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Welcome to the Rileys (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Welcome to the Rileys: assente
Ritmo ritmo in Welcome to the Rileys: assente
Impegno impegno in Welcome to the Rileys: assente
Tensione tensione in Welcome to the Rileys: assente
Erotismo erotismo in Welcome to the Rileys: assente

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Welcome to the Rileys (voti: 2 media: 4,50) 2

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locandina di Welcome to the Rileys

Trailer Originale | Sottotitoli Francese

Welcome to the Rileys Trailer Originale  |  Sottotitoli Franceseplay

La trama

A otto anni dall'assassinio della figlia Emily, Doug Riley e sua moglie Lois devono tirare avanti nonostante l'immenso dolore. Doug cerca sollievo in una relazione clandestina con una cameriera, mentre Lois, afflitta dal senso di colpa, si chiude sempre più in sé stessa.  Quando Doug conosce Mallory, adolescente che lavora in uno strip club, questo incontro cambierà la sua vita e quella della moglie. 

L'opinione più votata

Di AlexPortman80 scritta il 20/12/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Voto: 9/10. “Welcome to the Rileys” recita il titolo del film ma anche la targa appesa all’esterno della villetta di una coppia come tante nei sobborghi di Indianapolis. In realtà questo spirito di benvenuto non rispecchia il clima che si respira tra le quattro mura: il matrimonio trentennale di Doug Riley (J. Gandolfini) e Lois (M. Leo) è stato messo a dura prova dalla morte della figlia, avvenuta otto anni prima in un incidente stradale (ed è con questa sequenza che si apre la pellicola). Un lutto improvviso, mai completamente assimilato che ciascuno dei due affronta come meglio riesce: lui interiorizza, limitando le proprie crisi a pochi attimi (magari nascondendosi nel garage in compagnia di una sigaretta), lei invece con maggior trasparenza, scelta che la allontana sempre di più da amici e vicini. Mentre il lavoro permette a Doug di uscire e passare del tempo coi colleghi, Lois si isola in casa rinunciando all’auto e persino a ritirare la posta (quando il marito è fuori per lavoro la donna delega tale compito alle vicine). Per seguire una conferenza, l’uomo si reca per qualche giorno a New Orleans dove, nel ritagliarsi una pausa per bere qualcosa in uno strip-club, incontra la sedicenne Mallory (K. Stewart). Bastano pochi incontri con la baby-prostituta perché in Doug scatti una molla: si affeziona alla ragazza e decide di aiutarla, accudendola come fosse la figlia che non ha più, sia nelle faccende domestiche (l’appartamento è fatiscente tanto quanto il quartiere in cui è situato), sia, e soprattutto, nella gestione della sua vita, del denaro, delle responsabilità e… del linguaggio, raffinato come la carta vetrata (del tipo “soggetto+parolaccia+verbo (eventualmente)+complemento (non pervenuto)”): Mallory deve a Doug 1 $ per ogni sgarro lessicale! Non vedendolo tornare, Lois decide di prendere l’auto (una delle sequenze più divertenti) e di raggiungerlo a New Orleans (una di quelle più toccanti)…
Piccola commedia dolce-amara (mai uscita in Italia, negli USA ha avuto al massimo 10 sale) con alcune dosi di humour (fortissime le tombe “già pronte” solo da completare con la data di morte) che ha girato parecchi festival (Sundance, Berlino, Deauville) e che segna il debutto nel lungometraggio di Jake Scott, finora esperto di corti, miniserie e soprattutto di documentari musicali (tra gli altri, REM, U2, Cranberries, Tori Amos…). Il cognome non è casuale, visto che non è altro che il figlio di Ridley, produttore (con Tony) di questa pellicola. Il suo compito era senza dubbio facilitato dalla notevole bravura degli attori, che bastava seguire con la mdp, servito dalla sceneggiatura di Christopher Soos (che cambia ampiamente registro dal precedente, e meno riuscito, “Whiteout – Incubo bianco”). Ottima la scelta delle locations e relativa fotografia: le zone suburbane made in USA risultano per me sempre molto affascinanti pur nei loro contrasti, nelle strade brulicanti come negli ambienti immersi in chiaro-scuri. La colonna sonora è senza dubbio essenziale: Marc Streitenfeld accompagna le gesta dei protagonisti con un motivetto senza troppe variazioni (che però ti entra dentro), lasciando notevoli porzioni della pellicola senza musiche, come per non “disturbare” troppo i protagonisti. Questo infatti è un film senza (o quasi) scene madri, fatto di incroci di sguardi più che di parole, di non detti, di sentimenti forti ma appena accennati. La forza dirompente di questa opera sono i personaggi, il modo in cui sono caratterizzati e la loro evoluzione: e non si può che provare empatia verso queste tre anime, diversissime fra loro eppure con molte zone di sovrapposizione, che si prendono il rischio di evadere dalla quotidianità-trappola alla ricerca di una esistenza migliore. Come differenti sono le carriere dei tre attori principali: James Gandolfini (golden globe per la serie cult “I soprano”), Melissa Leo (candidata all’oscar per “Frozen River”) e Kristen Stewart (fresca vincitrice del BAFTA e candidata agli ScreenActorGuildAwards col cast di “Into the wild”). Un terzetto che fornisce prove divine, appassionanti e passionali (da brividi il litigio tra Lois e Mallory) e che buca lo schermo con sottigliezza e tatto.
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SI

Opinioni su Welcome to the Rileys


22 novembre 2011 Opinione di manuel88 su "Welcome to the Rileys"
manuel88

Bel film...visto in inglese con sottotili in italiano. Doug e Lois sono due genitori che hanno perso la figlia in un incidente stradale. A distanza di anni non sono ancora riusciti a superare la tragedia. Doug passa le notti in compagnia di una cameriera ignorando la moglie,e quest'ultima dipendente dai psicofarmaci si è rinchiusa in casa. Un giorno Doug incontra Mallory (Kristen Stewart),una ragazzina che fuggita da casa si guadagna da vivere in uno strip club. L'uomo identificando...

voto al film: manuel88 assegna il voto ottimo a Welcome to the Rileys (2010)

2 commenti
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20 dicembre 2010 Opinione di AlexPortman80 su "Welcome to the Rileys"
AlexPortman80

Voto: 9/10. “Welcome to the Rileys” recita il titolo del film ma anche la targa appesa all’esterno della villetta di una coppia come tante nei sobborghi di Indianapolis. In realtà questo spirito di benvenuto non rispecchia il clima che si respira tra le quattro mura: il matrimonio trentennale di Doug Riley (J. Gandolfini) e Lois (M. Leo) è stato messo a dura prova dalla morte della figlia, avvenuta otto anni prima in un incidente stradale (ed è con...

voto al film: AlexPortman80 assegna il voto buono a Welcome to the Rileys  (2010)

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