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Et in terra pax (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Et in terra pax: assente
Ritmo ritmo in Et in terra pax: presente
Impegno impegno in Et in terra pax: forte
Tensione tensione in Et in terra pax: forte
Erotismo erotismo in Et in terra pax: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Et in terra pax

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Et in terra pax (voti: 20 media: 3,50) 20

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La trama

L’estrema periferia romana fa da sfondo a tre storie prima parallele e, successivamente, legate fra di loro dal filo rosso della droga e della criminalità. Marco, dopo cinque anni passati in carcere, torna a casa sforzandosi di cercare una vita normale e lontana dai traffici illeciti che avevano causato il suo arresto. Il tentativo di dimenticare il suo passato e di iniziare una nuova vita è destinato al fallimento: l’uomo si lascia convincere dai suoi ex compari, Glauco e Mauro, a riprendere a spacciare. Sonia, studentessa universitaria, lavora nella bisca di Sergio. Il suo tentativo di studiare e di rendersi indipendente economicamente viene vanificato dalla dura realtà che la circonda. L’illusione di trovare la comprensione di Sergio, menefreghista e insensibile, e l’amicizia di Marco, si mescola alla stanchezza e alla rassegnazione. La terza storia riguarda tre ragazzi, Faustino, Massimo e Federico. Diversi fra loro ma costretti ad un’amicizia che li rende apparentemente invulnerabili, i tre si trovano invischiati in una serie di eventi concatenati che li porteranno a scontrarsi non solo fra loro, ma anche con la dura realtà della strada.I protagonisti, una volta incontratisi, lasceranno dietro di loro una scia di fuoco, sangue e violenza. 

Faticosamente giunto in sala dopo la presentazione alle Giornate degli Autori di Venezia 2010, Et in terra pax nobilita la nera (iper)realtà messa in scena tramite una cura formale in bilico tra feroce realismo lirico e un compiacimento estetico che agisce in sottrazione (la scena dello stupro), frutto di un cinema comunque ostinato nello sdegnare giudizi e denunce automatiche, lontano dall’adagiarsi in facili spettacolarizzazioni. Qui, dove la pace è un inferno, (Mamma) Roma è prossima a Gomorra.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Giulio Sangiorgio - FilmTV n. 21/2011

Marco, che è uscito ora dalla prigione e vorrebbe (vanamente) non ricadere negli errori di un tempo. Sonia, che da quegli errori così ricorrenti nell’intorno vorrebbe fuggire, rifugiandosi nel lavoro, confidando nello studio. Faustino, Nigger e Federico, che galleggiano in una quotidianità stantia, dove la cocaina è un’abitudine stanca e irrinunciabile e i valori sono oggetti che, al limite, si possono indossare. Et in terra pax è questo: destini già scritti, speranze stuprate, la deriva verso un abisso che il sistema è già pronto a digerire. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 10/03/2012 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

