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Gorbaciof (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Gorbaciof: minimo
Ritmo ritmo in Gorbaciof: forte
Impegno impegno in Gorbaciof: forte
Tensione tensione in Gorbaciof: presente
Erotismo erotismo in Gorbaciof: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Gorbaciof

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Gorbaciof (voti: 57 media: 3,33) 57

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La trama

Marino Pacileo, detto “Gorbaciof” a causa di una vistosa voglia sulla fronte, è il contabile del carcere di Poggioreale a Napoli. Schivo e silenzioso, Pacileo ha una sola passione: il gioco d’azzardo. Quando scopre che il padre di Lila, la giovane cinese di cui è innamorato, non può coprire un debito contratto al gioco, Pacileo sottrae i soldi dalla cassa del carcere per darli alla ragazza. Dal quel momento, tra partite sbagliate, riscossione di tangenti e rapine, inizia una spirale discendente dalla quale non sarà più in grado di uscire. 

La sceneggiatura dell’intensa opera di Stefano Incerti (di gran lunga la sua più riuscita) arriva dritta dritta da Carlito’s Way di Brian De Palma: identici la fretta del passo spedito di Servillo (perfetta versione napoletana dello spacciatore portoricano Brigante), l’urgenza di distaccarsi da un destino segnato, il sentore di morte che aleggia fin dalla prima inquadratura, uno sguardo concentrato sul denaro, pensato contato e scommesso (cavalli, bingo, carte, videopoker...) come unico mezzo per svicolare via. Un film, scarnificato eduardianamente e spogliato dell’irresistibile enfasi depalmiana, che parla poco e guarda molto. Conscio e complice dell’inesorabile fatalità.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 42/2010

Quando il degrado di se stessi coincide con il degrado di una città (Napoli) e di un Paese (l’Italia). Toni Servillo (stratosfericamente gigionesco) è Marino Pacileo, detto Gorbaciof, voglia sulla fronte e desiderio di chiudere una delle numerose partite a poker consumate nel retro di uno squallido ristorante cinese e scappare via, volando lontano, magari con l’amata Lila (l’inedita, per l’Europa, attrice di Shanghai Mi Yang), figlia del debole padrone del locale (il giapponese Hal Yamanouchi, già Lucifero nel delirante ma vitale Joan Lui di Celentano). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 21/10/2010 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

