La bellezza del somaro (2010)
Con Sergio Castellitto, Laura Morante, Barbora Bobulova, Marco Giallini, Lola Ponce, Erika Blanc, Gianfelice Imparato, Lidia Vitale, Emanuela Grimalda, Enzo Jannacci, Renato Marchetti, Nina Torresi
29/11/2010
La bellezza del somaro: il trailer
Molto interessante il trailer della nuova regia di Sergio Castellitto. L'attore è alla sua terza prova da regista dopo sei anni da "Non ti muovere". E lo attendiamo al varco. Perché...
di na
La trama
Marcello (Sergio Castellitto), e Marina (Laura Morante), sono due genitori cinquantenni particolarmente ansiosi rispetto all'invecchiamento e quindi molto desiderosi di continuare ad apparire giovani. Durante un weekend in campagna nella loro casa in Toscana arriva quella che ai loro occhi appare una buona notizia: Rosa, loro figlia, ha interrotto il fidanzamento con un ragazzo che non era loro gradito. Tuttavia le sorprese non sono finite e i fatti che seguiranno mostreranno da vicino i diversi aspetti del conflitto generazionale.
Ci sorprendono Castellitto e Mazzantini, lui dirige e lei scrive con libertà incredibile, sempre sopra le righe, costantemente alzando i toni, non negandosi nulla e non negandoci alcun (pre)giudizio su tutti i mali della nostra società.
La recensione di FilmTv
Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 51/2010
L'opinione più votata
Di marlucche scritta il 14/01/2011 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Dio santo che schifo... ma nemmeno se mi pagano tanto oro quanto peso (e mi converrebbe visto che non sono una silfide) vado a vederlo!
Detto ciò qualche giorno dopo mi apprestavo a cercare parcheggio nei dintorni del King di Via Fogliano che si sa è sempre un casino trovare il parcheggio e non mi avevano nemmeno pagato oro....
Prendiamo posto e il film inizia provocandomi uno di quei fastidi esistenziali che scena dopo scena prendono forma in un'insofferenza allucinante. Passati quei dieci minuti in cui rivedi tutta la tua vita all'ombra di quell'orrido compromesso in cui hai accettato per amore di sottoporti alla visione di un film italiano e per di più uscito sotto Natale, ho iniziato particare una forma di meditazione autoguidata che mi ha permesso di distogliermi da pensieri cupi e minacciosi.
Scena dopo scena il somaro comincia a strapparmi qualche increspatura delle labbra, qualche risatina e me lo comincio a guardare con più attenzione.
La Morante che urla come al solito... Castellitto che gigioneggia, Giallini che è Giallini (e quindi è fico!)... un fracco di personaggi che gli tocca metterli tutti insieme nel casale in Toscana se non si vogliono spendere centinaia di migliaia di euro in riprese di qua e di là.
Le generazioni sono tutte coperte... dall'adolescente alla nonna... le professioni pure sono esplorate in parecchie direzioni e così pure le manie e le incongruenze dell'essere umano.
Ragazzi.. io alla fine il film me lo sono goduto però diciamo la verità... si tratta di un cinepattone, incartato meglio e col fiocco di raso ma sempre di un cinepanettone si tratta.
Onore a Castellitto che ha scelto Lola Ponce (che in quanto a culo a Belen non gli deve invidiare nulla) facendone solo intravedere le grazie per distinguersi dai suoi ben più sguaiati colleghi.
Indubbiamente il somaro ha anche qualche pretesa di regia, alcuni accenni lievissimi ad un certo surreale ma alla fine si ricordano più le sitiuazioni divertenti, alcune battute e la caratterizzazione estrema di qualche personaggio.
Cosa c'è di male in tutto questo? Francamente nulla se non che l'ambientazione upper class è un po' stereotipata e che forse un par di schiaffi a una figlia del genere bisognerebbe darglieli. Altrochè!
Comunque nel consueto panorama del nostro cinema questo non sarà una pietra miliare ma forse potrebbe essere uno step verso un sano cinema di intrattenimento che i coniugi Castellitto dimostrano di poter fare. Chissà....
Sicuramente 3 stellette ma visto che una volta tanto non ho lanciato maledizioni alla stirpe degenere del grande cinema italiano gliene concedo 4.
