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Road to Nowhere (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Road to Nowhere: assente
Ritmo ritmo in Road to Nowhere: assente
Impegno impegno in Road to Nowhere: assente
Tensione tensione in Road to Nowhere: assente
Erotismo erotismo in Road to Nowhere: assente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Road to Nowhere (voti: 7 media: 3,57) 7

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Trailer Originale | Sottotitoli Francese

Road to Nowhere Trailer Originale | Sottotitoli Franceseplay

La trama

Il giovane regista cult statunitense Mitchell Haven ha trovato il materiale per il suo nuovo capolavoro: un film giallo tratto da una storia vera che ha per protagonisti una bella ragazza, Velma Duran, e il suo compagno Rafe Taschen, più anziano e politicamente impegnato. Il fallimento del loro truffaldino piano di corruzione causa l’uccisione di un vicesceriffo e culmina nel drammatico suicidio della sfortunata coppia. Mitchell si innamora di questa storia dal finale tragico e ancor più della splendida Velma Duran. Il suo amore si accende ulteriormente quando ingaggia per il film Laurel Graham, modella e attrice emergente che può vantare un’inquietante somiglianza con Velma. Quando però iniziano le riprese, nel luogo stesso degli avvenimenti, Mitchell fa una terribile scoperta. 

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 17/12/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

La strada verso il nulla. Ovvero: i cortocircuiti del cinema, che pretende di guardarsi dentro, mentre guarda fuori, alla realtà, e finisce vittima delle proprie contorsioni narrative. Veri non sono gli eventi a cui il film si ispira, né quelli inventati, scritti nel copione e poi portati in scena dagli attori, ripresi dal regista. Veri sono soltanto i moti interiori degli individui che creano la storia, le inquadrature, la pellicola. Sono questi, infine, a determinare l’esito complessivo dell’impresa: se l’opera giungerà mai a termine, verrà proiettata, avrà successo. Oppure se tutto naufragherà nel caos delle mediocri ed imperscrutabili debolezze umane. Il cineasta Mitch Haven è eccessivamente preso dal suo film, osserva uno dei suoi collaboratori. Ed è anche troppo coinvolto emotivamente con Laurel Graham, la protagonista femminile. Mitch non vede altro che quella donna, ed il resto del mondo gli sfugge. Monte Hellman ci presenta questa visione bioculare in cui la prospettiva è, contemporaneamente, rivolta verso il cuore di una creazione artistica che è intrisa di cieca passione, e verso il confuso, ma cinico agire che le fa da contorno. I due livelli si intrecciano, si sovrappongono, si scindono, le stesse persone compaiono nel ruolo di interpreti e in quello di personaggi reali, perché tutto, ciò che accade davvero e ciò che è solo una finzione, fa parte del convulso ménage che si svolge intorno ad un set. Il punto di vista di Mitch  ne percepisce solo la prima metà, e questo gli risulterà fatale. A causa sua, il progetto non andrà a buon fine, soffocato dall’invadenza di ciò che egli pretendeva di poter ignorare. Il cinema e la vita si specchiano l’uno nell’altra, ma, a dirigere questo gioco di riflessi ci deve essere qualcuno, che stia nel mezzo e non perda mai il controllo della situazione. Essere innamorati di un’idea può essere pericoloso, se non si tiene conto di ciò da cui questa ha tratto origine e dei trascorsi di coloro che sono chiamati a realizzarla. Laurel Graham, agli occhi di Mitch, è un autentico incanto, quando l’obiettivo la inquadra, indipendentemente dalle sue effettive qualità recitative. Secondo lui, è perfetta per la parte di Velma Duran, ma forse soltanto perché crede di aver trovato in lei la donna  dei suoi sogni. La filma, la ama, e niente altro, per lui ha importanza. La ammira con la stessa devozione che dedica a quelli che considera i capolavori della settima arte, insieme a lei, riguarda, nell’intimità: Lady Eva (1941) di Preston Sturges, Lo spirito dell’alveare (1973) di Victor Erice, Il settimo sigillo (1957) di Ingmar Bergman. Non ammette che nulla uccida quell’illusione, a cominciare da quel Bruno Brotherton, un tecnico addetto alla scenografia, che, in realtà, è l’investigatore incaricato da una compagnia di assicurazioni, intenzionata a vederci chiaro in una probabile truffa: quella relativa allo strano incidente aereo che sta al centro della vicenda da cui il film è tratto. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Road to Nowhere


27 marzo 2012 Opinione di marcopolo30 su "Road to Nowhere"
marcopolo30

Più che un film una matrjoska. Una storia talmente intricata, con differenti strati di realtà narrativa che non fanno altro che sovrapporsi, nascondersi, inseguirsi e giocare alle tre carte, ottenendo come unico risultato quello di obbligare lo spettatore a rivedere il film una seconda volta se desidera capire qualcosa del tutto. Si tratta sfortunatamente di uno di quei prodotti da festival, esclusivamente da festival (e infatti non è stato distribuito nelle sale USA), diretto da Monte...

voto al film: marcopolo30 assegna il voto pessimo a Road to Nowhere (2010)


1 gennaio 2012 Opinione di alan smithee su "Road to Nowhere"
alan smithee

E' bello e insolito finire l'anno guardando con la propria compagna e i due micetti assonnati un film prezioso, raro, enigmatico, indecifrabile come questo ultimo lavoro di Hellman. Prezioso innanzi  tutto perche' segna il ritorno alla regia del leggendario Monte Hellman dopo 22 anni da quell'Iguana altrettanto invisibile, sensuale e passionale; enigmatico (fin dal titolo) e indecifrabile perche', in stile un po' lynchano (penso a "Strade perdute" in cui non solo Patricia Arquette si...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Road to Nowhere (2010)

nessun commento
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17 dicembre 2011 Opinione di OGM su "Road to Nowhere"
OGM

La strada verso il nulla. Ovvero: i cortocircuiti del cinema, che pretende di guardarsi dentro, mentre guarda fuori, alla realtà, e finisce vittima delle proprie contorsioni narrative. Veri non sono gli eventi a cui il film si ispira, né quelli inventati, scritti nel copione e poi portati in scena dagli attori, ripresi dal regista. Veri sono soltanto i moti interiori degli individui che creano la storia, le inquadrature, la pellicola. Sono questi, infine, a determinare l’esito...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Road to Nowhere (2010)

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