Marino Pacileo è a tutti noto con il nome di Gorbaciof per la vistosa voglia che porta sulla fronte. Fa il contabile nel carcere di Poggioreale a Napoli, non è sposato, vive da solo, ha sempre i capelli unti e ha una camminata frenetica particolarmente fantasiosa. Ha la passione per il gioco e per le partite a poker si rintana notti intere nel retro di un ristorante cinese. E 'qui che conosce la bella Lila (l'esordiente Mi Yang) di cui si innamora ed è per proteggerla da un padre (Hal Yamanouchi) che potrebbe farla prostituire per coprire i debiti di gioco contratti con un noto avvocato napoletano (Geppy Geijeses), giocatore fisso pure lui e sempre accompagnato da un sinistro guardaspalle (Gaetano Bruno), che Gorbaciof inizia a far sparire sempre più soldi dalle casse del carcere e a mettersi in mezzo ai trafici illeciti orditi da un agente di polizia penitenziaria (Nello Mascia). Ambientato nel "Vasto", la "Chinatown" di Napoli, "Gorbaciof" racconta del tentativo di riscatto di due solitudini e alterna la tenerezza di occhi che anelano una via d'uscita con la durezza di un presente che impone la chiusura di ogni conto lasciato in sospeso. Stefano Incerti punta molto sul corpo e sul volto di Toni Servillo, che "gigioneggia"con la naturalezza di chi è capace di piegare ogni esigenza scenica al suo istrionico talento. Gorbaciof attraversa la città di sfuggita, va sempre di fretta, quando conta i soldi, quando li ripone nella cassaforte, quando cammina, quando parla, una frenesia che non si sposa affatto con la sua desolante solitudine (ottimamente restituitaci all'interno di un appartamento privo di calore, con un frigo vuoto e Gorbaciof intento a mangiarsi un panino in mutande) ma col fatto di essere abituato a giocare sempre al limite, a muoversi sempre al ridosso del permettibile. E' la psicologia del tavolo da gioco che permea l'esistenza intera del giocatore incallito. Poche parole e molti sguardi per capire le intenzioni degli altri e cercare di giocare sempre d'anticipo. Ma quando, finalmente, nell'altro che gli sta di fronte vi legge intenzioni amiche non può fare a meno di abbracciarne la causa. Quest'altro ha i lineamenti candidi di una bella ragazza e gli occhi smarriti di chi si sente un pesce fuor d'acqua. Parla solo il cinese Lila e questo accresce il senso del suo isolamento e la forza di un rapporto che si nutre di assensi emotivi. Forse tra Lila e Gorbaciof nascerà l'amore di una vita, al momento li lega l'urgenza di sperare in un domani migliore. Un pò di luce entra nella tetra esistenza di Gorbaciof e lui l'accoglie con sincero trasporto, imboccando una strada giusta ma dal senso sbagliato e per percorrerla tutta si vede costretto a superare il limite consentito. Non può fare altro che alzare la posta del suo gioco, barare anche se necessario, come se si trattasse della solita partita a poker. Non gli resta che di entrare in campo aperto, dove non è più padrone assoluto del suo istinto, della sua autonoma volontà di agire, in uno spazio in cui qualsiasi accidente può prendersi beffa di qualsiasi volontà di riscatto. E' un buon film "Gorbaciof", pieno di rimandi (è impossibile non citare "Carlito's Way" di Brian De Palma e neanche una situazione di chiaro stampo "tarantiniano")  ma con una peculiarità tutta sua, capace di delineare un'idea affatto banale di strutturare un noir, fatto di sottrazioni, usando poche parole per dire molto sulla condizione morale dell'uomo contemporaneo e su una città che ci viene restituita con tutto il suo potenziale criminogeno senza cedere al ricatto di dover far ricorso ai soliti clichè della criminalità organizata. "Gorbaciof" è la storia di un uomo che ha sempre agito in solitudine e Toni Servillo è uno dei pochi attori viventi capace di reggere sulle sue spalle il peso di un intero film.
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SI

Opinioni su Gorbaciof


21 gennaio 2012 Opinione di bradipo68 su "Gorbaciof"
bradipo68

Marino Pacileo è un uomo solo. Conta soldi per lavoro, per il gioco d'azzardo, quasi per voluttà personale ha sempre questa maledetta carta filigranata in mano e sembra non sapere che farsene.Deve trovare una ragione per dare una svolta alla sua vita randagia. E questa via di fuga si chiama Lila, la figlia del ristoratore cinese nel cui locale si gioca d'azzardo. Accanto a lei Marino si dimentica di essere Gorbaciof per via di quella strana voglia che ha sulla fronte che lo ha sempre...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Gorbaciof (2010)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

17 gennaio 2012 Opinione di zombi su "Gorbaciof"
zombi

grigia vita di un contabile di carcere. un uomo che non passa inosservato solo perchè veste sempre al solito modo e verrebbe da pensare con gli stessi abiti. un uomo taciturno che non si diletta con le parole. ordinaria vita di un grigio contabile di carcere a cui piace giocare d'azzardo e che purtroppo perde. che ruba al carcere e che d'accordo con un rappresentante della giustizia per rientrare delle perdite, compie atti criminosi. grigia e ordinaria vita di un contabile di carcere che se...

voto al film: zombi assegna il voto buono a Gorbaciof (2010)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


7 agosto 2011 Opinione di ivost su "Gorbaciof"
ivost

Questo è un film molto particolare. Commovente e denso di significati profondi. Toni Servillo qui parla pochissimo, ma recita col corpo, un po' alla maniera di Al Pacino (certamente tra i due c'è una certa affinità)  https://www.facebook.com/pages/La-Pagina-del-Cinema-Zone-Limitrofe/155482154524672 

voto al film: ivost assegna il voto buono a Gorbaciof (2010)