- negative [13]
- sufficienti [3]
- positive [12]
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18 gennaio 2012 Opinione di gene55 su "La bellezza del somaro"
La bellezza del somaro potrebbe essere tranquillamente anche la bellezza del pitone o che so,della pianta,della natura circostante,o quella delle verità sparate in faccia. Non è di certo,però,quella dell'essere umano: frustrato,impotente,sciocco,fissato,meccanicamente debole,incalzato da figli prepotenti e discepoli di padri in qualche (oltre)modo assenti. In quel vortice di emozioni e cambi di ruolo che è la vita,'lui' si rifugia per non essere risucchiato,scegliendo spesso un'opaca...
voto al film: 
8 ottobre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "La bellezza del somaro"
Questo filmetto, alquanto mendace, pomposamente citazionista e incredibilmente presuntuoso, sarebbe entrato, a pieno diritto, nel novero di quelle pellicole che non meritano alcun commento - come, ahimé, ultimamente accade per la stragrande maggioranza delle mie innumerevoli visioni -, se non fosse per quel minuto scarso durante il quale si può godere dell'ascolto di una strepitosa versione di Lazy Moon, eseguita dal fantasmagorico quartetto di Gianluca Petrella.
voto al film: 
23 luglio 2011 Opinione di macorda su "La bellezza del somaro"
Molto, molto carino. In qualche momento un po' sopra le righe, ma non ci si annoia mai.
voto al film: 
12 giugno 2011 Opinione di abcd1234 su "La bellezza del somaro"
un film divertente,, ben fatto, uno spaccato di vita fra amici un po' ridicolizzato ma che spesso capita anche nella realtà. Confronti fra gioventù diverse e matusa che non vogliono invecchiare ma che presentano chiaramente i loro difetti. mi fa ridere chi denigra questo genere di film e poi magari dà quattro stelle ai film di critica solo perchè valutati bene da pseudo esperti (mentre invece il più delle volte sono penosi)
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25 maggio 2011 Opinione di mm40 su "La bellezza del somaro"
Operazione atipica per il cinema italiano, non solo contemporaneo, questo La bellezza del somaro. Si tratta infatti di un film con personaggi dalla singolare profondità psicologica e al contempo perfettamente inquadrati nella loro contemporaneità, inseriti in un contesto reale, vivo, attento ai dettagli e comunque sia non funzionali a esso. Qualche intrigo sentimentale e certe spinte di pura commedia (il tormentone delle canne, il personaggio 'schizzato' di Ettore Maria,...
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12 maggio 2011 Opinione di ico su "La bellezza del somaro"
Un confronto con il film precedente di Castellitto è necessario. NON TI MUOVERE è un film d'impatto fortemente drammatico, con una componente registica evidente e inserti surreali di commedia; dunque un film abbastanza definito e definibile. LA BELLEZZA DEL SOMARO non si capisce dove voglia andare a parare. Le parti più riuscite mi sembrano la descrizione della famiglia finto-comunista, new radical-chic, quadretto da partito democratico nell'ambiente del mulino bianco,...
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6 febbraio 2011 Opinione di emme73 su "La bellezza del somaro"
Vi sono alcune scene davvero forti, per la loro somma bruttezza. Il problema è che gli autori non si rendono conto di aver fatto una cosa veramente Kitsch, anzi credono di aver fatto un'opera impegnata! Insopportabile,insensato e ostentato citazionismo (libri, film, psicanalisi, "Il sorpasso"). Film finto!
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6 febbraio 2011 Opinione di nica su "La bellezza del somaro"
Davvero pessimo. Uno di quei tipici film italiani da dimenticare. Quando la smetterete M e C di prenderci per il c.?
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29 gennaio 2011 Opinione di contemalfido su "La bellezza del somaro"
Il film è fatto molto bene ma era meglio che l'avesse fatto un francese e molto meglio ancora se Cast. e la Mazz. ne avessero fatto un altro di minori pretese. La commedia si articola in vari sottogeneri, ognuno dei quali ha le sue regole. Mi stanno bene, anzi mi piacciono, la confusione e il sopra le righe, l'umorismo che si spinge oltre il grottesco e s'inoltra nell'assurdo fino a distruggere tutto. Ma per farlo devi avere la perfidia anarchica che ti permette di guardare...
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16 gennaio 2011 Opinione di almodovariana su "La bellezza del somaro"
La commedia italiana riscopre ritmi scoppiettanti alla francese...finalmente!! Ottimo il cast, duetto di nevrotici da manuale quello tra Castellitto e la Morante, interessantissimo il ruolo del "saggio" Jannacci.
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