Sorelle Mai (2010)
Con Alba Rohrwacher, Donatella Finocchiaro, Pier Giorgio Bellocchio, Gianni Schicchi, Silvia Ferretti, Elena Bellocchio, Letizia Bellocchio, Maria Luisa Bellocchio, Valentina Bardi, Anna Bianchi
La trama
Sei episodi di un'unica storia, girati a Bobbio in sei anni diversi tra 1999 e il 2008,raccontano di Elena, nella sua crescita dai 5 ai 13 anni, di sua madre Sara, sorella di Giorgio, e dei loro difficili rapporti. Elena vive con le zie a Bobbio, perché la madre, attrice, è sempre in giro e ritorna quando può, così come ritorna anche il fratello per ragioni diverse. Un giorno Sara decide che Elena viva con lei a Milano, lasci così il paese e si separi dalle zie, forse definitivamente...
Il nucleo familiare, la musica di Verdi, Bobbio e la Val Trebbia, Elena, il gioco fra la scena e i desideri, sono tutti elementi di un conflitto che Bellocchio filma in maniera serena ma non conciliata. È uno sconcertante cinema d’amore, quello di Marco Bellocchio. Che commuove per la sua capacità di perdersi sul corpo di Donatella Finocchiaro o nello scrutare Elena che accarezza un gatto. Sorelle Mai è un addio del passato che si offre come un’irresistibile ipotesi di futuro.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 11/2011
continuo ripensare le proprie motivazioni, ha attraversato la Storia del nostro Paese con una furia e violenza unica, scontrandosi sia con il proprio linguaggio e la stessa forma cinema sia con il discorso politico e sessuale dominante. Parabola intellettuale di raro rigore, il lavoro di Bellocchio, pur esposto in maniera drammatica rispetto ai conflitti in atto da più di quarant’anni in Italia, ha sempre ricondotto i contrasti del mondo in seno a una pratica del fare cinema che, instancabile, s’ostina(va) a voler esserne parte come pensiero dello sguardo e del filmare. ESPANDI +
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 03/08/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
I PUGNI IN ACQUA
Il Cinema come documento della propria vita, in una coincidenza tra passato e presente che trova il suo svolgersi in corsi e ricorsi storici. Dal 1999 al 2008 l'esperienza del Laboratorio di Fare Cinema diventa uno esperimento di work in progress dalle forti connotazioni autobiografiche e dalle componenti stilistiche da avanguardia sperimentale. Marco Bellocchio fa i conti con il rapporto ambivalente con Bobbio e nello stesso tempo (e spazio) prova ad esorcizzare il fantasma del suo debutto folgorante nel 1965 con I Pugni in Tasca. Lo fa riproponendo il puzzel di un quadretto familiare in cui i giovani sentono distintamente la distanza che li separa dai vecchi, i figli avvertono l'assenza delle madri e dei padri dopo averne contestato l'opprimente presenza o la esagerata beatificazione. Si inizia cercando di trovare un posto nel mondo mentre i rintocchi del campanile fanno da metronomo alle parole di Cechov e si passa attraverso le dinamiche conflittuali del lessico familiare. I frammenti de I Pugni in Tasca si inseriscono nel montaggio come singhiozzi subcoscienti : la memoria sembra volere proiettare le proprie ombre sul presente. Le vecchie zie sembrano appartenere a un altra epoca, parlano tra loro con un codice incomprensibile al giovane Piergiorgio. Quest'ultimo incarna perfettamente il tentativo di rinnovamento della nuova generazione, il desiderio di staccare le radici da Bobbio ma la concomitante paura di dove trovare un nuovo terreno fertile. I problemi economici rappresentano i rintocchi di realtà che si stampano sul viso del giovane attore mentre donne ombre cinesi sembrano affollare i suoi sogni nel dormiveglia. Bellocchio prova a proiettarsi fuori nel nome del figlio e stabilisce un cordone ombelicale molto forte che sembra avviluppare nelle sue spire più generazioni. Filtrare la diversità dell'artista nell'acqua della oggettività delle piccole e grandi cose del mondo, cercando di dare un significato alla propria esistenza. Allo scontro si sostituisce il confronto. Per Marco Bellocchio questo percorso di autoanalisi ha un suo momento di svolta proprio nell'anno in cui esce il film La Balia (citato in una delle ultime sequenze), che fa un po' da spartiacque con le opere precedenti e prepara il terreno per la svolta della produzione attuale caratterizzata da pietre miliari come L'ora di religione, Buongiorno Notte, Il Regista di Matrimoni e Vincere. Se nel 1965 il giovane Lou Castel sognava di sterminare la famiglia cominciando a buttare la madre cieca giù da un burrone, nel 2008, di fronte alla stolida testardaggine delle zie sorelle , l'unica reazione possibile è una carezza affettuosa, un sorriso ironico da serena accettazione della diversità e della differenza culturale prima che anagrafica. Tra il comico e il patetico le due cechoviane sorelle rimangono aggrappate agli stilemi granitici del loro mondo, con l'unica certezza di volere essere sepolte nella Cappella di famiglia. Tutti gli astratti furori giovanili si trasformano in una malinconica lentezza che fa approdare verso un placido finale. La sensazione è quella di un bagno catartico nel fiume Trebbia in cui quasi tutti i protagonisti si immergono, fino alla scomparsa simbolica di Gianni Schicchi uomo in frack che è anche la definitiva rielaborazione di un passato che prova a donare il suo testimone alle nuove generazioni. Lou Castel affogava il proprio fratello ritardato con un gesto violento e ribelle. Bellocchio toglie i pugni dalle tasche e li raffredda dentro le acque del fiume: la sovversione autodistruttiva diventa forza rinnovatrice e rigeneratrice. Adesso tutto è ritornato dalla memoria per trovare il suo spazio e il suo tempo. Le sorelle mai sono fissate in una istantanea di sempre. E Bellocchio può richiudere l'album di famiglia, elaborando il lutto di una epoca storica che giace sepolta sotto tonnellate di acqua corrente.