3 agosto 2011 Opinione di willardwaldo su "Gorbaciof"
willardwaldo

Sempre grande Toni Servillo, ormai una garanzia assoluta per la riuscita di un certo tipo di personaggi un po' loschi "in odor di santità". In questo bel film di Stefano Incerti interpreta il ruolo di Marino Pacileo detto Gorbaciof per la voglia che ha sulla fronte e fa ricordare l'ex-leader dell'Unione Sovietica. Gorbaciof vive solo, forse vedovo, fa il cassiere del carcere, ma per i suoi vizietti ricorre spesso, troppo spesso, a quei soldi che dovrebbe custodire. Questo lo porta a...

voto al film: willardwaldo assegna il voto buono a Gorbaciof (2010)

nessun commento
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2 maggio 2011 Opinione di ezio su "Gorbaciof"
ezio

Un film ambientato a Napoli da' gia' mezzo punto in piu' al giudizio del film ,che parte con uno sfondo sociale a suo favore.Aggiungiamo che  la trama mantiene una bella suspence,che l'interpretazione di Servillo conferma l'attore uno dei miglori del momento e dalla sua ha un finale piu'  che rispettoso.Sembra un polar francese ben riuscito e gia' questo depone a suo favore.Da vedere.

voto al film: ezio assegna il voto buono a Gorbaciof (2010)


8 aprile 2011 Opinione di Marco M su "Gorbaciof"
Marco M

Interamente sulle spalle del 'divo' Toni Servillo, una 'maschera' in perenne movimento. Il film pare scarno, i dialoghi si contano su una mano, ma storia vera, cruda,algida,dei bassifondi nostrani dove Servillo/GorbacioF 'sguazza', col passo veloce e strisciante, cercando il riscatto...mio voto 7/10

voto al film: Marco M assegna il voto sufficiente a Gorbaciof (2010)



20 marzo 2011 Opinione di mm40 su "Gorbaciof"
mm40

Gorbaciof è un film dignitosamente scritto e realizzato, dai presupposti buoni e dall'esito apprezzabile: cosa non va quindi? Stefano Incerti (già collaboratore di Mario Martone e qui al suo sesto lungometraggio a soggetto) non dà fede al suo cognome e inquadra con mano salda la taciturna presa di coscienza di una discesa all'inferno, quella che il protagonista affronta nel nome di un amore più platonico (se non utopico) che altro; Servillo sguazza in questo ruolo...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Gorbaciof  (2010)

nessun commento
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8 marzo 2011 Opinione di ico su "Gorbaciof"
ico

D'accordo, da quando Paolo Sorrentino è emerso dal magma della nostra cinematografia, non c' è film ambientato a Napoli o zone limitrofe, su personaggi borderline, che non "profumi" degli elementi di questo grande autore. Però un conto è l'influenza, un conto è la manifattura. In GORBACIOF siamo dalle parti dell'anelito esasperante, della citazione maniacale, una storia identica a LE CONSEGUENZE DELL' AMORE, con un personaggio a L' AMICO DI FAMIGLIA. Fino a...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Gorbaciof  (2010)

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19 febbraio 2011 Opinione di Mulligan71 su "Gorbaciof"
Mulligan71

Incerti centra il film della vita grazie ad un maestoso Toni Servillo, alla sua migliore interpretazione, al livello di un Al Pacino dei giorni di gloria. Una ballata decadente, la versione in "bianco e nero" delle "conseguenze dell'amore". Eccolo un grande film italiano, eccolo il cinema che smuove, che si diversifica, che urla. In silenzio. Tenetevi Zalone.

voto al film: Mulligan71 assegna il voto buono a Gorbaciof  (2010)


14 febbraio 2011 Opinione di sasso67 su "Gorbaciof"
sasso67

Le conseguenze dell'amore, per un personaggio che sembra uscito da un fumetto, per quel suo passo strascicato ed accelerato e per quella sua mimica facciale, plastica e tuttavia enigmatica. Forse tutto quel frusciare di soldi, il fatto che i suoi piccoli imbrogli vadano avanti per anni senza che venga scoperto (in realtà chi sa chiude un occhio) gli fanno pensare di essere una tigre, come gli dice la cinesina Lila. In realtà, è più probabilmente una scimmia che si...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Gorbaciof  (2010)

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