Raavanan (2010)
Con 'Chiyaan' Vikram, Aishwarya Rai, Prithviraj, Karthik, Prabhu, Priyamani, Munna, Ranjitha, Vaiyapuri
La trama
Dev si innamora di Ragini, ballerina esuberante e anticonformista quanto lui. Si sposano e lui si trasferisce per un nuovo incarico a Vikramasingapuram, una piccola città dell’India meridionale, dove a dettar legge non è la polizia ma Veera, un membro della comunità tribale che nel corso degli anni ha spostato l’ago della bilancia del potere dalla classe dirigente verso i più poveri. Dev sa che se vuole riportare l’ordine in questo posto deve “catturarne il pesce più grosso”, ovvero Veera. In un solo colpo Dev riesce a far breccia nel mondo di Veera, scatenando una serie di eventi che ad alcuni costeranno la vita, ad altri la cambieranno per sempre. Veera, ferito ma furioso, sferra un attacco che porterà Dev, Veera e Ragini nella giungla. E in questo viaggio devono confrontarsi con la propria verità.
Versione in lingua Tamil. Il film è stato anche doppiato in lingua hindi con il titolo di Raavan
L'opinione più votata
Di berkaal scritta il 07/09/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Esagerando un po', si potrebbe dire che le note positive si fermino qui. Il film è una grossa delusione, sotto quasi tutti gli aspetti. A parte qualche bel paesaggio ed alcune note di colore di tipo folklorico-documentaristico, resta ben poco. Ciò che sconcerta maggiormente è il mix di dramma, commedia, musical, condito da qualche spruzzatina di pseudo-poesia, una ricetta che fa cadere le braccia. Non si sfocia nel ridicolo, lo si supera ampiamente.
Cominciamo con il cast: il protagonista è sputato Lando Buzzanca dei bei tempi, ha solo la pelle un po' più scura, e fa la faccia diabolica per tutto il film, ottenendo il risultato di far scombisciare dalle risate. La deuteragonista ha degli improbabilissimi occhi azzurro cielo, tra l'altro spesso iniettati di sangue (non saprei dire se volutamente o meno) e non brilla certo per l'interpretazione. Gli altri interpreti oscillano tra il ridicolo (Vikram) ed il patetico (Govinda).
Troppa poca India in questo film: molte parole in inglese, il capo della polizia sembra che salti fuori da Miami Vice, la musica è del volgarissimo pop commerciale vagamente orientale, se non altro piove dall'inizio alla fine, anche col sole.
Tra una gamba mozzata ed un braccio amputato il regista cerca anche di far ridere lo spettatore. Non so se il sense of humour cambi tanto da una longitudine all'altra, ma qui le battute sono pugni nello stomaco di uno spettatore occidentale, mazzate sotto le quali dopo un po' è veramente difficile rialzarsi. Un disastro.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dall'elemento musical. Confessando innanzitutto di provare forte idiosincrasia nei confronti di questo genere cinematografico, c'è da dire che i frequenti balletti qui mi ricordano i numeri di Amici di Maria de Filippi, trasmissione che evito accuratamente ma di cui devo subire talvolta i trailer. Doppio disastro.
In altre parole, che cosa ci propone il regista? Una semplice Sindrome di Stoccolma all'indiana, che potremmo ribattezzare sindrome di Vikramasingapuram (è il nome della città ove si svolge la vicenda), condita con battute idiote, attori ridicoli e balletti da dimenticare, e narrata con piglio grottesco, da grand guignol, feuilleton, e chi più ne ha più ne metta.
A questo punto mi chiedo: gli indiani che abitano di fronte a casa mia, dall'altra parte della strada, guardano 'sti film tutte le sere? Comincio a preoccuparmi....
7 settembre 2011 Opinione di berkaal su "Raavanan"
Prima di affrontare la pellicola, ho ripensato a quando mi recai al concerto degli Shakti, molti anni fa. Dopo una ventina di minuti di disorientamento, il linguaggio della musica indiana a poco a poco si insinuò e fece una tale presa che dopo la fine dell'esibizione riascoltare la nostra musica occidentale mi provocò lo stesso effetto di straniamento e disagio che mi aveva causato l'impatto con l'inizio del loro concerto. Allo stesso modo, ho immaginato che lo scontro...
voto al film: 