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7 dicembre 2011 Opinione di hallorann su "Sorelle Mai"
“La nostra città ha 200.000 abitanti…non uno che si distingua dall’altro, tutti uguali…in 200 anni non un santo, uno scienziato, un artista…non uno che si sia messo in luce…che abbia suscitato l’invidia o spronato un altro a emularlo…Non fanno che mangiare, bere, dormire alla fine crepare…e mettere al mondo altri che a loro volta mangiano, bevono e dormono…”. Il protagonista Giorgio legge Cechov e vede in quei versi la sua condizione, Bobbio il luogo in cui è...
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30 ottobre 2011 Opinione di OGM su "Sorelle Mai"
La provincia è la prigione dei sogni. O forse è il loro scrigno, un forziere robusto che li conserva intatti attraverso le generazioni. Ed è pesantemente ancorato al suolo, ostacolando i voli, i viaggi, i cambiamenti. Quando la terra natia è piccola e antica, è un nido da cui è difficile staccarsi: il tempo l’ha reso accogliente, la civiltà vi ha portato la cultura ed il benessere, e a tutto ciò mancano solo la grandezza e la libertà. Restando all’interno dei suoi ristretti...
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3 agosto 2011 Opinione di Snaporaz68 su "Sorelle Mai"
I PUGNI IN ACQUA Il Cinema come documento della propria vita, in una coincidenza tra passato e presente che trova il suo svolgersi in corsi e ricorsi storici. Dal 1999 al 2008 l'esperienza del Laboratorio di Fare Cinema diventa uno esperimento di work in progress dalle forti connotazioni autobiografiche e dalle componenti stilistiche da avanguardia sperimentale. Marco Bellocchio fa i conti con il rapporto ambivalente con Bobbio e nello stesso tempo (e spazio) prova ad...
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17 luglio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Sorelle Mai"
Bellocchio si conferma il più grande regista italiano attuale, insieme ad Amelio. Film di grande purezza, dove la natura misteriosa dell'amore s'immerge nella quiete quasi contadina di Bobbio, dove non passano solo gli anni di Elena, ma una vita intera. Film carnalissimo e struggente, con momenti registici di rara bellezza.
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14 aprile 2011 Opinione di barabbovich su "Sorelle Mai"
Vacanze (mentali) in Val Trebbia per Marco Belloccio, che ha pensato bene di tradurre in un film i corsi di regia che da diversi anni tiene per il laboratorio Fare Cinema a Bobbio, in Emilia. Ad accompagnare l'audace quanto insipida e intimista operazione del regista c'è buona parte del parentado, dalle zie ai figli, più qualche amica di lungo corso come Donatella Finocchiaro. La storia - si fa per dire - è quella di Giorgio (Piergiorgio Bellocchio) e Sara...
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3 aprile 2011 Opinione di leporello su "Sorelle Mai"
Grande prova d'autore per questo film definito "piccolo" dallo stesso regista ma "grande" nelle scelte stilistiche, fotografia ardita, sgranata, sfocata, colorata come solo un maestro può permettersi di fare. Un film "domestico" girato con calma nelle vacanze estive dei tanti anni succedutisi, intimo e delicato, personaggi e interpreti (su tutti una magnifica Finocchiaro) accattivanti e coinvolgenti nella loro semplice quotidiana normalità, un film di scuola, con una regia...
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2 aprile 2011 Opinione di fefy su "Sorelle Mai"
Un film sperimentale, moto personale, a tratti affascinante, perchè è bella l'idea che sia girato in 10 anni seguendo il percorso di una bambina da quando era piccolina fino all'adolescenza, una Bellocchio tra l'altro, come le zie, il figlio etc.. Tuttavia si tratta di un film che se non prende le corde dell'anima ti lascia cadere nella noia della sala. Sarà anche che Bellochio non ha mai destato in me tanta simpatia, ragion percui... E poi i Pugni in...
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28 marzo 2011 Opinione di bufera su "Sorelle Mai"
Parlo e giudico da spettatore, al di là della condivisione più o meno importante con il cinema di Bellocchio, e l'opera mi è molto piaciuta. Forse per lui è più facile fare una operazione del genere, comunque dal punto di vista estetico e partecipativo ci si trova bene immersi in questi frammenti veri e non veri,non importa, di storie di personaggi in qualche modo esistenti, attori e non. Ambienti noti, tecnica amatoriale, intima e a tratti...
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22 marzo 2011 Opinione di ligeti su "Sorelle Mai"
Marco Bellocchio torna a parlare per l’ennesima volta di famiglia, questa volta in prima persona, come già aveva fatto nell’autobiografico Vacanze in val Trebbia (1980). Le sorelle Mai del titolo (il regista ha sempre avuto un debole per i cognomi strambi) sono le vere sorelle di Bellocchio, Maria Luisa e Letizia. Il film si divide in sei episodi girati a Bobbio tra il 1999 ed il 2008 nell’ambito delle lezioni del laboratorio “Fare Cinema”, che il...
voto al film: 
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