalle cattive intenzioni. La coppia di attori straordinari(Belmondo e Denueve), la musica spiazzante, i dialoghi eccezionali tra i due innamorati, contribuiscono a rendere il film quel gran film che è.  Louis non conosce i rischi di prendere moglie per corrispondenza. Infatti, quando si sposa con Julie non può minimamente sospettare che quella è una truffatrice di nome Marion che ha come unico scopo quello di mettere mano al patrimonio del benestante marito. Quando la donna fugge, l’uomo la rincorre e cominceranno una nuova vita. Finchè lei non deciderà di voler mettere fine alla loro “felicità” per il gusto di avere qualche soldo in tasca. Importante da esaminare nel cinema della Nouvelle Vogue e di Truffaut in particolare è il ruolo e lo sviluppo della donna. Conosciamo le donne di Truffaut: belle, malvagie, seducenti, provocatorie, intelligenti e furbe. Julie/Marion presenta tutte le caratteristiche che potrebbero ricondurla alla donna tipo truffautiana. Come non innamorarsi di lei? Impossibile. Il povero Louis non riesce a volerle male nemmeno quando gli ruba il patrimonio, anzi. La rincorre in lungo e in largo non per punirla o per fargliela pagare, ma bensì perché la ama e vuole in realtà costruire una vita con lei. La scena della confessione davanti al caminetto, la scena dell’uccisione del detective e il finale strappalacrime sono le scene simbolo di questa immensa pellicola, epopea di amore profano, giocata sensibilmente sul labile confine tra l’interesse e il sentimento. Ma come al solito con Truffaut un solo genere non può bastare. In La mia droga si chiama Julie il regista inserisce tutte le sue ossessioni cinematografiche: Abbiamo Hitchcock, da sempre idolatrato dal regista, abbiamo i grandi maestri francesi come Renoir o Godard, abbiamo un contatto tra la Hollywood che va e la Hollywood che viene(Nick Ray che passa il testimone) e poi abbiamo soprattutto l’immagine ricorrente di un cinema che cerca veramente di imporsi non solo come immagine ma anche e soprattutto come arte nella memoria collettiva. L’amore per Truffaut è una malattia da cui è bello lasciarsi contagiare. I suoi personaggi maschili, sempre così persi dietro questo folle amore così da restarne schiavi, sono le immagine su cui si riflette costantemente lo stato d’animo del grande Truffaut. Anche con un’opera minore(ma neanche tanto minore, perché anche se paragonata ai suoi più grandi capolavori certo non sfigura) Truffaut porta avanti le sue grandi idee senza risultare mai ripetitivo o banale. Truffaut non fa cinema. Truffaut è il cinema.
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Opinioni su La mia droga si chiama Julie


8 novembre 2011 Opinione di Viola96 su "La mia droga si chiama Julie"
Viola96

Difficile non intuirlo, ma ormai spero sia chiaro: Truffaut è nel mio cuore. Dopo aver descritto grandi menage a trois in tempi di guerra e aver consegnato alla storia saghe che dall’adolescenza arrivano all’età adulta, il grande maestro francese decide di impegnarsi in un lungometraggio di una brillantezza più unica che rara, in cui riesce come suo solito a mescolare con grande abilità melò e giallo, commedia e thriller. La mia droga si chiama Julie è probabilmente il più...

voto al film: Viola96 assegna il voto ottimo a La mia droga si chiama Julie (1969)

5 commenti
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7 novembre 2011 Opinione di Accidenti su "La mia droga si chiama Julie"
Accidenti

Stasera ho visto un bel film con Catherine Deneuve, bellissima sirena. Il suo erotismo rivoluzionario mi ha paralizzato. Seducentissime allusioni, gambe e mezze cosce scoperte, gonne svolazzanti e capelli al vento, sguardi profondi. Nessuna oscenità, nessuna inutile scena di sesso. Per una volta la mia immaginazione ha corso libera e potente come una fiera ed è entrata in contatto con un mondo perduto. Poi ho conosciuto il tradimento e la sofferenza e poi, solo alla fine, ho conosciuto...

voto al film: Accidenti assegna il voto ottimo a La mia droga si chiama Julie (1969)



