Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

When we leave (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in When we leave: assente
Ritmo ritmo in When we leave: assente
Impegno impegno in When we leave: assente
Tensione tensione in When we leave: assente
Erotismo erotismo in When we leave: assente

Il voto di FilmTV

Questo film non ha ancora ricevuto un voto.

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a When we leave (voti: 1 media: 4,00) 1

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina non disponibile

La trama

Umay, una ragazza tedesca di venticinque anni, abbandona Istanbul e il suo matrimonio opprimente per raggiungere Berlino, la sua città natale, convinta di trovare un ambiente sereno in cui crescere il suo bambino. Ma il suo arrivo inaspettato provocherà una serie di conflitti in seno alla sua famiglia. 

Incluso nelle taglist:

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 14/09/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

La storia è quella di una fiction. I toni sono quelli di un film d’autore. Alla fine il cinema prevale sulla televisione, facendosi strada a furia di vuoti: attimi di solitudine, quadri di sterilità interiore che allargano la trama sconnettendone i passaggi obbligati, le evoluzioni scontate. In questo modo la classica vicenda della donna che “disonora” la famiglia diventa una moderna avventura esistenziale, in cui il silenzio sottolinea le fasi di attesa, e le grida i momenti di disperazione, nei quali tutti, vittime e carnefici, finiscono per commettere tragici errori. La giovane Umay vive ad Istanbul col marito Kemal e il figlioletto Cem: un matrimonio infelice, segnato dall’autoritarismo dell’uomo e dall’invadenza dei suoi parenti.  Un giorno la donna decide di sottrarsi a quell’ambiente oppressivo, ricongiungendosi ai suoi genitori e ai suoi fratelli, che vivono a Berlino. Ma da loro riceverà soltanto incomprensione ed ulteriori soprusi, e sarà nuovamente costretta a scappare. Lei e gli altri personaggi sono incapsulati nell’impossibilità di intessere veri legami affettivi, di avere un confronto sincero e costruttivo col prossimo. E così Umay rimane sospesa tra due mondi, a cui appartiene per motivi anagrafici, ma che ugualmente la respingono: il paese d’origine e la terra  d’immigrazione, che non sono in grado di assicurarle la libertà di cui avrebbe bisogno. Ovunque vada, Umay si trova perseguitata da una famiglia-clan che ai suoi membri non dà, né chiede amore, ma da loro pretende soltanto  l’obbedienza alle regole. D’importanza vitale è, infatti, la rispettabilità del sangue, che, una volta macchiato, tale rimane per sempre. Umay, agli occhi dei suoi, è una fedifraga senza diritti, indegna di essere madre, e meritevole soltanto dell’ostracismo più assoluto, accompagnato, se occorre, dalla violenza fisica e morale. È questa azione repulsiva a riempire l’atmosfera rarefatta del film, a costituire un campo di forze che isola ogni individuo dentro l’irrimediabilità della sua condizione. Questa è, per ognuno, una terribile forma di schiavitù: un assoggettamento totale ed imbelle alle imposizioni sociali, oppure una crudele sentenza che condanna all’emarginazione. I rapporti umani sono assenti, in una rassegna di istantanee in cui i  personaggi vengono  perlopiù ritratti singolarmente, e in uno stato di immobilità: le loro figure, private delle dinamiche interpersonali, si relazionano unicamente allo statico scenario che fa da sfondo al loro mondo chiuso e miope. Ogni via di uscita  è un miraggio passeggero: un magnifico  sogno che irrompe nell’immagine come un lampo di luce,  per rivelarsi, subito dopo, come il passeggero riflesso di un’assurda illusione. Il romanticismo si affaccia timidamente, di tanto in tanto, nei momenti in cui il dramma si concede una pausa, e la freddezza del cinismo  cede il passo all’infiammato coraggio della passione. ESPANDI +
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su When we leave


14 settembre 2011 Opinione di OGM su "When we leave"
OGM

La storia è quella di una fiction. I toni sono quelli di un film d’autore. Alla fine il cinema prevale sulla televisione, facendosi strada a furia di vuoti: attimi di solitudine, quadri di sterilità interiore che allargano la trama sconnettendone i passaggi obbligati, le evoluzioni scontate. In questo modo la classica vicenda della donna che “disonora” la famiglia diventa una moderna avventura esistenziale, in cui il silenzio sottolinea le fasi di attesa, e le...

voto al film: OGM assegna il voto buono a When we leave (2010)

nessun commento
[utile per 10 utenti]


scrivi la tua opinione su When we leave


Voti a When we leave



login

hai dimenticato la password?