Vallanzasca. Gli angeli del male (2010)
Con Kim Rossi Stuart, Filippo Timi, Valeria Solarino, Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Francesco Scianna, Lia Gotti, Toni Pandolfo
06/01/2012
I migliori film dell'anno, stagione 2010-2011 ("Vallanzasca")
Bene, eccoci arrivati quasi in fondo, coi nostri sfarzosi post, a omaggiare la stagione cinematografica appena trascorsa. Qui, in questo Giorno "imbefanato" di tanto racchiume, mentre noi abbiam...
di Travis Bickle 1979
La trama
Milano, anni '70. Il mondo della mala è dominato dal potere incontrastato di Francis Turatello, detto “Faccia d’angelo” quando la banda Vallanzasca irrompe sulla scena. Iniziato fin da giovane alla carriera criminale ora guida un gruppo di amici di infanzia, tossici e piccoli delinquenti, che dalle rapine passa a consumare un omicidio dietro l’altro. Il denaro scorre e la banda si dà alla bella vita. Renato nel frattempo ha incontrato Consuelo, bellissima e disinvolta ragazza meridionale che si trova con lui nel momento del primo arresto e gli resterà accanto fino all’evasione da San Vittore, 4 anni e mezzo dopo. Ma la latitanza di Vallanzasca si conclude con l’uccisione di due poliziotti presso il casello di Dalmine: il boss viene arrestato poco dopo. Il periodo di detenzione a Rebibbia gli offre l’occasione di un chiarimento con il nemico Turatello. Gli anni successivi vengono scanditi dai passaggi da un carcere all’altro, da processi e rocambolesche fughe. Dopo l’ennesima evasione rivede Antonella, amica d’infanzia, che gli era stata accanto per tutta una vita. Ma ancora una volta la latitanza di Vallanzasca è destinata a concludersi.
Tratto dall'autobiografia di Renato Vallanzasca "Il Fiore del Male. Bandito a Milano".
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 3/2010
L'opinione più votata
Di Spaggy scritta il 21/01/2011 - utile per 32 utenti
Voto al film: 
Stupisce, infatti, chi addita Placido come il santificatore della figura criminale di Vallanzasca, esponente della mala milanese che seminò panico e sangue a suon di rapine, sequestri e efferati omicidi ma che prima di ogni altro seppe sfruttare i mass media a proprio vantaggio, divenendo una sorta di icona, un sex symbol, capace di permettersi il lusso di criticare il sistema giudiziario italiano, di raggirare le forze dell’ordine per rilasciare un’intervista esclusiva ad una radio e di attirarsi le simpatie delle donne d’Italia, tanto da ritrovarsi sui quotidiani e le riviste dell’epoca con l’appellativo del “bel René”.
Sin da allora avrebbero dovuto chiedersi il perché di tanta fascinazione o, magari andando a ritroso nel tempo, chiedersi del perché il Male attiri sempre più le nostre attenzioni, facendoci propendere all’ammirazione per Iago piuttosto che a quella per Otello. Oppure chiedersi perché Dante sia più affascinato dalla descrizione dettagliata dell’Inferno piuttosto che per quella a tratti sommaria del Paradiso. O ancora perché nella religione o nella mitologia classica Caino prevalga su Abele o Romolo su Remo.
Ci sarebbe da chiedersi perché tante polemiche non siano state sollevate nel momento in cui Placido abbia descritto le malefatte della banda della Magliana oppure nel momento in cui come attore abbia interpretato il boss Provenzano per una fiction televisiva. Forse Roma e Palermo non hanno ugual dignità di Milano di fronte allo spettatore italiano? Le forze dell’ordine che prestano mezzi, personale e set per prodotti come il “Capo dei capi”, incentrato su Totò Riina, sono credibili quando manifestano contro il film di Placido?
Polemiche e dietrologie a parte, quello che ne viene fuori è un’opera ossimorica sin dal sottotitolo, “Gli angeli del male”, in cui si accosta il bene al male e in cui si pone l’accento sul tono che avrà il film, in cui non si prenderà nessuna posizione e nessun giudizio morale sarà esternato. ESPANDI +
- negative [9]
- sufficienti [9]
- positive [49]
- leggi tutte le opinioni
19 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Michele Placido dopo le retoriche dietrologie sessantottine viste nel "Grande sogno" ha avuto finalmente il coraggio di spingersi oltre la comune morale e sopratutto contro le sterili polemiche di un certo tipo di stampa, e lo fa in una maniera assolutamente strabordante e lucidissima,con un puro e crudo "noir" all'italiana in stile anni 70 che narra in un modo controverso la vicenda umana di un criminale che insaguino' l'Italia della fine anni 70:Renato Vallanzasca, il prototipo del...
