La pecora nera (2010)
Con Ascanio Celestini, Maya Sansa, Giorgio Tirabassi, Luisa De Santis, Barbara Valmorin, Nicola Rignanese, Luigi Fedele, Alessia Berardi, Alessandro Marverti, Mauro Marchetti
2011-03-26 22:07:55
La genesi de “La pecora nera” - Ascanio Celestini
arriva lo stunt che si deve schiantare sul termosifone per il suicidio del professore. chiedo a adriano “tu che hai visto quello vero che si...
di Filmoski
La trama
Nicola è un ragazzo nato nei "favolosi anni '60": un ragazzo difficile, una pecora nera, con molti problemi a scuola e nella vita, dovuti al difficile ambiente familiare in cui è cresciuto: un padre severo, una madre con problemi psichiatrici chiusa in manicomio e una nonna contadina. Nicola verrà presto considerato come pazzo e, nella sua solitudine, non gli resta che crearsi un amico immaginario.
La pecora nera, passato in concorso alla Mostra di Venezia 2010, è una meravigliosa invenzione, indipendente dal libro e dallo spettacolo teatrale, e va al di là dei celebri monologhi dell’attore regista (autore della sceneggiatura insieme a Ugo Chiti e Wilma Labate). Ascanio Celestini ci accompagna di istallazione in istallazione in un tour visionario, dove i “matti” creano geroglifici di comicità, dolore e compassione.
La recensione di FilmTv
Di Mariuccia Ciotta - FilmTV n. 39/2010
L'opinione più votata
Di pazuzu scritta il 2010-10-08 00:58:39 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Così inizia La Pecora Nera, film che ha fatto parlare di sé prima ancora della presentazione ufficiale alla 67° Mostra del Cinema di Venezia per aver soffiato il posto in concorso all'ultima fatica di Pupi Avati, che non l'ha presa benissimo. Nato come libro e già sviluppato come testo teatrale, è la prima opera cinematografica di finzione diretta dall'attore teatrale e scrittore Ascanio Celestini dopo due documentari su lavoro e precariato (Senza Paura e Parole Sante).
Nicola, il protagonista e narratore, è nato da una famiglia di contadini nei "favolosi anni '60", quelli in cui bastava poco per etichettare come pazzi soggetti problematici o semplicemente eccentrici, quelli in cui questi pazzi venivano rinchiusi e imbottiti di psicofarmaci, quelli in cui era di fatto interdetto loro il reinserimento nella società, quelli in cui l'istituto di cura si premurava di fornire energia elettrica direttamente al cervello per dargli la scintilla adatta a farlo funzionare: la madre passa in uno di questi centri i pochi anni che le restano (morirà mentre lui è in età scolare), il padre lo picchia e lo squalifica, i fratelli lo deridono perché "vede le cose" e crede ai marziani, e a scuola è fatto oggetto di scherno da tutti i compagni eccetto Marinella, "una specie di madonna tascabile", una coetanea che lui idealizza e verso la quale indirizza i suoi progetti irrealizzabili, mentre a dargli quel poco di sicurezza di cui avrebbe bisogno non soccorre neanche l'aiuto della nonna, donna anziana dai modi antichi che si fa ridere dietro per la sua ossessione per le uova delle galline del suo pollaio. Nicola viene parcheggiato sin da piccolo nello stesso ospedale psichiatrico in cui vegeta la madre, e lì sta ancora nel 2005, ormai adulto e strutturato. Quel posto angusto e freddo è ai suoi occhi "un condominio di santi", e intorno ad esso ha costruito il proprio piccolo e poetico universo privato. La sua fantasia gli ha donato un amico immaginario, un altro Nicola più sciroccato di lui, col quale si confida, e col quale fantastica di "riviste di donne che leccano gli uomini nudi": insieme scherzano gli altri ospiti dell'istituto e contano le puzze che la suora si perde ad ogni passo.
Ma Nicola è veramente pazzo o è solo un ragazzo sensibile e stralunato trascurato da una famiglia di egoisti e da una società che da sempre nasconde e ghettizza il diverso? E cosa vuol dire diverso? Cos'è la normalità?
La Pecora Nera non è un film perfetto, patisce in qualche modo l'origine teatrale del testo (in principio un monologo) e la presenza costante, talvolta non necessaria, della voce fuori campo dello stesso Celestini (Nicola adulto) che qua e là tende a sovrastare tutto il resto; ma è comunque un film sincero e sentito, che cresce dentro, che si mostra nudo e senza filtri. ESPANDI +
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [19]
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2011-09-13 18:26:54 Opinione di divemaster su "La pecora nera"
Un film interessante, gradevole, che fa riflettere.