19 luglio 2009 Opinione di nip76 su "La mia droga si chiama Julie"
nip76

Capolavoro!Adoro questo film per me il miglior Truffaut.Mi entusiasma sempre ad ogni nuova visione.Echi hitchockiani per un irresistibile duetto tra la terribilmente glaciale Deneuve e il fragile Belmondo.Sensualità ed eccitazione in ogni momento.I thriller americani su vicende simili sono tutti in debito.

voto al film: nip76 assegna il voto ottimo a La mia droga si chiama Julie (1969)


1 giugno 2009 Opinione di emmepi8 su "La mia droga si chiama Julie"
emmepi8

Un Truffaut su cui voto il suo lato milgiore , il noir fatto da lui dà sempre qualcosa di più e lo ha dimostrate diverse volte: taratto da un romanzo di William Irish, gioca con una trama e due attori, che coinvolge nel gioco in maniera intelligente e furba. Certo le citazioni del cinema che ama non mancano, ma diciamo pure che partendo da queste ne ha fatto una cosa sua. Il mistero, la freddezza della Deneuve è parte essenziale del film, l'ironia soggiogata di Belmondo fa da...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La mia droga si chiama Julie (1969)



12 aprile 2009 Opinione di mm40 su "La mia droga si chiama Julie"
mm40

La deleteria - ed impossibile a rinnegarsi - presenza dell'amore nella nostra vita. L'amore è la droga che uccide lentamente Louis-Belmondo, sotto le sembianze della bella e scaltra Julie-Marion-Deneuve. Al di là del trio eccezionale tutto francese formato dai due protagonisti e dal regista, questo è un bel film diviso in due sezioni (storia sentimentale e noir) che convivono felicemente e spesso si mescolano con piacevole esito. L'ingenuità maschile, la femme fatale, l'eterno conflitto...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a La mia droga si chiama Julie (1969)


17 marzo 2009 Opinione di orlandorimbaud su "La mia droga si chiama Julie"
orlandorimbaud

BELLISSIMO

voto al film: orlandorimbaud assegna il voto ottimo a La mia droga si chiama Julie (1969)



14 dicembre 2008 Opinione di LorCio su "La mia droga si chiama Julie"
LorCio

Contrariamente a quanto possa apparire, col suo turbine di tormentate passioni e di eros malandrino, è uno dei film più lieti e brillanti di François Truffaut, qui particolarmente (e spudoratamente) selvaggio. Non tanto per il tono, quanto per la messinscena e quel che c’è dietro. Nonostante la versione italiana che circola sia martoriata di più di venti minuti, l’intento del film riesce a trasparire comunque. Partendo da un romanzo di Irish (che Antoine Doinel legge nel precedente...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a La mia droga si chiama Julie (1969)

2 commenti
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20 novembre 2008 Opinione di michel su "La mia droga si chiama Julie"
michel

GHIACCIO CALDO. Un ricco coltivatore attende la futura sposa che conosce solo per uno scambio di lettere. Dato che dalla nave sbarca C. Deneuve non lo si direbbe un cattivo affare, sennonché… Girato tra le palme dei Tropici e le nevi alpine, con la passione che sale mano a mano che cala la temperatura esterna, è la cronaca, tra il serio e il faceto, di un amore folle. Si apprezza la levità mozartiana dello stile, ma siamo lontani dalla pregnanza di Jules e Jim. La...

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a La mia droga si chiama Julie (1969)



30 dicembre 2007 Opinione di Pitter su "La mia droga si chiama Julie"
Pitter

Un film che si allontana leggermente da Truffaut. Non mi ha coinvolto come altri, forse per le aspettative che vi riponevo. E' comunque un bel film, con il solito tocco di poesia. Ma stavolta l'intreccio toglie spazio ai personaggi.

voto al film: Pitter assegna il voto buono a La mia droga si chiama Julie (1969)


4 ottobre 2007 Opinione di bradipo68 su "La mia droga si chiama Julie"
bradipo68

Storia d'amore e di truffe in cui Truffaut con la sua mano leggera mutua alcune tematiche di Hitchcock in un contesto decisamente diverso.L'amore vince sopra ogni cosa e val bene cancellarsi dal mondo civile per entrare nella clandestinita',stufi di seguire tutte le regole.Lo splendido ed indeterminato finale nella neve è adatto ai sognatori,pero'due tipi come Belmondo e la Deneuve non possono far altro che cavrsela.......

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La mia droga si chiama Julie (1969)

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