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Post mortem (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Post mortem: assente
Ritmo ritmo in Post mortem: presente
Impegno impegno in Post mortem: molto forte
Tensione tensione in Post mortem: molto forte
Erotismo erotismo in Post mortem: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Post mortem

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Post mortem (voti: 32 media: 3,66) 32

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locandina di Post mortem

Trailer Originale | Sottotitoli Francese

Post mortem Trailer Originale | Sottotitoli Franceseplay

La trama

Mario, cinquantacinque anni, lavora in un obitorio battendo a macchina i referti delle autopsie. Nel 1973, nel pieno del golpe cileno, fantastica sulla sua vicina Nancy, ballerina di cabaret, che scompare misteriosamente l’11 settembre. Dopo una violenta irruzione dell’esercito a casa della famiglia di Nancy, Mario apprende dell’arresto del fratello e del padre di lei, esponente di spicco del Partito Comunista e sostenitore di Salvador Allende. Turbato e spinto dalla perdita dell’amante mancata, Mario si mette freneticamente alla sua ricerca. Il governo Allende è stato rovesciato e la gente muore per le strade. L’esercito sequestra l’obitorio e i cadaveri si accumulano ma Mario non riesce a distogliere la mente da Nancy. Continua a fare il proprio lavoro, finché una notte... 

Come un pugno in faccia, ecco Post Mortem di Pablo Larraín, già autore dell’acclamato (e bellissimo) Tony Manero. Il film si insinua nella condizione umana dei protagonisti lentamente, pedinando la loro crescita emotiva mentre tutto intorno il dramma fatalmente accade, inesorabile come ad autunno il cader di foglie. Larraín aveva cominciato a girare con la macchina da presa mobile, “a mano”. Per fortuna ha cambiato idea, perché una storia così potente, ritratto tragico di vita e morte che (con)fluiscono, aveva bisogno di uno sguardo inerte, attonito.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 43/2010

Cile, 1973. Allende e il suo socialismo democratico. Mario lavora alla morgue, reparto autopsie. Vede solo corpi di gente morta. Invidia quel briciolo di vita che anima la casa della vicina, Nancy. Basta attraversare la strada. Lei è artista burlesque in un fatiscente cabaret della periferia. Gente per strada che grida viva Marx. Gente per strada che grida contro Marx. Militari e fascisti. Molte autopsie. Come un pugno in faccia, ecco Post Mortem di Pablo Larraín, già autore dell’acclamato (e bellissimo) Tony Manero. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 13/11/2011 - utile per 31 utenti

Voto al film: voto buono

Nella mia personale graduatoria di gradimento relativamente a ciò che è stato presentato nella passata stagione cinematografica, Post mortem di Pablo Larraín occupa uno dei primi posti (se non il primo in assoluto) e sono di conseguenza particolarmente dispiaciuto che sia rimasto di fatto un vero e proprio “invisibile” nonostante il suo sconvolgente valore (o forse proprio per questo): emarginato dalla distribuzione, è stato infatti poi snobbato anche dal pubblico che in pratica ha disertato in massa le poche sale dove è stato programmato solo per un brevissimo lasso di tempo insufficiente anche per il “passa-parola”. Ha  finito così per mancare a un appuntamento importante e altamente “formativo”, che gli avrebbe invece consentito di confrontarsi con qualcosa di  lacerante e duro che riguarda non solo la Storia, ma anche la piccola cronaca di ognuno, intesa  come la spicciola esistenza quotidiana dell’uomo, poiché qui le due cose si intrecciano indissolubilmente. Così inscindibili, che davvero nessuno può considerarsi esente (come responsabilità diretta o indiretta) rispetto agli eventi narrati e alle loro conseguenze, e men che mai può pensarne di poterne  rimanerne completamente fuori, o peggio ancora, pretendere di essere assolto. 
L'organizzazione della messa in scena poi,  è di straordinaria efficacia nella sua crudezza esplicativa particolarmente dolorosa e disturbante, proprio per le implicazioni (soprattutto etiche) che ne derivano e che non possono non scuotere le coscienze, perché è un film che fa davvero stare male col suo rigore essenziale che diventa la precisa e puntuale cifra stilistica di una rappresentazione delle cose che suscita forti emozioni e sgomenti  altrettanto viscerali, con quel senso di precario,  di  disumano e di laido che trasmette e si porta dietro, visto che il film si interroga (e ci fa riflettere) proprio sulla programmazione, la pianificazione e le infamie di tutte le dittature (dichiarate o sotterranee, non fa alcuna differenza), sui troppi silenzi che spesso le circondano e le nutrono, e sulle connivenze morali di ogni livello e gradazione che ne alimentano il potere, e che spiega di conseguenza come il virus che genera certe aberrazioni, abiti di fatto in ognuno di noi, e quanto sia profondamente radicato nella natura umana (anche in quella dell’uomo comune), magari addormentato in qualche nascosto recesso dell’inconscio, ma pronto a risvegliarsi all’occorrenza non appena se ne presenta l'occasione.
Un altro positivo risultato dunque quest’ultima opera del regista cileno,  ancora più potente e spiazzante della precedente, che conferma il suo non comune talento: possiamo ben dire in effetti che è nato un nuovo eccellente Autore (la lettera maiuscola è voluta), anche se purtroppo sembra che se ne siano accorti davvero in pochi, almeno qui in Italia.
  Come ben sappiamo, Post mortem è un termine che  indica quei fenomeni che seguono la morte anche in senso tecnico, come appunto l’autopsia che si esegue sui cadaveri (tema centrale nel film di Larraín), ma che qui non riguarda strettamente e solo “quella” pratica e “quella” professione, ma intende avere invece un respiro e un significato ben più ampio,  che consente al film di acquisire  un valore (e un peso) molto più inquietante e universale, quasi emblematico,  poiché di fatto il regista sul tavolo dell’obitorio per dissezionarlo, fa stendere simbolicamente addirittura un intero paese, il Cile, colto nei tragici giorni del golpe di Pinochet del 1973 (un altro sinistro 11 settembre non meno doloroso e terribile di quello americano, come ha ben ricordato Ken Loach con il suo episodio inserito nel film 11settembre 2001). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Post mortem