Nuovo Corviale, quartiere periferico di Roma, un quartiere come tanti altri sparsi in giro per il mondo. Marco (Maurizio Tesei) torna a casa dopo cinque anni trascorsi in carcere per spaccio di droga. Vorrebbe starsene tranquillo e cambiare vita ma le offerte di Glauco (Simone Crisari) e Mauro (Riccardo Flammini) di rientrare nel giro e guadagnare soldi facili lo tentano continuamente. Massimo (Germano gentile), Federico (Fabio Gomiero) e Faustino (Michele Botrugno) sono tre ragazzi che se ne stanno tutto il giorno in giro a fare i prepotenti contro i più deboli e a vedere come racimolare i soldi per la droga. Sonia (Ughetta D’Onorascenzo) è una ragazza che studia all’Università. Vive con la nonna pensionata (Paola Marchetti) e per rendersi economicamente indipendente chiede ed ottiene un lavoro da Sergio (Paolo Perinelli), il gestore di una bisca del quartiere. Tra di loro non si conoscono questi cinque ragazzi, non direttamente almeno, ma le loro vite appassite avranno modo di incrociarsi. Con risvolti tragici per tutti. “Et in terra pax” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini è un film di ottima resa espositiva, pulito nelle inquadrature ed efficace nello stile narrativo, tanto capace di indagare il mondo difficile della periferia urbana quanto incline a non spettacolarizzarne il potenziale criminogeno che vi si annida. Si muove, sia guardando alla “lezione pasoliniana", per come si pedinano le esistenze di questi figli di “borgata” usando quella comprensione etica che non arriva mai a farsi giudizio morale, che seguendo il solco tracciato da tanto cinema che già è stato prodotto sul tema della periferia urbana come luogo suscettibile di segnare irrimediabilmente il destino dei suoi abitanti ( e penso a film come “L’odio” di Mathieu Kassovitz, “Pater Familias” di Francesco Patierno, “La schivata” di Abdellatif Kechiche). L’ambiente in cui si cresce è una cosa da cui difficilmente ci si può affrancare totalmente, è come un cordone ombelicale che ci tiene legati agli scenari consueti, complici di un disagio esistenziale che si fa sistema di vita, di una solitudine individuale che ne riflette solo un'altra più ampia, quella che ha inghiottito un intero quartiere (e interi quartieri), assente al mondo perché costretto ad un forzato isolamento, fisico e morale. E’ appunto il tema dell’assenza l’elemento centrale del film, inteso non solo in senso stretto, legato cioè all’assenza delle istituzioni che non offrono alternative concrete al prodursi sistematico e sistemico della devianza sociale, ma anche, e soprattutto, in senso più ampio, come qualcosa che è avvertito coi sensi ma che non si possiede in concreto, che è desiderato ma che difficilmente si riuscirà a raggiungere, che è vicino fisicamente, a portata di occhio anche, ma molto lontano dalle uniche prospettive che si riceve in offerta. Non a caso, Botrugno e Coluccini tengono fuori campo, sia la violenza quando esplode che la fisica rappresentazione delle aspirazioni più intime, arrivando ad una caratterizzazione assai credibile del milieu urbano agendo per sottrazione di stati emotivi (e contrappuntando il tutto con le musiche di Vivaldi). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Et in terra pax


10 marzo 2012 Opinione di Peppe Comune su "Et in terra pax"
Peppe Comune

Nuovo Corviale, quartiere periferico di Roma, un quartiere come tanti altri sparsi in giro per il mondo. Marco (Maurizio Tesei) torna a casa dopo cinque anni trascorsi in carcere per spaccio di droga. Vorrebbe starsene tranquillo e cambiare vita ma le offerte di Glauco (Simone Crisari) e Mauro (Riccardo Flammini) di rientrare nel giro e guadagnare soldi facili lo tentano continuamente. Massimo (Germano gentile), Federico (Fabio Gomiero) e Faustino (Michele Botrugno) sono tre ragazzi che se...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

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28 gennaio 2012 Opinione di gene55 su "Et in terra pax"
gene55

Mi disse una volta un amico tossico-dipendente,di quelli della prima ora,lontani da mode e forzata criminalità,che il nemico principale per lui non era la droga in se per sè (tant'è che ha più volte smesso e il più volte è pari al ricominciato...) ma i 'diavoli' che dovevi combattare ogni giorno,sotto forma di presunti amici,luoghi familiari e tentazioni continue. Succede così che il classico bar sulla stazione,o quello sotto le palazzine,diventi un'esca alla tua vulnerabilità,quelli...

voto al film: gene55 assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

2 commenti
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14 gennaio 2012 Opinione di jonas su "Et in terra pax"
jonas

Tre storie si intrecciano in uno squallido casermone della periferia romana: Marco, appena uscito di prigione, è stato lasciato dalla moglie e non può fare altro che tornare a spacciare droga; Sonia, studentessa universitaria, si mantiene lavorando in un baretto con annessa bisca; Federico, Massimo e Faustino sono tre bulli che gironzolano in perenne cerca di soldi. Un’umanità schiacciata dalla desolante assenza di prospettive, un ambiente in cui illegalità e omertà sono norme di...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