voto al film: 
13 febbraio 2012 Opinione di bellahenry su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
vallanzasca, il bel renè, ci viene qui raccontato da placido, che come regista mi delude sempre di piu, attraverso alcuni suoi gesti e sue "imprese". ci viene raccontato il suo inizio, la sua crescita nella mala lombarda,la vita in prigione e la fine (manca il buon placido di dirci che il pluri assassino adesso esce di prigione tutti i giorni per lavorare). è palese che tra le varie teorie possibili della storia del bandito Placido sceglie quella più soft,quella che lo vuole innocente di...
voto al film: 
25 gennaio 2012 Opinione di Baliverna su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Ben diretto e ben recitato, questo film conferma le doti registiche di Placido e quelle interpretative di Kim Rossi Stuart, un attore che è lentamente maturato come tale nel corso della sua carriera (dagli esordi di "figo" e basta). Altro pregio del film è che non c'è aria di fiction televisiva, che chissà perché s'appiccica come pece su pellicole che trattano di mafia o criminalità. Detto questo, non posso prescindere da un giudizio morale sul film, e sulla prospettiva in cui viene...
voto al film: 
20 gennaio 2012 Opinione di gene55 su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Renato Vallanzasca e i suoi angeli del male,hanno seminato scompiglio e terrore nell'Italia dei primi anni settanta,portando a termine numerosi colpi in banca,rapine varie a portavolari,sequestri di persona,fughe e talvolta sparatorie,per una durata di circa 15 anni. Pur facendo parte di una corrente non strettamente legata al mondo politico e costruendosi un certo personaggio in quanto a charme ed appael sull'altro sesso (tanto da guadagnarsi il soprannome di 'Bel Renè') quest'ennesimo...
voto al film: 
30 dicembre 2011 Opinione di supadany su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
VOTO : 7. Michele Placido ci mette del coraggio, ma non solo, nel raccontare la vita, e soprattutto le malefatte, del criminale milanese Renato Vallanzasca. Realizza così un film di genere corposo, imperfetto, ma vivo, che non ha paura di manifestare il suo punto di vista, scomodo sicuramente per certi versi, ma in fondo nemmeno niente di così denunciabile, a parte forse qualche atteggiamento del protagonista. Renato Vallanzasca (Kim Rossi Stuart) comincia con la sua banda nella...
voto al film: 
30 dicembre 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Canaglie "incagnatissime...", anche loro, al termine della Notte, s'incaglieranno... Non spenderò molte parole su un film controverso che, alla sua presentazione, "Fuori Concorso", al Festival di Venezia, fu ampiamente discusso e ingenerò parecchi dibattiti, dei più sterili, se dovessi usare un "neologismo", li definirei "blaterevoli". Michele Placido, nome che, dir si voglia, è un attore di spicco, da circa, eh sì, quarant'anni del nostro Cinema. Divenuto famoso per il celeberrimo...
voto al film: 
23 dicembre 2011 Opinione di spopola su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Vallanzasca è il ritratto di una canaglia, tragica rockstar di un tempo filosofo, una furba e feroce riflessione sull’immanenza del tempo e sulla consapevolezza di assaporare fino in fondo, con donne e pallottole, istanti inafferrabili e oscuri. (Domenico Barone) Proviamo a dimenticarci per un attimo che Michele Placido è un regista italiano, perché credo che a volte sia questo che spesso crea degli strani pregiudizi, soprattutto quando si tratta di valutare un particolare tipo...
voto al film: 
8 settembre 2011 Opinione di ultrapaz su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Buona pellicola italiana sul mito Vallanzasca, storia un po' troppo sfilacciata e non sempre comprensibile in certi passaggi, ma di grande impatto visivo e ritmico in altri. Facendo un paragone con il recente film francese su Mesrine (soprattutto il grandissimo secondo capitolo..!) questa pellicola perde sicuramente, comunque ha dalla sua un grande attore come Kim Rossi Stuart e un ritmo sempre costante e appassionante.
voto al film: 
31 luglio 2011 Opinione di artane su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Il trattamento Placido ha ridotto un bravo attore( Timi), alla stregua di un cane idrofobo operato alle corde vocali. L'unica attenuante di un film noioso e a tratti sgradevole con punte di violenza gratuita, può essere individuata nel fatto che probabilmente nessuno avrebbe fatto meglio con del materiale tanto misero; mi spiego: in partenza il personaggio poteva avere un certo appeal (criminale noto,a suo modo avventuroso,non privo di un certo fascino sul gentil sesso),...
voto al film: 
22 luglio 2011 Opinione di negro su "Vallanzasca. Gli angeli del male"
Un film su un personaggio piuttosto che su un bandito. Kim Rossi Stuart lo caricaturizza molto, forse troppo finto-milanese ma conoscendo poco il personaggio reale mi è difficile giudicare. Rari sono però i film italiani che rappresentanto il carcere e i carcerati; Milano poi è molto più suggestiva della solita Roma quindi giusto premiare lo sforzo.
voto al film: 
- negative [9]
- sufficienti [9]
- positive [49]
- leggi tutte le opinioni





























