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20 sigarette (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in 20 sigarette: assente
Ritmo ritmo in 20 sigarette: presente
Impegno impegno in 20 sigarette: presente
Tensione tensione in 20 sigarette: minimo
Erotismo erotismo in 20 sigarette: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a 20 sigarette

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a 20 sigarette (voti: 33 media: 3,33) 33

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La trama

Novembre 2003: Aureliano, un ventottenne anarchico e antimilitarista, precario nel lavoro e nei sentimenti, riceve l’offerta di partire subito per lavorare, come assistente del regista  Stefano Rolla, in un film da girare in Iraq, al seguito della ”missione di pace” dei militari italiani. Non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova nel mezzo dell’attentato alla caserma di Nassirya del 12 novembre 2003. 

Proprio il calor bianco della vicenda avrebbe richiesto una mano rigorosa, che sapesse limare la scrittura, tanto coinvolta e appassionata quanto amatoriale. Le cadute di stile ci sono e possono infastidire in quanto ad (ab)uso di retorica, ma rimane un entusiasmo biografico da non trascurare.

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 36/2010

Spiace. Spiace prima di tutto per i caduti dell’attentato del 2003 a Nassiriya così come per quelli successivi. Spiace per Stefano Rolla, uomo di cinema prematuramente scomparso e poco ricordato. Spiace per Aureliano Amadei, prima scrittore e quindi sceneggiatore e regista tuffatosi in un’impresa più grande di lui. Proprio il calor bianco della vicenda avrebbe richiesto una mano rigorosa, che sapesse limare la scrittura, tanto coinvolta e appassionata quanto amatoriale. Le cadute di stile, infatti, non si contano e scema la partecipazione proprio perché invocata con mezzi scontati e rozzamente manipolatori, a partire dalla petulante e troppo italiana voce over, per passare alla balzellante soggettiva, ai bambini morti e ai primissimi piani (con volto infangato e insanguinato che nessuno in ospedale si cura di lavare, perché fa più pathos). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 30/09/2011 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Il tempo e l’abitudine di fumare venti sigarette fanno una storia. Quella popolare, riaffermata dai mezzi di informazione, fiere fameliche pronte a nutrirsi del dolore e della morte causati dall’attentato a Nassiriya del 12 novembre del 2003, in cui persero la vita 19 militari italiani. E quella personale, invisibile, appartata, di un uomo che era lì quasi per caso. Un signore che rincorreva il sogno di creare con le immagini quello che non riusciva a ottenere attraverso le piccole lotte politiche condotte nella capitale a fianco di amici antimilitaristi.
Aureliano, straniero in patria e in Iraq, parla da solo. Fatica a trovare facili intese con i familiari, vive la sua vita giovane come fanno normalmente tanti altri alla sua età. Si pone domande alle quali non trova risposte, intraprende considerazioni personali a rassicurare la sua posizione, usa l’ironia per placare la paura. Si rende conto che il posto dove è andato non è quello descritto dalla tv: la missione di pace in realtà ha ancora qualche residuo militarista, di scontro. Bisogna stare all’erta in mezzo a un paesaggio sempre uguale, irriconoscibile; orientarsi è difficile anche per chi ci sta, figuriamoci per un civile.
L’insieme paesaggistico ed emotivo subisce un sobbalzo improvviso, a cui le soggettive, scelte come primario mezzo espressivo, si dedicano mettendoci a diretto contatto col terrore e oltre, fino in fondo, risparmiandoci pochissimo. Il risultato scuote, turba e mantiene quasi alla perfezione un aspetto pratico. Ha il coraggio di rappresentare quello che oggi gli spettatori italiani non vogliono vedere: ubriachi di commediole all’acqua di rose, l’impatto con una verità politico-sociale come questa costringerebbe a fare i conti almeno con la propria coscienza.
Non importa se Aureliano Amadei è/era un principiante della settima arte, se rischia un linguaggio da fiction. Anzi. Rinasce da questa singolare e orribile esperienza non lasciandosi attrarre dal richiamo dell’oblio per tuffarsi in una ricostruzione del vissuto, come in una seduta psicanalitica da affrontare disteso su un lettino cosparso di cocci di vetro. Le sue sono ferite dell’anima lacerate da una terra straniera, sono lacrime di sangue che deflagrano davanti ai nostri occhi pietosi e impotenti.
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SI

Opinioni su 20 sigarette


29 ottobre 2011 Opinione di sillaba su "20 sigarette"
sillaba

Bel film. La soggettiva, nel pieno dell'attentato è straordinaria. Il film meritava molto di più nello scenario italiano, ma è andato in sordina, forse per ragioni politiche. Peccato.

voto al film: sillaba assegna il voto buono a 20 sigarette (2010)


9 ottobre 2011 Opinione di Stuntman Miglio su "20 sigarette"
Stuntman Miglio

Quella dell'attentato a Nassirya è una storia che andava raccontata, tanto giusto quanto inevitabile che ad occuparsi del relativo adattamento per grande schermo sia stato lo stesso Aureliano Amadei sopravvissuto miracolosamente proprio a quell'attacco terroristico. Essenzialmente autobiografico "20 sigarette" segue le gesta del giovane filmmaker dagli esordi da videoclip nei centri sociali sino al fatidico viaggio in Iraq per fare da aiuto regista a Stefano Rolla. Lì, ad appena un giorno...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a 20 sigarette (2010)

nessun commento
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30 settembre 2011 Opinione di PompiereFI su "20 sigarette"
PompiereFI

