Pietro (2010)
Con Pietro Casella, Francesco Lattarulo, Fabrizio Nicastro
2011-02-25 13:15:32
Le Altre Visioni del SQ: si parte con Maresco e Gaglianone
Dopo l'anteprima dello scorso novembre del film "I ragazzi stanno bene", il Sicilia Queer Film Festival prosegue il suo cammino di visioni verso il festival vero e proprio, che si terrà a...
di Spaggy
La trama
Pietro ha un lavoro, una casa e una famiglia. Guadagna pochi soldi in nero distribuendo volantini per strada. La sua casa è un vecchio appartamento di periferia lasciato dai genitori, ormai fatiscente, dove abita con il fratello Francesco, tossicodipendente, legato ormai in modo irreversibile al suo “amico” spacciatore Nikiniki e al suo gruppo di compari. Qualcosa sembra cambiare quando Pietro conosce una ragazza con la quale sembra instaurarsi un rapporto diverso...
Gaglianone conosce il cinema giusto. Le umiliazioni inflitte a Pietro richiamano alla memoria la locomotiva di Tognazzi in Io la conoscevo bene di Pietrangeli. Con Gherardo Gossi, eccellente direttore della fotografia, compone una sinfonia visiva che evoca Antonioni e il dolore sordo di Germania anno zero. Calvario laico, Pietro è l’epitaffio di un’Italia triste, violenta, arrogante e morta.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 33/2010
L'opinione più votata
Di lao scritta il 2010-08-22 14:55:25 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
Nell'appartamentino fatiscente lasciato in eredità dai genitori ai due fratelli, Francis e Pietro, le tracce del degrado sono ovunque, nel frigo vuoto, nella brande sfatte in camera, nella sporcizia e nei vecchi mobili a pezzi. Restano deboli segni di una vita comune i rudimentali disegni appesi alle pareti fatti da Pietro e una copia ingiallita di "Michele Strogoff", il libro di Verne, il cui eroe “prima non ci vede, poi ci vede”. Le avventure di Pietro in una scalcinata metropoli del Nord Italia assomigliano a quello del personaggio principale del libro che sta leggendo: anche lui vivendo pagina per pagina il romanzo della sua esistenza di derelitto, prima perde l'uso degli occhi e lo riacquista poi in una confessione fuori scena, un monologo teatrale recitato dal primo attore, quando il teatro si è svuotato. Analogamente in "Pietro" di Gaglianone lo spettatore viene lasciato in balia della mancanza di una visione nitida delle realtà e l’effetto è voluto, perseguito tramite uno stile di regia al limite dell’artigianale: egli vede cose e persone sfocate, prive di contorni e di identità, esattamente come le percepisce il fragile protagonista. Pietro non è cieco, deve diventarlo per sopportare il peso del marciume che gli sta attorno: a fare da collante in una città in rovina fisica e morale è la brutalità gratuita dei gesti e l'assenza di pietà umana. Eppure Pietro è l’esploratore guida ideale, anzi l’unico possibile, all'interno degli inferni urbani contemporanei: Torino o Milano sono tragicamente identiche alla Napoli di "Gomorra", un universo frantumato senza gerarchie di valori dominato dalla barbarie per il quale l'analisi critica dell'artista neorealista non sarebbe che anacronistica utopia. Il j’accuse non risveglierebbe più coscienze tramortite: il volo con il paracadute o con l’eroina è la grottesca degradazione dell’aspirazione ad un mondo di emozioni più autentiche. "Che c'è da sapere?" dice Pietro alla ragazza incontrata che vorrebbe raccontargli di sé: le storie o la Storia sono sepolte chissà dove in agglomerati umani senza futuro, nei quali il passato è il malinconico motivo di una fisarmonica sotto i portici del centro e non ci sono che i ritardati mentali a fermarsi incantati credendo al miracolo di un crepuscolo romantico sulla discarica. http://spettatore.ilcannocchiale.it
2010-10-07 00:39:10 Opinione di jonas su "Pietro"
Un ritardato mentale vive insieme al fratello tossico ed è l’unico dei due che guadagna qualcosa distribuendo volantini per conto di un individuo losco (“Non è cattivo, è soltanto un po’ stronzo”); si adatta a fare lo zimbello per gli avventori del bar, si scontra quotidianamente con la prepotenza o l’indifferenza altrui. Un giorno si trova a lavorare accanto a una ragazza in cui può finalmente riconoscere un proprio simile: sembra...
voto al film: 
2010-09-25 04:27:16 Opinione di fefy su "Pietro"
Pellicola durissima, abrasiva. "I panni sporchi" delle nostre città e dei nostri connazionali che fingiamo di non vedere. Occore una buona dose di pelo sullo stomaco per reggere la visione di questo film, però si tratta di un film importante, la cui unica pecca è che la rabbia del regista si fa troppo insistente e rende il tutto, a tratti, troppo teatrale. Certe sequenze sono troppo insistite a discapito di altre, che avrebbero potuto rendere un'analisi più...
voto al film: 
2010-08-30 17:42:12 Opinione di ccbaxter su "Pietro"
Invogliato dalla recensione di Film Tv sono andato a vedere “Pietro” di Daniele Gaglianone, e devo dire che non condivido affatto l’entusiasmo quasi intimidatorio del critico Giona A. Nazzaro. “Pietro” grida la disperazione di un disadattamento, di un’impotenza, che, così com’è, fa una fatica improba ad arrivare a qualcuno, ammesso che ci riesca. Che sia la forte identificazione col suo film ad avere accecato l’autore?...
voto al film: 
2010-08-26 16:09:45 Opinione di barabbovich su "Pietro"
A 6 anni da Nemmeno il destino, Gaglianone propone un film assai simile al precedente: nel budget ridottissimo (120mila euro per 12 gioreni di riprese), nella scelta della periferia torinese, nell'uso in soggettiva del sonoro (che sottolinea continuamente la necessità di astrarsi dal contesto sociale da parte del protagonista), nella predilezione per personaggi borderline. Anche se in questo caso si apprezza il coraggio di un'antinarrazione afasica e di una ridda di situazioni...
voto al film: 
2010-08-22 14:55:25 Opinione di lao su "Pietro"
Nell'appartamentino fatiscente lasciato in eredità dai genitori ai due fratelli, Francis e Pietro, le tracce del degrado sono ovunque, nel frigo vuoto, nella brande sfatte in camera, nella sporcizia e nei vecchi mobili a pezzi. Restano deboli segni di una vita comune i rudimentali disegni appesi alle pareti fatti da Pietro e una copia ingiallita di "Michele Strogoff", il libro di Verne, il cui eroe “prima non ci vede, poi ci vede”. Le avventure di Pietro...
voto al film: 
2010-08-20 22:27:50 Opinione di cipx su "Pietro"
Pietro è da Oscar, un'interpretazione indimenticabile.
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