9 aprile 2012 Opinione di supadany su "Post mortem"
supadany

VOTO : 7. Film durissimo, per certe dinamiche addirittura quasi sconvolgente, questo secondo lavoro di Pablo Larrain ancora una volta accompagnato in scena dalle capacità recitative di Alfredo Castro, nuovamente molto convincente, dopo l’interessante “Tony Manero”. Cile 1973, Mario Cornejo (Alfredo Castro) lavora come dattilografo presso un obitorio quando l’esercito, in seguito al rovesciamento del governo, intraprende una feroce repressione contraddistinta da tantissime vittime...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Post mortem (2010)

nessun commento
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25 novembre 2011 Opinione di Peppe Comune su "Post mortem"
Peppe Comune

Mario Cornejo (Alfredo Castro) lavora all'obitorio di un ospedale di Santiago del Cile. Il suo compito è quello di trascrivere i dati delle autopsie effettuate sui cadaveri dal dottor Castillo (Jaime Vadell) e dalla sua assistente Sandra (Amparo Noguera). Fa una vita alquanto monotona, vive da solo e l'unico sussulto emozionale è l'innamoramento per Nancy Puelmas (Antonia Zegers), una ballerina di cabaret sua dirimpettaia cacciata dal posto di lavoro perchè diventata troppo magra. Il...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Post mortem (2010)

2 commenti
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22 novembre 2011 Opinione di ripley77 su "Post mortem"
ripley77

Voto al Film : 7

voto al film: ripley77 assegna il voto buono a Post mortem (2010)


20 novembre 2011 Opinione di bradipo68 su "Post mortem"
bradipo68

L'orrore nasce dalla Storia. Mario( Alfredo Castro,attore favoloso) è un moderno amanuense: trascrive i referti delle autopsie. Uno scriba totalmente svuotato di personalità e di sentimenti almeno all'apparenza. Ma si sa che l'apparenza inganna: questo misero ometto di mezza età,una specie di Jean Pierre Leaud in acido con tanto di similcaschetto biondo,si invaghisce della sua vicina, ballerina in un locale di quarto ordine, di impressionante magrezza. E lei sembra gradire la corte di...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Post mortem (2010)

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13 novembre 2011 Opinione di spopola su "Post mortem"
spopola

Nella mia personale graduatoria di gradimento relativamente a ciò che è stato presentato nella passata stagione cinematografica, Post mortem di Pablo Larraín occupa uno dei primi posti (se non il primo in assoluto) e sono di conseguenza particolarmente dispiaciuto che sia rimasto di fatto un vero e proprio “invisibile” nonostante il suo sconvolgente valore (o forse proprio per questo): emarginato dalla distribuzione, è stato infatti poi snobbato anche dal pubblico che in pratica ha...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Post mortem (2010)

17 commenti
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12 settembre 2011 Opinione di alan smithee su "Post mortem"
alan smithee

  Dopo lo splendido Tony Manero, Pablo Larrain torna in concorso a Venezia 2010 con un film ancor piu’ bello. Siamo in Cile anni '70, in piena dittatura: la cinepresa insegue la vita silenziosa e solitaria di un riservato e ambiguo impiegato del ministero della sanita’, impegnato a redigere sotto dettatura referti medici rivenienti da autopsie che impudicamente la macchina ci mostra in tutto il loro orrore. Un giorno l’uomo conosce una stagionata ballerina, sua...

voto al film: alan smithee assegna il voto buono a Post mortem (2010)

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8 agosto 2011 Opinione di bond20 su "Post mortem"
bond20

deludente ma molto deludente. Visto in dvd. Pallosa anche l'ultima scena in pianosequenza.

voto al film: bond20 assegna il voto mediocre a Post mortem (2010)


25 luglio 2011 Opinione di zombi su "Post mortem"
zombi

film difficile questo di larrain. difficile da seguire con il suo ritmo lento. difficile innanzitutto per il tema che tratta perchè gli orrori commessi dalle dittature sono forse eguali agli errori commessi dall'evoluzione perchè ciò venga permesso. e forse lo sguardo fisso e attonito del protagonista è quello dell'incredulità di fronte a tutto ciò. la dottoressa addetta alle autopsie promossa a dottoressa ufficiale della guerra promossa dagli stati...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a Post mortem (2010)

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18 giugno 2011 Opinione di ezio su "Post mortem"
ezio

Film "sporco" e terribile su un Cile in pieno degrado civile.Larrain si dimostra un regista attento al cinema di impegno,mai banale.Insieme al precedente Tony Manero, due gioielli da vedere assolutamente,anche se e' cinema per pochi,non certo di massa.

voto al film: ezio assegna il voto buono a Post mortem (2010)


29 maggio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Post mortem"
Mulligan71

Ancora lo sguardo glaciale di Larrain sulla tragedia del Cile, 1973, dopo lo splendido "Tony Manero". Ancora un gigantesco Alfredo Castro, in un personaggio sconfitto e mediocre, un "funzionario", che passa, in un grigio sogno d'amore, fra i cadaveri che s'ammassano nell'obitorio con la tranquilla cattiveria della Storia. Storia che ammassa macerie e corpi, senza distinzione, se non lo sguardo muto di una fortissima, devastante, sequenza finale. Molto intenso.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Post mortem (2010)

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