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Attenberg (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Attenberg: assente
Ritmo ritmo in Attenberg: assente
Impegno impegno in Attenberg: assente
Tensione tensione in Attenberg: assente
Erotismo erotismo in Attenberg: assente

Il voto di FilmTV

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Attenberg (voti: 7 media: 2,00) 7

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Clip 2 Originale | Sottotitoli francese

Attenberg Clip 2 Originale | Sottotitoli franceseplay

La trama

Marina, una ragazza di ventitrè anni, vive con il padre, un architetto, in una città industriale sperimentale sul mare. Trovando la specie umana strana e repellente, se ne tiene lontana. Invece la osserva testardamente attraverso le canzoni dei Suicide, la serie di documentari sui mammiferi di Sir David Attenborough e le lezioni di educazione sessuale impartite dalla sua unica amica, Bella. Uno sconosciuto arriva in città e la sfida a una gara di subbuteo. Suo padre intanto si prepara ritualisticamente a lasciare il XX secolo, che considera “sopravvalutato”. Invischiata tra i due uomini e Bella, la sua aiutante, Marina indaga i meravigliosi misteri della fauna umana. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 29/04/2012 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Una rivoluzione ha saltato a piè pari gli stadi intermedi dell’evoluzione. È accaduto in Grecia, un Paese che è passato direttamente dai pastori ai bulldozer, da una cultura rurale ad un’economia basata in buona parte sull’edilizia, senza transitare per l’era industriale. È come se la nostra specie venisse catapultata dalla primitività degli istinti all’intellettualismo più spinto, dalla schiavitù del corpo alla libertà della mente, senza attraversare il secolare conflitto tra la carne e lo spirito, tra la percezione sensibile e la speculazione astratta. I concetti possono superare la fisicità delle leggi naturali, come quelle che governano l’attrazione sessuale, la riproduzione, l’invecchiamento, la morte, la decomposizione. Marina crede di poter viaggiare oltre gli impulsi, per sottrarsi alla zoologia dell’esistenza, fino a dichiarare il proprio disgusto per tutto ciò che ci è imposto dal nostro atavico patrimonio genetico. Trova ripugnante l’idea di essere toccata da un uomo, esattamente come suo padre, malato terminale di cancro, non sopporta la prospettiva di essere sepolto nella terra e mangiato dai vermi.  Per questo motivo si accorda con la figlia, in modo che questa si rivolga ad un’agenzia specializzata per spedire il suo feretro all’estero, dove – seguendo una procedura non ancora consentita in territorio ellenico – potrà essere cremato. Lui, che di professione è architetto, preferisce la progettualità attiva, rispetto all’abbandono alle meccaniche universali, ripetitive ed uguali per tutti. Anche Marina, che ancora non conosce l’amore, lo vuole affrontare come un esperimento tecnico al quale ci si prepara con un’opportuna introduzione didattica all’argomento: per cominciare, chiede a Bella, la sua amica, di darle lezioni sulle dinamiche del bacio. Il suo piano è acquisire una competenza scientifica  su una questione che la turba a livello emotivo, con l’intento di riuscire a dominare anche quella sua irrazionale avversione. Del rapporto tra maschio e femmina ha una visione meramente strutturale, il cui tenore ricalca quello delle descrizioni fornite dai documentari sugli animali di “Attenberg” (storpiatura del cognome di David Attenborough). Anche quando alla teoria decide di far seguire la pratica, accettando l’invito dell’ingegnere Spyros a raggiungerlo nella sua camera d’albergo, il suo approccio alla questione rimane rigorosamente metodico, e si concretizza in un’esplorazione graduale ed attenta, programmata istante per istante, ed accompagnata da didascalici commenti verbali.  In questo modo il sogno, incantevolmente affacciato sull’ignoto, viene squallidamente sostituito dal disegno preordinato, studiato apposta per arrivare a conoscere, uno dopo l’altro, tutti i dettagli, impedendo il formarsi di quel margine di indeterminatezza che è l’anima dell’incoscienza giovanile,  oltre a racchiudere il segreto della seduzione. Marina ha ventitré anni, ma non ha mai provato il brivido dell’adolescenza, quando la realtà, con i suoi allettanti misteri, si presenta come un invito a tuffarsi nel domani, col cuore e col pensiero,  per poter accogliere le meravigliose sorprese che la vita certamente ha in serbo per noi. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Attenberg


29 aprile 2012 Opinione di OGM su "Attenberg"
OGM

Una rivoluzione ha saltato a piè pari gli stadi intermedi dell’evoluzione. È accaduto in Grecia, un Paese che è passato direttamente dai pastori ai bulldozer, da una cultura rurale ad un’economia basata in buona parte sull’edilizia, senza transitare per l’era industriale. È come se la nostra specie venisse catapultata dalla primitività degli istinti all’intellettualismo più spinto, dalla schiavitù del corpo alla libertà della mente, senza attraversare il secolare conflitto...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Attenberg (2010)

nessun commento
[utile per 9 utenti]

11 febbraio 2012 Opinione di bradipo68 su "Attenberg"
bradipo68

Attenberg è un film che per essere compreso (almeno in parte!) per prima cosa deve essere contestualizzato. E' l'opera seconda di Athina Rachel Tsangari, già produttrice di titoli come Kynodontas e Kinetta, pellicole dirette da Giorgios Lanthimos, nome di punta del nuovo cinema greco da esportazione, che qui recita nella parte dell'ingegnere che cerca di iniziare alle gioie del sesso la giovane Marina ( Ariane Labed). E proprio come Kinetta e Kynodontas parla di linguaggio da una...

voto al film: bradipo68 assegna il voto mediocre a Attenberg (2010)

nessun commento
[utile per 6 utenti]


6 ottobre 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Attenberg"
Mathiasparrow

Un semplice errore di pronuncia dà origine al titolo. Un errore ben più grande dà invece origine al film: credere che alla mancanza di un'idea cinematografica primaria si possa rimediare distraendo lo spettatore attraverso frivolezze, scene maldestramente "spinte" e lungaggini pseudo-intellettuali. La regista traveste di pretenziosità il nulla basilare su cui fonda la propria opera prima, un accumulo incosciente di temi e temini svariati che trovano più...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto pessimo a Attenberg  (2010)

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