1960 (2010)
La trama
Estate 1959. Gente felice al mare. La voce di un adulto rievoca quei giorni. Il ricordo di quella estate è ancora vivo nella sua memoria: è stata l’ultima che ha trascorso insieme al fratello Rosario prima che quest’ultimo partisse per il nord. Da questo momento a tenere uniti i due fratelli sono le lettere che Rosario manda da Milano. Racconta della sua nuova vita, della libertà che ha conquistato, degli amici con cui trascorre il suo tempo, scrive di un mondo magico, fatato dove ognuno ottiene ciò che desidera. Ma sono quelle stesse lettere a mettere in allarme la famiglia: Rosario da quando è a Milano si è trasformato in un ribelle, ha perfino dimenticato la promessa di matrimonio fatta a Rosalba, una ragazza del suo paese che lo ama. I genitori capiscono che bisogna fare qualcosa e allora decidono di partire per riportare il figlio a casa. Inizia un lungo viaggio alla ricerca di Rosario che porterà questa famiglia ad attraversare tutta l’Italia ed a scoprire un paese che, trascinato dal boom economico, sta cambiando sotto i loro occhi. Presto quel viaggio si trasforma in una specie di sogno scandito dalle contraddizioni di Napoli, dalla Roma delle Olimpiadi e della Dolce vita, dal mito della straniera e dalla riviera romagnola. Ma la meta finale resta Milano dove scopriranno la verità su Rosario.
L'opinione più votata
Di Filmoski scritta il 23/10/2010 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Il paesino del sud di provenienza, Napoli, Roma, Rimini e Milano, mostrate come apparivano nel 1960, compongono il ritratto dell'Italia con particolare attenzione alle persone, alle loro aspirazioni, comportamenti e linguaggio.
E' un paese che si sposta dalle campagne alle città e che inizia ad introiettare un consumismo ancora agli albori, ma già suadente. L'ambizione ad una vita migliore, spinge masse di italiani verso il nord, troveranno diffidenza e sfruttamento.
Il mito del progresso si dissolverà in un nuovo ordine economico ed in una alienazione urbana che presto verranno combattuti dai più giovani e più coscienti.
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14 febbraio 2012 Opinione di marcopolo30 su "1960"
Documentario e (quasi) autobiografia riassunti in un un unico lungometraggio. Salvatores fa secondo me uso di avvenimenti un po' troppo scontati (ma il film è in fondo prodotto dalla RAI) anche se è poi bravo a montarli in maniera originale. Bella, molto poetica la voce fuori campo di Giuseppe Cederna.
voto al film: 
5 settembre 2011 Opinione di wang yu su "1960"
Quello che mi ha colpito di questo documentario è il notevole traffico che c'era già allora,divertente il commento sui vitelloni,ma sopratutto mi hanno colpito queste parole dette da alcuni appena arrivati a Milano QUANDO ARRIVAMMO A MILANO CI ACCOLSE IL BUIO ,SEMBRAVA UNA CITTA SOPRAVVISSUTA A UN INCENDIO;SEMBRAVA TUTTA DIPINTA DI NERO INDOSSAVA LO STESSO ABITO CHE PORTANO I MORTI.
voto al film: 
28 luglio 2011 Opinione di orsoaudace su "1960"
Non è che mi convince molto la chiave narrativa, all'inizio un tantino straniante. Un buon documentario, ma che ci azzecca la voce narrante? Dice nomi, parla di persone, ma non sono quelli delle immagini e si crea una fastidiosa distonia. Sulla magia dell'epoca, non posso che condividere, è stata anche la mia.
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3 febbraio 2011 Opinione di Tarabas su "1960"
"Si stava meglio quando si stava peggio" "Si stava meglio quando si stava peggio", il motto sugli scudi araldici di tutti i reazionar-radicalchic. Questo è il retrogusto che rimane alla fine del film, racconto di un viaggio sud-nord, fatto con le improbabilmente auliche parole di un bambino italiano del 1960 che ha la voce di Giuseppe Cederna. Dello slancio di un paese povero e arretrato verso la modernità non resta nulla, solo un pasolinismo di ritorno, elegia della campagna...
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18 gennaio 2011 Opinione di mm40 su "1960"
Affettuoso come un ricordo d'infanzia (Salvatores è nato nel 1950, esattamente come il protagonista-narratore del film) e preciso come una ricostruzione documentaristica (poichè alla voce del narratore - Giuseppe Cederna - corrispondono immagini di repertorio, reperite ed assortite con grande cura e gusto). Questo 1960 è un lavoro certo atipico per Salvatores, ma talmente ben fatto e strutturato in maniera curiosa, in questa sorta di perenne dialogo fra fiction ed...
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8 gennaio 2011 Opinione di Artemisia1593 su "1960"
L'ho registrato per caso ed è stata una piacevole sorpresa. Molto interessante e anche gradevole.
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9 dicembre 2010 Opinione di maxcalifornia su "1960"
L'opera di Gabriele Salvatores è un miracolo!
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23 ottobre 2010 Opinione di Filmoski su "1960"
Quest'opera di Salvatores si potrebbe definire "documentario narrativo". La voce di Cederna ci narra le vicende di un giovanissimo protagonista, alter ego del regista, e della sua famiglia, mentre scorrono immagini di repertorio. Il paesino del sud di provenienza, Napoli, Roma, Rimini e Milano, mostrate come apparivano nel 1960, compongono il ritratto dell'Italia con particolare attenzione alle persone, alle loro aspirazioni, comportamenti e linguaggio. E' un paese che si sposta dalle...
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18 ottobre 2010 Opinione di tafo su "1960"
E troppo facile fare un documentario sul 1960. La dolce vita di Fellini e L'avventura di Antonioni. I primi passi di Celentano Mina e Gaber, le vespe e la motorizzazione. Il papa buono, Kennedy, le olimpiadi a Roma e la morte di Coppi. Eppure Salvatores riesce a scovare immagini originali, poco viste e molto significative. Eppure la voce furoi campo di Cederna è affascinante nel raccontare su queste immagini una storia di emigrazione, di trasformazione del paese da contadino a...
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18 ottobre 2010 Opinione di emmepi8 su "1960"
Un film di montaggio, ma che Salvatores, con energia ha saputo trasformare da un film di genere a quello fuori dal genere, imponendogli un sottile filo rosso, che ci ha condotti per mano in un periodo interessante e pieno di avvenimenti oltre che di prese di posizioni sociali. Siamo alla vigilia del così detto boom economico e con una traccia familiare, quasi autobiografica vissuta dallo stesso regista, facciamo un percorso di vita ben vissuta della nostra storia nazionale dal...
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