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2 dicembre 2011 Opinione di XANDER su "Et in terra pax"
XANDER

Un altro film italiano invisibile. Tra Accattone e Gomorra in versione romana. Diciamo che la vicenda prende atto solo nella parte finale e mette in scena la dura realtà dei giovani d'oggi allo sbando in una periferia di Roma. Molto pesante e impegnativo. Voto per eccesso

voto al film: XANDER assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

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1 dicembre 2011 Opinione di vjarkiv su "Et in terra pax"
vjarkiv

Messa in scena della disperazione delle anime e delle architetture! Operazione riuscita?...solo in parte, apprezzabile lo sforzo registico,  nello squallore della produzione italica, ma l'accostamento a Pasolini può esserlo per la "tematica" non per la "poetica"!!! Se il Gloria di Vivaldi sembra sottolineare bene la drammaticità delle scene, l'Adagio di Marcello è del tutto "manieristico"!

voto al film: vjarkiv assegna il voto sufficiente a Et in terra pax (2010)

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23 novembre 2011 Opinione di Winnie dei pooh su "Et in terra pax"
Winnie dei pooh

Un esordio di tutto rispetto quello del duo Coluccini/Botrugno e che fa ben sperare per il futuro (perché, com'è risaputo, la speranza è l'ultima a schiattare; anche se, da un po' di tempo a questa parte, parrebbe in istato quantomeno comatoso). Sicuramente ci sono delle debolezze, come - per esempio - una scrittura un po' fragile che, inevitabilmente, ricorderà Pasolini ma, altrettanto inevitabilmente, senza riuscire ad averne la medesima forza strutturale ed esortativa. (Rammento che...

voto al film: Winnie dei pooh assegna il voto sufficiente a Et in terra pax (2010)



18 novembre 2011 Opinione di satura su "Et in terra pax"
satura

Mio dio, che bello. Al solito, chi mi conosce sa che non do mai le 5 stellette a ciò che non s'è ancora storicizzato e "marinato" nel tempo, ma qui davvero mi piange il cuore nel darne solo 4. Che dire? Opera come non se ne vedono più (o se ne vedono troppo poche), permeata da un'attenzione per la vita (che viene raccontata) e per l'arte (il medium cinema) che forse solo due esordienti potevano centrare così, senza maniera (con qualche citazione sicuro, Pasolini su tutti) e con infinito...

voto al film: satura assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

4 commenti
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12 novembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Et in terra pax"
bradipo68

Una periferia soffocante fatta di cemento, di degrado e sullo sfondo il palazzo alveare del Corviale, un kilometro e mezzo di ecomostro bioincompatibile , terra di nessuno, quasi un'astronave caduta sulla terra. In questa Roma aliena a qualsiasi forma di umanizzazione si intrecciano le storie di vari personaggi che hanno la caratteristica comune di coltivare sogni che si infrangeranno sullo scoglio durissimo della realtà. Marco dopo cinque anni di galera torna a casa, si fa per dire, cerca...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

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10 novembre 2011 Opinione di hank su "Et in terra pax"
hank

film feroce,senza speranza e con un lirismo lancinante.bravi e molto credibili gli interpreti.ambientazione angosciante ed un'amarezza che lascia il segno.bellissimo,malgrado la quasi disturbante tristezza.

voto al film: hank assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)


6 novembre 2011 Opinione di OGM su "Et in terra pax"
OGM

La borgata come un modo d’essere. Una libertà triste e sguaiata, che è l’anima di una vita che si odia, però non si combatte. Assecondare lo squallore è un po’ una cinica presa di posizione, un po’ una drammatica necessità, in un ambiente in cui ci si sente dimenticati, e quindi si pretende almeno di essere lasciati in pace. La violenza è una forza endogena, che serve a regolamentare la fisiologia di una comunità ristretta, per la quale il sopruso e la clandestinità...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Et in terra pax (2010)

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