Silent Souls (2010)
Con Yuliya Aug, Igor Sergeyev, Viktor Sukhorukov, Yuriy Tsurilo
La trama
Alla morte dell’adorata moglie Tanya, Miron chiede al suo migliore amico, Aist, di aiutarlo a dirle addio secondo i rituali della cultura Merya, un’antica tribù ugro-finnica del lago Nero, pittoresca regione della Russia centro-occidentale. Nonostante la popolazione Merya sia stata assorbita da quella russa nel XVII secolo, i suoi miti e tradizioni si sono perpetuati nella vita moderna. I due uomini partono per un viaggio che li porterà per migliaia di chilometri attraverso terre sconfinate. Assieme a loro, due piccoli uccelli in gabbia. Lungo la strada, Miron condivide i ricordi più intimi della sua vita coniugale. Ma quando raggiungono le rive del lago sacro dove si separeranno definitivamente dal corpo, Miron si accorge di non essere stato il solo ad amare Tanya.
Con lunghe inquadrature, Fedorchenko intesse una lirica acquatica – non senza rimandi a Tarkovskij – il cui ritmo fluido e costante trova passaggi indimenticabili, come la preparazione del cadavere di Tanya. Morte e vita: «Il corpo vivo di una donna è un fiume che porta via il dolore. È un peccato non ci si possa affogare». Spetta all’acqua di richiamare i merja tra le loro memorie e così il progetto di Aist, di preservarne l’identità, abbraccia la propria sparizione nella corrente eterna del Volga. «Solo l’amore non ha fine».
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 12/2011
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 28/10/2011 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
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28 maggio 2012 Opinione di bufera su "Silent Souls"
Cinema ambizioso e difficilmente accostabile, non per incomunicabilità che, anche a discapito delle parole, ce ne è tanta con le immagini splendide ed il sommesso canto che le accompagna, ma perchè le usanze di una etnia, in via di estinzione come quella dei Merja ( centro - Russia), sono un tema di pura conoscenza. Fedorchenko ha elaborato un racconto, emozionante eppur rasserenante, incentrato sulle usanze funebri di questa gente, quieta e discreta, ma tenacemente legata all'acqua...
voto al film: 
21 maggio 2012 Opinione di miss brown su "Silent Souls"
Nella regione della Russia centro-occidentale posta fra i fiumi Volga ed Oka, presso le attuali città di Rostov, Kostroma, Jaroslav e Vladimir, prima del Comunismo, prima degli Zar, prima del Cristianesimo, viveva la tribù ugro-finnica dei Merja del Lago Nero, coi suoi usi, costumi, lingua e rituali; una terra al confine tra oriente ed occidente, territorio di lotta fra Cristianesimo ed Islam. Benché tale popolazione sia stata assorbita dai Russi fin dal XVII secolo, qualcosa ancora ne...
voto al film: 
1 gennaio 2012 Opinione di Mulligan71 su "Silent Souls"
Il viaggio di due uomini, due amici, verso la celebrazione finale della morte della donna da ambedue amata. Allegorìa, con finale splendido, di una cultura destinata a scomparire, quella dei Merja, in un film visionario, profondo e poetico. "Solo l'amore non ha fine".
voto al film: 
28 ottobre 2011 Opinione di OGM su "Silent Souls"
Si può essere ebbri di morte. Si può venerare una sensualità che ha il colore dell’acqua e il sentore pungente dell’alcol che brucia. Si può coltivare il silenzio ed assecondare il grigiore, eppure portare orgogliosi, nel cuore, il grido primordiale di un’anima pagana. I Finnici del Volga sono una minoranza etnica, abitante in territorio russo, che ha perso la memoria delle proprie tradizioni, delle quali sopravvivono solo segni flebili e passeggeri: i fili colorati che ornano il...
voto al film: 
23 novembre 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Silent Souls"
Ambizioso esperimento d'autore. Sfortunatamente malriuscito benché abbia avuto il suo effimero momento di gloria grazie ai rumors veneziani, che lo davano per quasi vincitore durante il 67mo festival lagunare. Fedorchenko punta alto, in direzione Tarkovskij, ma le sue aspirazioni si arrestano fin dal principio con la mancata fusione di immagini e voce off, a malapena in grado di sfiorarsi. Ne soffrono di più le parole, costrette a predicare filosofia in un deserto di morte che...
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