Il tempo e l’abitudine di fumare venti sigarette fanno una storia. Quella popolare, riaffermata dai mezzi di informazione, fiere fameliche pronte a nutrirsi del dolore e della morte causati dall’attentato a Nassiriya del 12 novembre del 2003, in cui persero la vita 19 militari italiani. E quella personale, invisibile, appartata, di un uomo che era lì quasi per caso. Un signore che rincorreva il sogno di creare con le immagini quello che non riusciva a ottenere attraverso le piccole...

voto al film: PompiereFI assegna il voto buono a 20 sigarette (2010)

nessun commento
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17 agosto 2011 Opinione di diomede917 su "20 sigarette"
diomede917

Aureliano è un ragazzo che ama il cinema, che vuole diventare regista di videoclip, che condivide quello che accade nel mondo in un centro sociale. E' un ragazzo che conosce l'Iraq da quello che vede in televisione e da quello che se ne discute in quel centro. L'amicizia con Stefano Rolla, un regista che vuole ambientare una storia d'amore in quella location, lo spedisce dentro l'inferno di quell'attentato a Nassirya dove hanno perso la vita 15 persone. Gia narrato nel libro 20...

voto al film: diomede917 assegna il voto sufficiente a 20 sigarette (2010)

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14 agosto 2011 Opinione di XANDER su "20 sigarette"
XANDER

Anche se il film a volte perde un pò rimane un bel film drammatico crudo come pochi altri nella vicenda di Nassirya. La cosa che colpisce di più è che il regista stesso sia stato vittima dell'attentato e ad interpretarlo abbiamo Vinicio Marchione e rende il personaggio molto realistico. Da vedere per riflettere. Il film non è come la fiction semplice Nassyria di Michele Soavi. Astenersi i deboli di stomaco

voto al film: XANDER assegna il voto buono a 20 sigarette (2010)

1 commento
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25 maggio 2011 Opinione di ezio su "20 sigarette"
ezio

Nonostante il film abbia tante cadute di stile,non mi sento di bocciare un'esordio cinematografico di impegno e non invece rivolto (come la maggior parte oggi)a nuovi registi con pellicole paratelevisive che non valgono nulla.Anzi diro' di piu' :visto il tema trattato lo passerei in prima serata al posto di tante fiction di una nullita' spaventosa.Da vedere almeno una volta.

voto al film: ezio assegna il voto sufficiente a 20 sigarette (2010)



14 febbraio 2011 Opinione di emmepi8 su "20 sigarette"
emmepi8

  Un debutto ed in prima persona, nel senso che racconto un fatto, e non certamente casuale della sua vita. Dalle scelte cinematografiche messe in campo non sembra assolutamente un regista improvvisato, e specialmente nella prima parte la costruzione è molto raffinata e quasi temerario per il montaggio del film e del racconto, ma che riesce sempre a mantenere i binari giusti. Certo la sua provenienza non è qualsiasi, nel senso che ha fatto teatro, sia come attore che...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a 20 sigarette (2010)

1 commento
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2 febbraio 2011 Opinione di ligeya su "20 sigarette"
ligeya

Ciò che ha reso il film interessante ai miei occhi è stato il fatto di aver conosciuto il regista. il sopravvissuto. testimone vivente della vicenda narrata nel film, "personaggio vivente" forse dovrei dire. il protagonista della pellicola, quel 28enne da centro sociale romano, col sogno di fare il regista, differisce solo nei tratti fisionomici al 36enne che sale sul palco dopo la proiezione appoggiandosi ad un bastone, che parla di guerra attentati cinema politica con quella...

voto al film: ligeya assegna il voto sufficiente a 20 sigarette (2010)



1 dicembre 2010 Opinione di ROTOTOM su "20 sigarette"
ROTOTOM

2003. Aureliano è un giovanotto dei centri sociali divisi tra fancazzismo e pacifismo, appassionato da sempre di cinema è un videomaker che trova l’occasione di fare cinema vero grazie a Stefano Rolla, regista affermato e amico di famiglia che lo invita a Nassirya a girare un film come assistente. Una volta arrivato in Iraq, venti sigarette è il tempo della sua permanenza, dopo che l’esplosione della caserma dei carabinieri gli cambia la vita spazzandogli via...

voto al film: ROTOTOM assegna il voto buono a 20 sigarette (2010)

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28 ottobre 2010 Opinione di pierlues su "20 sigarette"
pierlues

Leggo i commenti molto favorevoli a questa opera e mi chiedo: ma sono andato a vedere un film o un documentario? Visto che si tratta di un film non posso far altro che esternare la mia profonda delusione...il tutto scorre via in modo freddo e così stereotipato da non lasciare addosso allo spettatore quel senso di rabbia e ribellione che il tema richiederebbe

voto al film: pierlues assegna il voto mediocre a 20 sigarette (2010)




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