voto al film: 
2011-09-01 12:59:58 Opinione di cheftony su "La pecora nera"
"Dove abito io finiscono tutti al manicomio: qualcuno ci lavora, qualcun altro ce lo rinchiudono. Io ci venivo da ragazzino a trovare mia madre o con mia nonna che portava le uova ai poveri matti. E alle suore, e ai dottori..." Nicola (Ascanio Celestini) è "ospite" da quasi tutta la vita di un manicomio o condominio di santi, come preferisce chiamarlo lui. Insieme all'amico, anche lui di nome Nicola (Giorgio Tirabassi), trova uno svago nell'andare a fare la spesa con la suora al...
voto al film: 
2011-08-17 20:23:22 Opinione di gene55 su "La pecora nera"
Se si riesce ad entrare nell'ottica o,per meglio dire,nell'universo visionario di Celestini,La pecora nera può risultare un film commovente,spiazzante,dirompente per capacità narrative ed emozioni trasmesse. La vicenda viene proposta andando avanti e indietro nel tempo,mostrandoci un Nicola dapprima piccolo,poi adulto con la barba folta,mischiando spesso un'epoca recente non ben precisata con gli anni sessanta....pardon -I favolosi anni '60!!!- Non è che...
voto al film: 
2011-08-15 21:45:59 Opinione di Snaporaz68 su "La pecora nera"
LA PECORA NERA di Ascanio Celestini 2010 “Nasciamo tutti pazzi, qualcuno lo rimane.” Samuel Beckett Da una sua piece teatrale di successo, che cerca di affrontare il problema della istituzionalizzaione della malattia mentale e il labile confine tra il mondo dei “normali” e quello dei pazienti psichiatrici, Ascanio Celestini dirige il suo primo lungometraggio affidandosi alla fotografia di Daniele Ciprì e alla sceneggiatura di Ugo Chiti....
voto al film: 
2011-08-13 23:38:58 Opinione di LAMPUR su "La pecora nera"
Un film matto come un marziano, girato dal marziano matto Celestini. Perché i matti ragionano su altre coordinate che a noi sfuggono. Come Prot di K-Pax. E tante sono le similitudini. Tra i due film e tra matti e marziani, e tra il film e la poesia che ne trasuda. Certo c’è il marchio di fabbrica celestiniano, quel faceziare, quel filastroccare fiabeggiando di storie lontane eppure vicine. Lo fa fin da piccolo, nel film, Nicola, un bambino dei “favolosi anni...
voto al film: 
2011-05-27 09:51:48 Opinione di negro su "La pecora nera"
La storia particolare di una persona che particolare lo è sempre stata o lo è diventata. Due sono i periodi storici, i fantastici fine anni 60 e presente. Poesia casereccia per raccontare il passato, senz'altro più intriso di sano spirito d'iniziativa da parte del protagonista Nicola, mentre il presente si risolve con la risoluzione graduale di un piccolo mistero. Mistero che non rappresenta la soluzione del film ma diventa solo il filo conduttore tra presente e passato....
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2011-02-07 18:41:48 Opinione di Pugno su "La pecora nera"
Anche se penso che l'onnipresente voce-off del protagonista rappresenti non un valore aggiunto al film ma un elemento che appesantisce inutilmente il racconto, quello di Celestini è comunque un buon esordio perchè si dimostra un cinema che ha qualcosa da dire ma sopratutto ha il coraggio di farlo. Sulle qualità "cinematografiche" del regista aspettiamo di vedere l'opera seconda.
voto al film: 
2011-01-26 00:34:10 Opinione di Mulligan71 su "La pecora nera"
Una vera sorpresa. A me il buon Ascanio non è mai piaciuto troppo nei suoi interminabili monologhi, ma ha creato qualcosa di veramente originale: stralunato, morettiano, finzione, certo, ma fino ad un certo punto e recitato molto bene, anche dai personaggi minori. Finalmente qualcosa di coraggioso nel cinema italiano. Bravo, complimenti.
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2011-01-16 01:43:15 Opinione di Mathiasparrow su "La pecora nera"
La poliedricità celestiniana non era in discussione, l'adattabilità al cinema sì. Una risposta concreta ai dubbi in merito arriva dal Festival di Venezia, che esclude addirittura l'abbonato Avati per far posto all'artista romano: il tempo di giungere all'anteprima e la scelta è legittimata. La pecora nera è una rivelazione inattesa, quasi spiazzante: osa affidare la propria anima ad una voce off, il più arcaico degli espedienti diegetici, ribaltando...
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2010-12-10 22:32:58 Opinione di slim spaccabecco su "La pecora nera"
Non c'è niente da fare. Per quanto logorroico,ripetitivo, Celestini è un genio. Solo lui poteva raccontare quel mondo in maniera così precisa da far risaltare tutto agli occhi dello spettatore, sfruttando anche una storia credibile come non mai, e avvalendosi di interpretazioni degne di nota. Da questo film non si può che ritrovarsi più ricchi, in ogni senso. Complimenti.
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- sufficienti [4]
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