Opinione di 21thcentury schizoid man su Anatomia di un omicidio
Con James Stewart, Lee Remick, Ben Gazzara, George C. Scott
- negative [1]
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Sul film
Paul Biegler è un avvocato che, nel corso della sua vita, si è sempre accontentato di poco. In particolare, non ha mai nutrito grandi ambizioni nei confronti della propria professione. Durante la sua lunga carriera, infatti, si è occupato quasi esclusivamente di questioni legate alle cause di divorzio. Si può dire quindi che, un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di coraggio, egli non abbia mai avuto la benché minima voglia di rischiare. Ha sempre badato a mantenere un profilo basso, insomma. Tutto questo finché un giorno si presenta a casa sua una donna, Laura Manion, per chiedergli se può assumere la difesa di suo marito, Frederick Manion, che si trova rinchiuso in prigione con l’accusa di aver assassinato un uomo sparandogli cinque colpi di pistola. Frederick - di professione tenente dell’esercito - ha sì confessato l’omicidio, però sostiene di averlo commesso perché l’uomo che ha ucciso stava tentando di violentare sua moglie.
Il caso, che presenta non pochi lati oscuri, riesce a suscitare l’interesse di Paul, il quale accetta di difendere Frederick nel delicato processo che lo attende.
Otto Preminger ha dato fondo a tutta la sua abilità di grande regista per rendere questo dramma giudiziario avvincente. Nonostante la lunga durata, infatti, il film non perde un colpo: merito di una sceneggiatura eccellente (firmata da Wendell Mayes, il quale ha preso ispirazione da un libro di Robert Traver), straordinariamente ricca di dettagli, che, oltre a rendere credibile sotto ogni aspetto la complessa vicenda processuale narrata, riesce a sviluppare i caratteri dei personaggi in modo chiaro e ineccepibile. Preminger, dal canto suo, ci mette una regia impeccabile, tesa a valorizzare al meglio il copione a sua disposizione. Il risultato finale è un film intenso e coinvolgente che si muove con intelligenza e abilità lungo il delicato e labile confine che separa la verità dalla menzogna.
Oltre a questo, come ciliegina sulla torta, la pellicola può vantare un cast magnifico, a cominciare da un grande James Stewart, il quale è perfetto nei panni di Paul Biegler, avvocato dal carattere pigro e indolente che sembra scuotersi dal suo torpore esistenziale soltanto quando si parla di pesca, la sua grande passione, ma che al momento giusto si rivela comunque in grado di tirare fuori la grinta necessaria per affrontare la difficile causa in cui si è impelagato. Accanto a lui, sono bravissimi anche Ben Gazzarra (Frederick Manion), Lee Remick (Laura Manion) e, soprattutto, George C Scott: quest'ultimo è talmente bravo che, nel ruolo di Claude Dancer, l’avvocato dell’accusa, riesce ad uscire a testa alta dall’appassionante duello recitativo a cui danno vita lui e l’ottimo Stewart. Regia perfetta, attori impeccabili e un ritmo che avvince dal primo all’ultimo minuto: “Anatomia di un omicidio”, in definitiva, è un grande film. Uno dei migliori che Otto Preminger abbia mai diretto. Da ricordare anche la notevole colonna sonora di Duke Ellington (che compare in una scena del film mentre suona il piano con Stewart).
Commenti
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10 maggio 2010, 23:18 di dedo
E' proprio un gran bel film e non dimostra l'età. Saluti
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11 maggio 2010, 22:01 di 21thcentury schizoid man
Hai perfettamente ragione, Dedo. Un saluto.
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